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Porto di Mare Ecodistrict, nuovo riconoscimento PDF Stampa E-mail

A.P.I. è orgogliosa di informare le imprese associate che il progetto "Porto di Mare Ecodistrict" - di cui è parte del team proponente guidato dal gruppo di ricerca IMMdesignlab del Politecnico di Milano - è stato selezionato insieme ad altri 33 in tutto il mondo a comporre un’atlante delle pratiche ispiratrici per lo sviluppo sostenibile.
Si tratta dell'Atlante "The Atlas of Utopias is a Global Gallery of Inspiring Community-Led Transformation in Water, Energy, Food Systems and Housing". Un altro importante riconoscimento per un progetto ambizioso. Cliccare qui per accedere alla pagina dedicata. 
Il progetto, nato da un’attività di ricerca multidisciplinare svolta da docenti e ricercatori del Dipartimento ABC del Politecnico di Milano, opera la trasformazione e la riqualificazione urbana di un ambito di grande valore ambientale, ma di forti problemi sociali, verso i più elevati standard di efficienza energetica, vivibilità urbana sostenibile e integrazione sociale. La proposta progettuale applica secondo un modello capace d’integrare gli aspetti della mobilità sostenibile, del potenziamento del sistema del trasporto pubblico, della produzione locale di energia (grazie al vicino impianto di Nosedo) insieme a modelli evoluti di trattamento del ciclo delle acque e dei rifiuti.

Per leggere la notizia uscita nei predecenti numeri di A.P.I. news, cliccare qui 

Per informazioni: Segreteria di Presidenza, tel. 0267140263 - mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
Chiusura uffici A.P.I. per pausa estiva PDF Stampa E-mail

A.P.I. comunica che gli uffici della sede di Milano e dei Distretti resteranno chiusi per la pausa estiva dal 5 agosto al 23 agosto compresi. 
La direzione e il personale di A.P.I. augurano a tutti una serena pausa estiva.

Per informazioni: Segreteria di Direzione, tel. 02671401- mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  

 
Le imprese A.P.I. tra i Geni Lombardi PDF Stampa E-mail

Nel corso degli ultimi mesi sono stati numerosi gli imprenditori associati che hanno raccontato al giornalista Dino Bondavalli, la storia dell’azienda e i progetti per il futuro.
A.P.I. News ripercorre le storie imprenditoriali, potete vedere gli articoli cliccando qui, per dare merito al “fare Impresa”.
“Su Libero, con la rubrica settimanale dedicata ai Geni Lombardi, raccontiamo ogni sabato la storia di un’impresa o di un imprenditore che, sviluppando un’idea geniale, ha arricchito il tessuto economico, produttivo e sociale di un territorio straordinario, forse unico, per spirito imprenditoriale e capacità di intraprendenza come la Lombardia. Esordisce così il giornalista Dino Bondavalli. “Si tratta di vere e proprie eccellenze regionali, generalmente sconosciute al grande pubblico, ma in grado di dare lustro e tenere alto il nome del “Made in Lombardy” in tutto il mondo. Tra queste eccellenze molte, e non potrebbe essere altrimenti, sono piccole e medie imprese. Ne abbiamo incontrate tante, e ci siamo appassionati alle loro storie, spesso legate a doppio filo a quelle famigliari. Sono realtà che uniscono talento e capacità imprenditoriali fuori dal comune, sviluppati ogni giorno con il proprio lavoro. Qualità grazie alle quali le imprese hanno non solo raggiunto il successo, ma sono anche state capaci di superare, con orgoglio e passione, i momenti di difficoltà affrontati nel corso degli anni, soprattutto dell’ultimo decennio”. 

Quali sono sino ad oggi le aziende?

Ecolibrì Srl (A.C.E. Srl)
Ciceri de Mondel Srl
Codevintec Srl
Montagna srl
Else Nuclear Srl
Eugenio Porselli Srl
Microingranaggi Srl
Paola Lenti Srl
Skorpion Engineering Srl 

Grazie agli imprenditori associati ad A.P.I. per aver raccontato la loro storia e a Dino Bondavalli per dare voce alle idee geniali che nascono, crescono e lavorano ogni giorno in Lombardia. 
Leggi gli articoli

Per informazioni: Ufficio Stampa, tel. 0267140267 – mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
Galassi (A.P.I.): «Visione pragmatica delle associazioni di categoria contro l’immobilismo dei palazzi. Serve una politica industriale» PDF Stampa E-mail

 

Insediato il nuovo consiglio dell’Associazione delle PMI. Parole chiave per il prossimo triennio: tutela, efficienza, sviluppo, innovazione, sostenibilità e networking.

Rinnovato il consiglio direttivo di A.P.I., l’associazione delle piccole e medie industrie, che ieri si è riunito per la prima volta. Il presidente Paolo Galassi, imprenditore chimico e metalmeccanico, sarà affiancato, nel prossimo triennio, da Andrea Barzaghi (Barzaghi Srl), Luciana Ciceri (Ciceri De Mondel Srl), Gabriele Ferrario (Termoresine Srl), Luca Granata (Industrie Grafiche RGM Srl), Daniele Guerzoni (Guerzoni Srl), Elena Mai (L.C.M. Srl), Giuseppe Merlino (Else Nuclear Srl), Fabrizio Merlo (FEMAG Ferri Magnetici Srl), Fabrizio Motta (Motta Impianti Srl), Giuseppe Nocita (Pipeline Srl), Marino Pizzurno (Tecno Service Srl), Gianmarco Reina (Mollificio Moll Mar Srl), Mario Scotti (A.U.Esse. Srl), Stefania Temporiti (Temporiti Srl), Pietro Trezzi (Trezzi Refrattari Srl), Marco Ungari (Ungari Srl).

«Oggi più che mai - ha spiegato Paolo Galassi – è importante il ruolo di tutela degli interessi delle piccole e medie imprese svolto dalle associazioni. Serve una visione pragmatica contro le liti e l’immobilità dei palazzi. Noi tutti dobbiamo lavorare per riattivare un circolo virtuoso nel mercato interno. Questa è la base per varare finalmente una politica industriale che consenta di competere ad armi pari con gli altri paesi europei. Il sentiment raccolto dal nostro Ufficio Studi, evidenzia le richieste prioritarie per le PMI: riduzione della pressione fiscale (25%), sviluppo delle infrastrutture fisiche e digitali (22%) riduzione della burocrazia e degli ostacoli al fare impresa (20%), agevolazioni per internazionalizzazione (17%), tempi e regole della giustizia certi (12%), accesso al credito tramite soluzioni fintech (4%)».

Numerosi gli interventi che saranno messi in campo dall’Associazione di viale Brenta (oltre 2 mila associate per quasi 42 mila addetti) nel prossimo triennio per sostenere e valorizzare le PMI e il ruolo fondamentale che rivestono nel Sistema Italia. 
«Tutela, efficienza, sviluppo, innovazione, sostenibilità e networking - spiega Galassi – riassumono le macrocategorie dei bisogni delle imprese e indirizzano gli obiettivi di A.P.I. 2020, un’associazione che evolve per essere guida e supporto delle PMI che si stanno aprendo alla trasformazione digitale e alle opportunità che può dare».

Non solo trasversalità ma attenzione alle esigenze dei diversi settori, per questo sono parte del consiglio, per supportarne gli obiettivi, anche i presidenti di categoria: Emanuela Meucci (Meucci Igino di Milani Fabio e C. Sas), per A.P.I. Alimentare; Andrea Zavatarelli (Agef Srl) per A.P.I. Chimica; Carlo Ricchi (Metropolis Srl) per A.P.I. Digitale; Giacomo Lo Duca (Arca Srl) per A.P.I. Edilizia e affini; Alberto Fiammenghi (Fiammenghi Srl) per A.P.I. GEC; Francesco Galli (Edil Legno Srl); per A.P.I. Legno e arredo; Giancarlo Saglimbeni (Carioni Spedizioni Internazionali Srl) per A.P.I. Logistica; Matteo Gilardi (Trafilerie Edoardo Gilardi & C.Srl) per A.P.I. Meccanica; Claudio Fornengo (AMT Srl) per A.P.I. Terziario; Alberto Manganini (Mag Moda New Srl) per A.P.I. Tessile e moda.

 

 
Guidare, ascoltare e (finalmente) agire. Questo fa la Politica Industriale PDF Stampa E-mail

Da settimane assistiamo a dibattiti infiniti….. Ora basta. Lavoriamo!
Ci sono oltre 600 agevolazioni fiscali che andrebbero riviste e da cui si possono trarre miliardi da reinvestire, ad esempio, per evitare l’aumento dell’IVA, per ridurre il cuneo fiscale, per chi ha veramente necessità del salario minimo…. Inoltre, siamo davanti a sempre più numerosi tavoli di contrattazione, al calo della fiducia delle imprese, alla pressione fiscale attestata al 38% solo nel primo semestre, al Pil stazionario, a un esercito sempre più nutrito di over 35 alle prese con stage e collaborazioni, alla perdurante evasione fiscale.
 
Non sarebbe ora di parlare di politica industriale? Da anni gli imprenditori si aspettano una barra dritta, idee, scelte e azioni. 
A oggi abbiamo il DL Crescita che ci mostra piccoli interventi su diversi settori, anche a costo zero, che andavano fatti urgentemente, che sicuramente vanno nella giusta direzione ma l’Italia ha bisogno di scelte strutturali. 
La politica industriale è fatta di proposte concrete, trasversali, da attuare. Si parla di flat tax, taglio del cuneo fiscale, certezza del diritto e delle regole, sviluppo delle infrastrutture digitali e fisiche per metterci al pari con il resto d’Europa.

Siamo di fronte a buone intenzioni ma quando passeremo all’azione? Gli imprenditori si aspettano dal Governo una visione a medio lungo periodo sul futuro della manifattura italiana. 
Su cosa devono puntare le PMI? Quali saranno gli scenari che aspettano gli imprenditori? Quali sono gli incentivi e le azioni che l’esecutivo metterà in campo per sostenere il sistema Italia?
Perché questo deve fare la politica industriale italiana. Indirizzare le energie di milioni di PMI all’interno di una prospettiva comune e condivisa. 
Se non esistono, infatti, una visione di sistema e basi per una solida crescita, come possono le imprese, soprattutto le piccole e medie, far fronte all’eventuale introduzione del salario minimo, alla necessaria innovazione o agli aumenti di stipendio? 
Perché l’imprenditore ha a cuore i suoi collaboratori, ma per far fronte a tutto l’azienda deve prosperare.

La strada è chiara. La politica – quella che vuole veramente “fare” e non “parlare” - deve incontrare i veri attori che producono Pil, ascoltare, condividere e agire subito. Senza che i provvedimenti siano bloccati da veti e liti nei palazzi. Senza che le imprese debbano assistere impotenti all’ennesima legge che complica la vita.
Senza distogliere l’attenzione dai veri problemi che affliggono chi ogni giorno apre gli stabilimenti e impedisce, per esempio, che a settembre ci sia un nuovo picco di cassa integrazione. 

Vincere la sfida per ospitare i Giochi olimpici invernali nel 2026, con tutte le ricadute economiche che l’evento potrà avere sul territorio, rappresenta un primo esempio di azione di sistema, di progetto condiviso che darà una sferzata agli investimenti.
La politica però deve vincere un’altra competizione, quella decisiva. Passare dai programmi che proclamano il sostegno dell’industria e del made in Italy ai fatti, evitando di lasciare gli imprenditori a cercare da soli soluzioni che avrebbero ben altra efficacia se generate in uno impegno sinergico.

Per informazioni: Ufficio Stampa A.P.I., tel. 02.67140267 mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
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