Home News - Latest Gino Turrinelli, il primo presidente confederale
Gino Turrinelli, il primo presidente confederale PDF Stampa E-mail

L’ingegner Gino Turrinelli, nato nel 1874 a Bergamo, fu titolare dell’associata Ditta «Turrinelli» Srl e dedicò la sua vita al lavoro e alla battaglia per la rappresentanza dei diritti dei piccoli e medi industriali. Per i suoi meriti fu insignito anche dell’onorificenza di Grande Ufficiale del Regno d’Italia.

E' possibile tratteggiare la sua personalità e le sue opere grazie a quanto trasmesso dalla stampa, dai suoi libri e dalle pagine della rivista dell’associazione, ma anche grazie alle parole e agli appunti che il nipote, omonimo, Gino Turrinelli ci ha concesso.

Fu, uno, tra i primi industriali milanesi che sentì la necessità della creazione di una associazione di piccoli imprenditori che avesse vita a sè, fosse autonoma e indipendente dagli interessi della grande industria.

Per questa convinzione entrò a far parte fin dall’inizio dell’A.P.I. milanese e fu nominato già nel 1947, a pochi mesi dalla sua fondazione, membro di consiglio e quindi del comitato esecutivo.

La sua vasta esperienza, la sua chiarezza d’idee e la volontà di mettersi al servizio di tutti i colleghi per garantire un domani migliore, furono le basi su cui poggiò la costituzione dell’associazione negli anni seguenti.

Sentì con gli altri colleghi pionieri dell’A.P.I., che si batterono in quei primi anni di vita dell’associazione, la necessità della creazione di un ente unificatore di tutte le volontà delle associazioni piccole industrie sorte nelle diverse città d’Italia, fondarono quindi la Confederazione Nazionale della Piccola Industria, della quale fu nel 1947 il primo presidente. Il suo punto di vista sull’industria piccola e media e sui principi dell’associazione è ben espresso nell’intervista del settembre 1947 rilasciata al “24ORE” e riportata nelle pagine del notiziario di "Industria Privata", al tempo "Notiziario ApiLombarda".

Non solo uomo associativo, ma imprenditore di grande abilità e ingegno. Come tecnico fu un pioniere della trazione elettrica in Italia; laureatosi al Politecnico nel 1897 realizzò sin nei primi anni del 1900 i primi veicoli elettrici ad accumulatori e creò le prime filovie. Anche in tarda età continuò i suoi studi profondi e appassionati in questo campo conseguendo importanti risultati di cui la nuova generazione di tecnici si serve e si servirà anche in avvenire.

Negli anni precedenti all’attività imprenditoriale fu consulente tecnico e direttore commerciale centrale della Società Ansaldo. Brevettò importanti invenzioni, scrisse manuali tecnici, fu collaboratore tecnico e scientifico del Corriere della Sera, co-titolare della Soc. An. Camona, Giussani, Turrinelli e C. per l’industria meccanica e la fabbricazione di automobili elettrici. Successivamente fondò e fu titolare della ditta omonima - officine meccaniche - per la costruzione di autocarri elettrici ad asse motore (Brevetto Turrinelli) e di apparecchi automatici di riscaldamento a nafta.

L’auto elettrica e’ oggi il veicolo che non inquina e che in tanti vorrebbero; sono passati più di 100 anni dalla nascita del primo veicolo elettrico, nel 1899, purtroppo però non ha nel avuto grande sviluppo essendo stato superato dalla nascita del motore a scoppio. Il primo veicolo elettrico è stato studiato dall’americana Edison Electric, il cui capo officina fu Henry Ford. Negli anni successivi anche in Europa molti furono gli studi e gli esperimenti nel settore; in Italia si occuparono dei veicoli elettrici la Società Italiana Veicoli Elettrici (SIVE) di Turrinelli, con sede a Sesto S. Giovanni, e la società Dora di Torino.

La SIVE fondata da Turrinelli divenne in seguito Ausonia e fu una casa automobilistica italiana attiva dal 1899 al 1906. Il core business, per usare il linguaggio contemporaneo, era quello di produrre carrozze a propulsione elettrica. Nonostante le minuscole dimensioni dell'azienda, nei primi mesi del 1901 già circolavano per le strade milanesi le prime 4 vetture elettriche a 6 posti, destinate al pubblico servizio.

Uno dei primi automezzi prodotti fu un piccolo omnibus in configurazione wagonette, con cabina chiusa da otto posti per i passeggeri, oltre a due posti esterni per il personale d'opera. Il veicolo era pensato per i grandi alberghi che potevano così offrire ai clienti il comodo servizio di collegamento tra l'albergo e le stazioni ferroviarie della città. I nuovi automobili sollevarono un comprensibile interesse nella cittadinanza. L’ingegner Turrinelli, infatti, già nei primi del Novecento produsse e gestì una flotta di taxi elettrici.

Negli anni Trenta l’attività di sviluppo e produzione più rilevante per la Ditta Turrinelli, a livello industriale, fu la produzione di filobus, negli anni Cinquanta produsse, tra l’altro, per la Fiera Campionaria di Milano il trenino ecologico  che trasportava i visitatori tra i vari padiglioni.