Decreto dignità: le novità sul lavoro PDF Stampa E-mail

Il mercato del lavoro: quali sono i cambiamenti normativi all'orizzonte? Uno dei primi provvedimenti del nuovo Governo è il “Decreto dignità”, decreto legge contenete degli interventi di riforma riguardanti anche la materia giuslavoristica, ancora al vaglio di approvazione definitiva.
Si ricorda, infatti, che il decreto legge, è un provvedimento a carattere provvisorio, che viene deliberato dal Governo (ed emanato dal Presidente della Repubblica) in casi straordinari di necessità ed urgenza. 
Tale provvedimento entra in vigore, appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (senza attendere i 15 giorni di vacatio) e ha una validità di 60 giorni, decorsi i quali decade automaticamente - con efficacia ex tunc − se nel frattempo non è convertito in legge dal Parlamento. 

In caso di definitiva approvazione del testo, le misure previste sono le seguenti: 

  • Contratto a termine 

Riduzione a 4 proroghe, con limite massimo di durata del contratto pari a 24 mesi complessivi. Le causali del contratto scattano dal primo rinnovo, o, anche per primi contratti di durata superiore ai 12 mesi. Infatti, con l’indicazione delle causali, già dal primo contratto sarà possibile apporre un termine superiore ai 12 mesi, per esigenze temporanee e oggettive, nonché sostitutive e incrementi non programmabili dell’attività ordinaria. Inoltre, per ogni rinnovo, sarà previsto un costo contributivo crescente pari allo 0,5% in più rispetto all’1,4% attualmente a carico del datore di lavoro per il finanziamento della Naspi. Infine, il termine per impugnare un contratto a termine passa dagli attuali 120 giorni a 180 giorni.

  • Contratti in somministrazione

Per i contratti in somministrazione a termine, è previsto per ogni rinnovo, il suddetto incremento del costo contributivo, oltreché l’applicazione di tutte le nuove previsioni. Inoltre, tali contratti, verranno conteggiati ai fini del raggiungimento del limite del 20% che si applica alle assunzioni con contratti a tempo determinato.

  • Licenziamenti per contratti a tutele crescenti

Le indennità previste in caso di riconoscimento dell’illegittimità del licenziamento verranno innalzate. Infatti, si passerà dalle 24 attuali alle 36 previste dal decreto. Non viene invece modificata la normativa sull’offerta conciliativa, contenuta sempre nel Dlgs 23 del 2015.


Per informazioni: Servizio Relazioni Industriali, tel. 02.67140305 – mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.