Rivalsa IVA PDF Stampa E-mail

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione del 26 novembre scorso chiarisce che la rivalsa a seguito di accertamento si differenzia da quella ordinariamente prevista poiché ha carattere facoltativo e presuppone l’avvenuto versamento definitivo della maggiore IVA accertata da parte del fornitore. Attraverso un interpello posto all’Agenzia delle Entrate un’azienda che svolge commercio al dettaglio ha chiesto chiarimenti in merito alla corretta interpretazione dell’articolo 60, comma settimo, del D.P.R. 633/72 concernente l’esercizio del diritto di rivalsa dell’IVA relativa ad avvisi di accertamento o rettifica emessi nei confronti di fornitori di beni e servizi nella particolare ipotesi di intervenuta estinzione del soggetto passivo acquirente.
La rivalsa a seguito di accertamento è un istituto privatistico, e pertanto in caso di mancato pagamento dell’imposta da parte dell’acquirente del bene o del servizio l’unica possibilità che il fornitore ha per recuperare l’IVA versata all’Erario, ma non incassata, è quella di rivolgersi al giudice civile. Nel caso oggetto dell’interpello, però, questa strada non è più percorribile in quanto la società cessionaria è stata cancellata dal registro delle imprese e, quindi, si è definitivamente estinta e la conseguente perdita della titolarità del rapporto giuridico dedotto in giudizio. Dunque, il diritto di rivalsa, pur astrattamente riconosciuto, non è più giuridicamente esercitabile dalla società istante.

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Per informazioni: Servizio Fiscale, Gestionale, Societario, tel. 02.67140268 – mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.