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Raggruppamenti temporanei di imprese e quote di partecipazione PDF Stampa E-mail

La costituzione di raggruppamenti temporanei di imprese (RTI) è una delle modalità che consentono, specie alle PMI, di poter accedere in forma associata al settore dei contratti pubblici.Sulle modalità di articolazione del RTI e delle quote all’interno del raggruppamento, molteplici sono le questioni affrontate dalla giurisprudenza amministrativa, che registra al suo interno orientamenti differenti. L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato è recentemente intervenuta a chiarire la portata del principio di corrispondenza tra quote di qualificazione e quote di esecuzione dichiarate negli appalti di lavori pubblici (CDS, AP, 27.3.2019, n. 6), così dirimendo i differenti orientamenti. Tale è la questione sottoposta all’Adunanza Plenaria: “se sia consentito ad un’impresa componente il raggruppamento, che possegga il requisito di qualificazione in misura insufficiente per la quota di lavori dichiarata in sede di presentazione dell’offerta, di ridurre la propria quota di esecuzione, così da renderla coerente con il requisito di qualificazione effettivamente posseduto, nel caso in cui il raggruppamento nel suo insieme sia in possesso di requisiti di qualificazione sufficienti a coprire l’intera quota di esecuzione dei lavori”. Per meglio comprendere la portata della citata pronuncia, il Servizio Appalti presenta un approfondimento dell’avv. Anna Ranzani.

La disciplina di riferimento e gli orientamenti giurisprudenziali 
Le norme di riferimento in materia prevedono che: “Le quote di partecipazione al raggruppamento o consorzio, indicate in sede di offerta, possono essere liberamente stabilite entro i limiti consentiti dai requisiti di qualificazione posseduti dall’associato o dal consorziato” (art. 92, co. 2, d.P.R. n. 207/2010). Il contrasto giurisprudenziale precedente la pronuncia in commento si fondava su due distinti orientamenti, diretti o meno a determinare l’esclusione dalla gara del RTI. II primo orientamento sostiene che:  “la mancanza del requisito di qualificazione in misura corrispondente alla quota di lavori cui si era impegnata una delle imprese costituenti il raggruppamento in sede di presentazione dell’offerta è causa di esclusione dell’intero raggruppamento, anche se, per ipotesi, il raggruppamento nel suo insieme sia in possesso del requisito di qualificazione sufficiente all’esecuzione dell’intera quota dei lavori” (Cons. Stato, sez. V, 2 luglio 2018 n. 4036; sez. V, 22 agosto 2016, n. 3666; sez. V, 22 febbraio 2016, n. 786). Il secondo orientamento sostiene invece che: ‘’non è legittima l’esclusione dell’operatore economico dalla procedura, in presenza di tre condizioni: che lo scostamento tra il requisito di qualificazione dichiarato e la quota di lavori per la quale l’operatore si è impegnato non sia eccessivo; che il raggruppamento nel suo complesso sia comunque in possesso dei requisiti sufficienti a coprire l’intero ammontare dell’appalto; che il raggruppamento abbia la forma di raggruppamento orizzontale’’ (Cons. Stato, sez. V, 8 novembre 2017 n. 5160; sez. V, 6 marzo 2017 n. 1041; sez. IV, 12 marzo 2015 n. 1293).

La pronuncia dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato 
L’Adunanza Plenaria ha condiviso il primo dei due orientamenti sopra richiamati, nel senso che la mancanza del requisito di qualificazione in misura corrispondente alla quota di lavori alla quale si è impegnata una delle imprese costituenti il raggruppamento in sede di presentazione dell’offerta è causa di esclusione dell’intero raggruppamento dalla gara.Più precisamente la sentenza ha così disposto: “In applicazione dell’art. 92, co. 2, DPR 5 ottobre 2010 n. 207, la mancanza del requisito di qualificazione in misura corrispondente alla quota dei lavori, cui si è impegnata una delle imprese costituenti il raggruppamento temporaneo in sede di presentazione dell’offerta, è causa di esclusione dell’intero raggruppamento, anche se lo scostamento sia minimo ed anche nel caso in cui il raggruppamento nel suo insieme (ovvero un’altra delle imprese del medesimo) sia in possesso del requisito di qualificazione sufficiente all’esecuzione dell’intera quota di lavori”.

Per prendere visione della sentenza del Consiglio di Stato, cliccare qui
Articolo a cura dell’Avv. Anna Ranzani

Per informazioni: Servizio Appalti, tel. 02/671401 – mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.