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Galassi: pausa estiva, non sarà un momento di svago, ma di riflessione sul futuro delle nostre imprese PDF Stampa E-mail

Cari Colleghi, cari Amici,

Vi scrivo queste righe prima della pausa estiva, che, come sempre ma ancora più quest’anno, per noi imprenditori non sarà un momento di svago, ma di riflessione sul futuro delle nostre imprese.

I dati diffusi sul PIL italiano sono allarmanti e disarmanti. Ci aspettano altri anni di sacrifici e di tenuta dell’economia e dell’occupazione.
Chi se ne occuperà?
Come sempre gli imprenditori e le imprenditrici delle PMI, che da anni, oramai, sono impegnati in esercizi di equilibrio tra: la corsa ad ostacoli per gestire la burocrazia, la ricerca di nuovi clienti, la mancanza di un’adeguata connettività per garantire la digitalizzazione e l’industria 4.0., la difficoltà di competere con gli altri Paesi per il peso del fisco e il costo del lavoro, l’impossibilità di avere leggi e norme chiare e strumenti facili da usare.

Perché ci facciamo sempre così male, se siamo un popolo che può vantare una genialità imprenditoriale così ampia? E’ una domanda che forse non avrà risposta. Nel mentre assistiamo a confronti, dibattiti, stati generali di proposte.

A quando gli stati generali dell’attuazione delle riforme?

Tra le ultime novità, il Consiglio Europeo ha finalmente deciso: i fondi dall’Europa arriveranno.
“Ci fa piacere”! Ma il punto è che noi imprenditori siamo stanchi, perché non vediamo il denaro arrivare in azienda quando serve e tempestivamente. Pur con tutte le misure varate del Governo, proseguiamo ad essere il bancomat italiano.
L’elemento più preoccupante è che non si vede una strategia per la ripresa del manifatturiero.
Sappiamo bene che sono questi i due fattori su cui la politica dovrebbe maggiormente puntare.
Serve, lo “urliamo” da anni, una strategia industriale! Che vada oltre le iniezioni di liquidità (pur necessarie), e che sia concentrata soprattutto sul settore manifatturiero.

Servono Statisti che prendano decisioni utili a disegnare la strada e costruire il futuro del nostro Paese.

A.P.I., nel corso di questi mesi, ha partecipato a innumerevoli tavoli di confronto e ha fatto sentire la voce di tutti noi, uniti in un ideale: la tutela del patrimonio industriale e delle nostre famiglie, di cui fanno parte anche i collaboratori dell’azienda.

L’Associazione ci è stata vicina, ci ha guidato e consigliato per adempiere agli obblighi dei DPCM, per la salute e la sicurezza in azienda, per conoscere nuovi modelli organizzativi, per ripensare il business, per formarci a distanza, per farci conoscere e condividere le nostre esperienze, e per tanto altro.
Faremo ancora di più nei prossimi mesi, gestendo le priorità e supportando il rilancio delle imprese associate.

A.P.I. è fatta da imprese e su questo basiamo le scelte e le attività quotidiane. Il percorso 2020 e 2021 ci vedrà impegnati principalmente su Networking, Digital trasformation, Economia sostenibile, Innovazione a misura di PMI, Contrasto all’emergenza Covid-19.

Chiamateci, fateci conoscere il Vostro pensiero e le Vostre esigenze. Lavorando insieme faremo meglio.
Uso spesso il verbo “fare” perché contraddistingue noi imprenditori.

Chiudo invitandoVi a leggere A.P.I. FA IMPRESA 2020, la pubblicazione che ci informa sulle attività, che misura - attraverso i numeri - quanto ha fatto l’Associazione, che racconta - attraverso le parole degli imprenditori associati, che ringrazio - il valore generato.

Questa mia lettera vuole essere un messaggio di vicinanza a tutti Voi. Pertanto, Vi ricordo che per ogni esigenza e necessità, o anche solo per un confronto, siamo a Vostra disposizione, come sempre – soprattutto in questo periodo – a prescindere dalle “canoniche pause”.

In attesa di incontrarci di persona, spero presto, in uno degli appuntamenti associativi, Vi mando un caro saluto.

Paolo Galassi
Il Presidente