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Chiarimenti per il credito d’imposta sanificazione PDF Stampa E-mail

Con la Circolare n. 20/E del 10/07/2020, l’Agenzia delle Entrate chiarisce numerosi aspetti legati agli art. 120 e 125 del DL Rilancio, che rispettivamente contengono il credito d'imposta per l'adeguamento degli ambienti di lavoro, pari al 60% fino ad un massimo di 80.000 euro, e il credito d'imposta per la sanificazione e l'acquisto di DPI,  pari al 60% fino ad un massimo di 60.000 euro. Dal 20 luglio i soggetti richiedenti potranno accedere ai crediti d’imposta comunicando all’Agenzia delle Entrate l’ammontare delle spese sostenute fino al mese precedente alla comunicazione e l’importo che prevedono di sostenere fino al 31 dicembre 2020. La comunicazione delle spese ammissibili potrà essere effettuata in via telematica all'Agenzia delle Entrate dal 20 luglio 2020 al 30 novembre 2021 per le spese di adeguamento degli ambienti di lavoro, e dal 20 luglio 2020 al 7 settembre 2020 per le spese di sanificazione e DPI, con apposito modello approvato con il Provvedimento 10 luglio 2020, n. 259854/2020. La circolare chiarisce l’ambito oggettivo e soggettivo di applicazione, specifica le spese ammissibili e i termini di utilizzo.

In particolare, le spese ammissibili sono di due tipologie:
a) quelle sostenute per la sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale o per la sanificazione degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività; 
b) quelle sostenute per l’acquisto di:
- dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea (comma 2, lettera a); 
- prodotti detergenti e disinfettanti (comma 2, lettera b)); 
- dispositivi di sicurezza diversi da quelli precedenti, quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione (comma 2, lettera d); 
- dispostivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione (comma 2, lettera e). 

Le attività di sanificazione devono essere finalizzate ad eliminare o ridurre a quantità non significative la presenza del virus, con apposita certificazione redatta da operatori professionisti sulla base dei Protocolli di regolamentazione vigenti. L’attività di sanificazione, in presenza di specifiche competenze già riconosciute, può essere svolta anche in economia dal soggetto beneficiario, avvalendosi di propri dipendenti o collaboratori, sempre che rispetti le indicazioni contenute nei Protocolli di regolamentazione vigenti, come attestato da documentazione interna. In questo caso, la spesa agevolabile può essere determinata moltiplicando il costo orario del lavoro del soggetto impegnato a tale attività per le ore effettivamente impiegate, e aggiungendo il costo dei disinfettanti. L’ammontare delle spese, in ogni caso, dovrà essere congruo ai valori di mercato. Sempre con riferimento a questa tipologia di spese per la sanificazione oggetto di agevolazione, le stesse possono riguardare anche strumenti già in dotazione del soggetto beneficiario.In merito all'acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti, già la Circolare n. 9/E del 13 aprile 2020, aveva fornito i primi chiarimenti sull’ambito applicativo, affermando che per i dispositivi agevolati (mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, guanti, visiere di protezione, occhiali protettivi, tute di protezione, calzari) rimane l’obbligo di  conformità ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, pena l’inammissibilità ai fini del credito d'imposta. Per quanto riguarda le modalità, non è prevista alcuna distinzione in funzione del regime fiscale adottato, quindi possono accedere le società, gli imprenditori individuali, le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, i contribuenti forfettari e in regime di vantaggio, le imprese agricole, gli enti del Terzo Settore. Le spese devono essere sostenute nel 2020 e individuate con criterio di competenza per le imprese (indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui le spese si riferiscono e indipendentemente dalla data dei pagamenti), e con criterio da cassa per i professionisti e gli enti non commerciali. 

I crediti d'imposta sono utilizzabili successivamente al sostenimento delle spese agevolabili: 
- in compensazione nel modello F24; 
- nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa.

Inoltre, entro il 31 dicembre 2021, i crediti possono essere ceduti, anche parzialmente, ad altri soggetti, con facoltà di ulteriore successiva cessione. 

Per informazioni: Servizio Fiscale Gestionale Societario, tel. 02.671401 – mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.