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Niente canone Rai per pc tablet e smartphone PDF Stampa E-mail

A poche ore dall’intervento del presidente di Confapi Milano, Paolo Galassi, che ha commentato l’iniziativa di far pagare il canone a imprenditori e professionisti che possiedono pc con connessione, definendola «una richiesta ingiusta e priva di fondamento» è giunta una buona notizia: niente canone Rai per tablet e smartphone. Dopo la “sollevazione” di istituzioni e associazioni (leggi la rassegna stampa dei giorni scorsi) la Rai, a seguito di un confronto con il Ministero dello Sviluppo Economico, ha precisato di non aver richiesto il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer collegato alla rete, o di tablet e smartphone. La lettera inviata negli scorsi giorni dalla Direzione Abbonamenti Rai a molte aziende del territorio si riferisce quindi esclusivamente al canone speciale dovuto da imprese, società ed enti nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage) fermo restando che il canone speciale non va corrisposto nel caso in cui tali imprese, società ed enti abbiamo già provveduto al pagamento per il possesso di uno o più televisori. Ciò quindi limita il campo di applicazione del tributo ad un’utilizzazione molto specifica del computer.

 
Confronto sullo Statuto delle imprese con Raffaello Vignali PDF Stampa E-mail

La Consulta dei Direttori Confapi, l'appuntamento periodico che coinvolge i direttori delle associazioni (sull'intero territorio nazionale) che fanno capo alla Confederazione, ha visto la partecipazione dell'onorevole Raffaello Vignali.
Il parlamentare si è trattenuto con i vertici confederali (tra i quali alcuni esponenti della Giunta di presidenza nazionale) per un approfondito confronto sui temi legati allo Statuto delle imprese, la legge di cui Vignali è estensore e primo firmatario. «Ringraziamo l'Onorevole Vignali per la sensibilità e l'attenzione dimostrate - ha detto Paolo Galassi, Presidente di Confapi - In questo momento è fondamentale tenere alta l'attenzione sul mondo della piccola e media impresa, la vera e autentica realtà economica che è riuscita a creare in questi anni occupazione anche nel periodo più acuto della crisi». «Se vogliamo tutelare lavoro e produzione, bisogna adottare il concetto di premialità nei confronti di chi contribuisce alla crescita del Paese e fare in modo che lo Stato non rappresenti più un ostacolo - ha aggiunto Galassi - Per questo ci auguriamo che i principi contenuti nello Statuto delle imprese vengano applicati senza esitazioni».

 
Ridurre la spesa pubblica: dibattito con il ministro Giarda in Confapi PDF Stampa E-mail

Pietro Giarda, ministro per i Rapporti con il Parlamento si è recato il 17 febbraio nella sede di Confapi (Confederazione della piccola e media industria privata). L'incontro è stato promosso da Oriano Lanfranconi, presidente nel Gruppo Giovani Imprenditori Confapi, che si è impegnato per creare un momento di confronto costruttivo tra i vertici di Confapi, i giovani imprenditori e il Ministro per affrontare le tematiche riguardanti le misure per rispondere alla crisi e in particolare la razionalizzazione della spesa pubblica (spending review), ambito in cui Giarda si sta fortemente impegnando.
«Ringraziamo il Ministro Giarda per l'attenzione dimostrata nei confronti del mondo della piccole e medie imprese - ha detto Paolo Galassi, Presidente di Confapi - Il Ministro trova tutto il nostro appoggio nel lavoro che sta portando avanti al fine di razionalizzare la spesa pubblica in questo Paese. L'era dello Stato dalla "mani bucate" infatti non è più tollerabile».
«Riteniamo che cosiddetta "spending review", la revisione della spesa diretta a migliorare l'efficienza e l'efficacia della spesa pubblica, sia una misura indispensabile in uno Stato moderno. Se ci fossimo concentrati a tempo debito sulla razionalizzazione della spesa, probabilmente non ci troveremmo a questo punto - aggiunge Galassi - Ben vengano quindi i tagli, ma che siano mirati "punto per punto". L'esperienza insegna che i tagli generalizzati portano a pochi risultati. Bisogna contenere la spesa quindi, senza però deprimere la crescita. Il contenimento è molto importante, ma perde significato se non è accompagnato da interventi mirati per promuovere lo sviluppo ed attirare investimenti». Galassi conclude affermando che «La presenza del Ministro Giarda rappresenta sicuramente un onore per la nostra Confederazione, ma continuiamo ad essere perplessi per la poca attenzione che il Governo Monti ci ha finora riservato in occasione del tavolo in corso per la riforma del mercato del lavoro».

 

 
Il Fondo centrale di garanzia incontra Confapi Milano PDF Stampa E-mail

Lo scorso giovedì il direttore generale di Confapi Milano ha incontrato la presidente del Comitato di Gestione del Fondo Centrale di Garanzia, Claudia Bugno. L'incontro è stato voluto per mettere in campo degli interventi che consentano sempre di più al mondo delle imprese di superare il tema del credit crunch e migliorare il più possibile l’accesso al credito. Durante l'evento è stato toccato un importante aspetto, quello dell’accesso alla garanzia del fondo è "Basel Compliant", che risponde sia ai requisiti richiesti dagli accordi di Basilea 2, ora di Basilea 3, per permettere di ottenere alle banche la "ponderazione zero" per gli accantonamenti a fronte del rischio di credito, incrementando la concessione di credito.

 
Basilea 3: un appello alle istituzioni PDF Stampa E-mail

Un importante appello di Unioncamere, unitamente alla Camera di Commercio di Milano e Roma, alle istituzioni italiane per evitare il peggioramento delle azioni di stretta creditizia. Dal prossimo mese di giugno infatti, il requisito patrimoniale richiesto alle banche passerà da 8 a 10,5%, causando inevitabilmente un aggravarsi delle situazioni di credit crunch, con inevitabili ripercussioni sulle imprese, soprattutto le piccole.  Negli ultimi mesi sono stati numerosi i confronti tra i rappresentanti di Confapi Milano e quelli della CCIAA per focalizzare le problematiche delle pmi del territorio in merito alla crisi di liquidità. Il risultato del lavoro svolto ha contribuito alla redazione del documento con cui il sistema camerale ha chiesto alle istituzioni nazionali di farsi portavoce presso quelle comunitarie affinchè possa essere introdotto un correttivo a supporto delle pmi, evitando una ulteriore riduzione dell’erogazione di credito.

 
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