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Dati preliminari indagine congiunturale Confapi: per 8 pmi su 10 situazione stabile o peggiore PDF Stampa E-mail

In base ai dati preliminari ricavati dall'indagine congiunturale Confapi chiusa il 16 gennaio risulta che la situazione legata al business aziendale ha registrato valori che rispecchiano in pieno la situazione di disagio economico attraversata dalle aziende italiane. Dall’indagine promossa emerge ancora una stagnazione della crescita: il 40% delle aziende ha mantenuto stabile nel secondo semestre del 2011 il business rispetto al semestre precedente, e circa un altro 40% dichiara che lo stesso è sensibilmente peggiorato. Solo il 19% del campione ha dichiarato che la situazione economica della sua impresa, rispetto al primo semestre del 2011, è migliorata.

 
Lavoro: puntare sulla semplificazione PDF Stampa E-mail

Le difficoltà che contraddistinguono oggi il quadro economico e sociale del Paese impongono a tutti coloro che svolgono funzioni di rappresentanza di formulare proposte adeguate alla situazione. Suggerimenti e prese di posizione devono però fare i conti con la quotidianità che gli Italiani stanno affrontando, fatta di precarietà economica, di eccessivo deficit pubblico, di politiche di rigore ed in buona sostanza di brutale e crudele realismo. In uno scenario come questo, Confapi, Confederazione italiana della piccola e media industria, espressione di oltre 120 mila aziende con 2,3 milioni di lavoratori, intende contribuire al confronto sui temi aperti. In primis quello del lavoro, oggi motivo di incertezza per moltissimi italiani. La crisi in atto, purtroppo, non fa sconti a nessuno. E pensare che una maggiore semplificazione unita alla capacità di integrare strumenti diversi già esistenti potrebbe portare risultati sorprendentemente positivi. Come è risaputo, il mercato del lavoro si sviluppa su due fronti, da una parte "l’entrata" che attualmente è articolata su una innumerevole serie di modelli contrattuali e, dall’altra "l’uscita", che in relazione all’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori pone uno sbarramento discriminatorio fra imprese con meno di 15 addetti e le altre. "Entrata" e "uscita" rappresentano due fattori critici per le pmi che noi rappresentiamo; le aziende pagano lo scotto di contraddizioni e sperequazioni non più sostenibili in un moderno sistema economico e produttivo. Ma basterebbero piccoli passi per rendere tutto meno farraginoso; sul fronte dell’entrata ad esempio, sulla scia positiva del modello per l’apprendistato, Confapi propone una semplificazione sostanziale dei modelli contrattuali, prevedendo un periodo iniziale di carattere formativo e di apprendimento della durata triennale, al termine del quale procedere nella eventuale stabilizzazione del rapporto di lavoro.
Oggi, più che mai, si parla dei giovani e del loro ingresso nell’universo lavorativo. Giustamente del resto, perché oggi un ragazzo su tre è senza lavoro nel nostro Paese. Ma una particolare attenzione andrebbe rivolta anche ai lavoratori over 50, veri tesori di esperienza per le aziende. E’ importante perciò che questi lavoratori possano contare su politiche di sostegno da parte dello Stato per facilitare la loro permanenza nel ciclo produttivo, mediante azioni di decontribuzione .
Un altro nodo cruciale resta l’incontro fra domanda e offerta di lavoro. In questo versante è fondamentale che lo Stato riduca la propria influenza per aprire al "mercato" regolamentato e gestito in forma condivisa dalle parti sociali, attraverso gli enti bilaterali. Questi strumenti strategici (gestiti congiuntamente dalla parte datoriale e da quella sindacale) possono concretamente favorire l’incontro fra chi offre e chi cerca lavoro. In questo contesto, il ruolo dello Stato potrebbe limitarsi a quello di arbitro nel confronto fra le parti. Sul fronte dell’uscita va invece disboscata la complessa e farraginosa sequela di ammortizzatori sociali. Per quanto riguarda l’accompagnamento verso l’uscita del mercato del lavoro bisognerebbe invece puntare l’attenzione su tre pilastri fondamentali: sostegno al reddito, formazione e orientamento. Si tratta di tre fattori strategici che possono contare sull’apporto delle parti sociali, attraverso la bilateralità, che va a favore sia delle imprese che dei lavoratori. È evidente che questi interventi di tipo "privatistico e sociale" possono generare un circolo virtuoso, teso ad un contenimento sostanzioso della spesa pubblica. Per questo sarebbe giusto che trovassero degno riconoscimento all’interno dei costi già previsti con il versamento all’Inps delle quote per la stessa finalità. Uno Stato virtuoso valorizza l’apporto dei privati e non si sostituisce ad essi nello svolgimento di funzioni economiche, ma ne regolamenta il corretto sviluppo. Le parti sociali oggi sono in grado trovare una convergenza su modelli organizzativi utili a far decollare e sostenere le politiche di sviluppo economico, sempre che lo Stato sia così lungimirante da non rappresentare un ostacolo, non fosse altro che per contenere i costi. Il contributo di Confapi su questa partita a tutela degli interessi delle pmi è deciso e convinto; per uscire dalla crisi è fondamentale che ciascuno giochi il proprio ruolo con tutti i mezzi messi in campo, che si tratti di mondo privato o mondo pubblico.

di Paolo Galassi,
Presidente di Confapi e Confapi Milano

 
LEGALE - DURC non autocertificabile PDF Stampa E-mail

Facendo seguito alle modifiche introdotte dalla legge di stabilità 2012 in materia di certificati e dichiarazioni sostitutive, il Ministero del Lavoro con nota del 16 gennaio u.s. ha precisato che il Durc (Documento unico di regolarità contributiva) non è un documento autocertificabile.

 
Indagine sui Servizi Confapi Milano PDF Stampa E-mail

Verificare se e come i servizi offerti da Confapi Milano e Apimilano Servizi S.r.l. a socio unico rispondano alle esigenze dell'impresa e, nello stesso tempo, testare la capacità di rappresentanza della nostra associazione. Questi gli obiettivi dell'indagine sui Servizi Confapi Milano. Il questionario sarà diviso in due parti: la prima è relativa a Confapi Milano, ai servizi forniti (compresi nel contributo associativo) e alla capacità di rappresentanza dell’associazione; la seconda parte rileva la soddisfazione di coloro che hanno usufruito delle prestazioni di Apimilano Servizi, che eroga servizi attraverso fornitori selezionati e costantemente monitorati.
Per visualizzare il questionario collegarsi a http://portale.apmi.it/apimilano/notizie/Allegati/2988/indagine_servizi.pdf

 
Galassi: "Tre imprese su 10 prevedono tagli del personale" PDF Stampa E-mail

 «Non possiamo e non dobbiamo assistere impotenti al graduale peggioramento delle dinamiche occupazionali nel nostro Paese- spiega Paolo Galassi, presidente di Confapi e Confapi Milano -. In base ai nostri ultimi dati, nel 2011, l’8% delle pmi ha licenziato e il 17% ha fatto ricorso alla cassa integrazione.  E i prossimi mesi si confermano ancora duri: 3 imprese su 10 prevedono tagli del personale». «Per un concreto rilancio dell’occupazione serve una terapia d’urto, fatta innanzitutto di semplificazioni vere – prosegue Galassi -. Tra le prime richieste formulate da Confapi al Governo vi è, infatti, quella di una sostanziale semplificazione dei modelli contrattuali, partendo dalla positiva esperienza maturata nell’ambito del contratto di apprendistato. Si tratterebbe di prevedere una fase iniziale d’ingresso, collegata all’attività di formazione ed addestramento». «Ma vanno semplificati anche i modelli contrattuali di lavoro, prevedendo una maggiore flessibilità sia in entrata che in uscita. Per questo si rende necessaria la rimodulazione dell’art.18 dello Statuto dei lavoratori, estendendo a tutte le piccole imprese fino a 50 addetti le deroghe previste attualmente per le imprese con meno di 15 addetti». Secondo Confapi è necessario accompagnare le politiche di sostegno al lavoro con strumenti di carattere sociale integrati fra loro rivolti a sostenere il livello occupazionale ed il reddito dei lavoratori. Si tratta in pratica di integrare gli interventi pubblici alimentati dai versamenti delle imprese all’Inps con gli interventi privati gestiti dalle parti sociali. «Per fare ciò – aggiunge Galassi - è indispensabile che tutti i comparti produttivi ed economici e non solo, come avviene oggi, prevalentemente il comparto industriale, concorrano ad alimentare i fondi pubblici. Su questi temi le Parti Sociali ed il Governo devono dialogare senza pregiudizi e preconcetti. Confapi ha già avuto modo di illustrare dettagliatamente questa posizione al Governo ed al Ministero del Lavoro. Ci si attende ora che si passi dalla fase delle parole alla fase dei fatti, con la consapevolezza che a reggere le sorti occupazionali dell’Italia è soprattutto la piccola e media industria».

Leggi l'estratto della rassegna stampa:
http://portale.apmi.it/Comunicazione/Pubblicazioni/rassegna-estratti/2012-01/26gennaio.pdf

 
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