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Pubblicato il decreto sviluppo, novita per ristrutturazioni, iva per le immobiliari e concordato preventivo PDF Stampa E-mail

Il DL n. 83/2012 (cd decreto sviluppo -“Misure urgenti per la crescita del Paese”) è entrato in vigore ieri, contestualmente alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 147 del 26 giugno.
Tra le  novità più rilevanti, contenute nell’art. 11 del Decreto:
1) l’agevolazione del 36% sarà incrementata al 50% per circa un anno, ossia per le spese sostenute a partire dalla data di entrata in vigore del DL (26 giugno 2012) e fino al 30 giugno 2013; quanto alla detrazione IRES/IRPEF del 55%, competerà per una quota pari al 50% delle spese sostenute tra il 1° gennaio 2013 e il 30 giugno dello stesso anno.
2) modifiche per il concordato preventivo che acquisisce piu incisivo significato  nella composizione delle crisi d’impresa. Nella domanda di concordato bisognera prevedere anche  un piano contenente la descrizione di modalità e tempistiche per l’adempimento della proposta concordataria, così da permettere ai creditori una valutazione adeguata. La nomina del professionista, inoltre, spetta al debitore. Rilevante, poi, la possibilità per l’imprenditore in stato di crisi di presentare la proposta, il piano concordatario e l’attestazione in un periodo successivo al deposito del ricorso per l’ammissione al concordato preventivo dando un termine compreso tra i 60 e i 120 giorni dal deposito, con facoltà di proroga fino a un massimo di 60 giorni per finalizzare le proposte e sospendere le azioni esecutive (art 33 del D.L. Citato che modifica l'art 161 della Legge Fallimentare)
3) Iva - reintrodotto il regime   IVA delle locazioni e delle cessioni per le  imprese immobiliari che detengono immobili abitativi, il tutto onde mitigare le penalizzazioni in merito alla detrazione dell’IVA, atteso che l’effettuazione di operazioni esenti (cessioni e locazioni) comporta l’applicazione sia del pro-rata di detrazione.

 
Confapi Milano evolve in CONFAPI INDUSTRIA PDF Stampa E-mail

Riuniti a Milano nella cornice del Quanta Sport Village, in occasione dell’assemblea annuale dell’associazione, gli imprenditori di Confapi Milano hanno approvato il bilancio consuntivo 2011 e il preventivo 2012 cogliendo l’occasione per tracciare le linee guida dei prossimi mesi.
Mesi che si presentano ricchi di sfide per l’associazione di viale Brenta che dopo Milano, Monza, Abbiategrasso, Pavia e Lodi, continua ad allargare i propri confini.
«Oggi come Confapi Milano – ha detto il presidente Paolo Galassi - rappresentiamo 3.000 aziende associate con oltre 70.000 addetti, distribuite in tutti gli ambiti produttivi.  La nostra mission ci ha portato a volare alto, ad accettare sfide nuove e sempre più entusiasmanti. Per rafforzare la presenza sul territorio e andare incontro alle esigenze di aree con insediamenti industriali particolarmente sviluppati – ha aggiunto Galassi – abbiamo deciso di aprire una sede anche a Bergamo. Una sfida che ci ha imposto una riflessione: operando su cinque province abbiamo deciso di modificare la denominazione della nostra associazione in CONFAPI INDUSTRIA. Un nome nuovo che lascia alle spalle la territorialità, ma si àncora alle radici. L’Associazione è cresciuta, siamo certi di avere un progetto robusto da condividere con cui vogliamo interpretare il nostro ruolo di guida nei confronti delle imprese associate e delle altre organizzazioni territoriali aderenti a Confapi e con cui ci proponiamo ai nostri interlocutori istituzionali, chiedendo che sappiano interpretare un analogo ruolo di guida del Paese».

 
Oltre la metà delle pmi milanesi boccia l’operato del Governo PDF Stampa E-mail

Gli imprenditori di Confapi Milano guardano al futuro con attenzione ma anche con fiducia. È questo quello che emerge da un sondaggio realizzato dall’associazione di viale Brenta secondo il quale se per il 2012 il 54% degli imprenditori si aspetta una diminuzione del fatturato, per il 2013 le prospettive cambiano e “solo” il 21% continua a vedere negativo.
In calo anche il numero di chi vede in diminuzione la produzione, il 59% per il 2012, contro il 25% per il 2013. Buone notizie anche sul fronte dell’occupazione: il 14% degli intervistati intende, infatti, incrementare la propria forza lavoro tramite l’assunzione di nuovo personale nel corso del 2012-2013.
Sonora bocciatura, invece, per quello che riguarda l’operato del Governo. Per il 52% del campione, infatti, quanto fatto dall’Esecutivo è insufficiente. Respinte al mittente anche le manovre del lavoro e quella fiscale. Per oltre l'80%, infatti, la manovra del Lavoro è insufficiente mentre giudica sotto la sufficienza quella fiscale l’88%. 
«Manca una politica economica proiettata sulla crescita – spiega il presidente di Confapi e di Confapi Milano, Paolo Galassi -. Non si può fare molta strada se, come ricetta anticrisi, si persegue solo il risanamento dei conti. La produzione industriale e i consumi sono ai minimi storici e troppo spesso ho come l’impressione che il sistema imprenditoriale, almeno quello delle Pmi, sia sostenuto solo a parole».

 
231, il ministero della Giustizia approva le linee guida Confapi PDF Stampa E-mail

Il ministero della Giustizia ha comunicato l'approvazione delle nuove linee guida Confapi in materia di responsabilità amministrativa nelle PMI , ai sensi del D.Lgs. 231/2001. “Siamo molto soddisfatti perché si tratta di un modello organizzativo davvero a misura di pmi, perciò unico nel suo genere – afferma Paolo Galassi, presidente di Confapi – applicarlo all’interno della realtà aziendale significa per l’impresa poter contare su procedure più trasparenti e innovative, sotto il profilo giuridico ma anche etico. Si tratta di un aspetto strategico per la crescita delle pmi, soprattutto in tempi di crisi, senza contare che la mancata adozione di un modello di regole adeguate espone l’impresa alla responsabilità per gli illeciti,  previsti dal Decreto 231,  commessi da amministratori e dipendenti”.
La nuova versione delle linee guida 231 nasce da un accurato lavoro di approfondimento e di aggiornamento normativo a cura  della struttura tecnica di Confapi. Il Ministero ha giudicato le linee guida - si legge nella nota pervenuta alla Confederazione - "adeguate ed idonee al raggiungimento dello scopo fissato dalla legge".

 
CCNL Unionmeccanica-Confapi, elemento perequativo anno 2012 PDF Stampa E-mail

Ricordiamo alle imprese che applicano il CCNL Unionmeccanica che anche per l’anno 2012 è prevista l’erogazione  dell’elemento perequativo fissato in 455,00 euro/anno. Tale importo, onnicomprensivo e non incidente sul trattamento di fine rapporto, va corrisposto con la retribuzione del mese di giugno (giugno 2012), ai lavoratori in forza alla data del 1° gennaio di ogni anno (1° gennaio 2012).
Tale importo spetta a coloro i quali nell’anno precedente (1° gennaio 2011 - 31 dicembre 2011) abbiano percepito un trattamento retributivo composto esclusivamente da importi retributivi fissati dal CCNL (ad es. lavoratori privi di superminimi collettivi o individuali, premi annui o altri compensi comunque soggetti a contribuzione) e privi di contrattazione di 2° livello con contenuti economici.
L’importo corrisposto è soggetto ai contributi previdenziali ed assistenziali dovuti con la retribuzione del mese di giugno ed è soggetto alla tassazione ordinaria.
Ai lavoratori che invece hanno percepito trattamenti retributivi aggiuntivi a quelli previsti dal CCNL, ma in misura inferiore a 455,00 euro/anno, se in forza per tutto il 2011, spetta un importo fino a concorrenza dell’importo di 455,00 euro/anno.Per i lavoratori assunti nel corso del 2011 occorre verificare mensilmente (considerando come mese intero anche la frazione di mese superiore a 15 giorni), il diritto alla erogazione della quota mensile del suddetto importo annuo, in funzione del trattamento retributivo aggiuntivo eventualmente percepito rispetto a quello previsto dal CCNL.

 
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