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ESTERO-Usa, semplificazione ottenimento certificato P2 per l’esportazione di pasta ad uso alimentare PDF Stampa E-mail

Il certificato P2 (Certificate for the  export of the pasta to the USA) viene rilasciato agli esportatori dall’agenzia delle dogane per ogni quantitativo di pasta esportata negli USA
Dal 2 luglio 2012, la richiesta avverrà con il semplice inserimento del codice C012 nella casella 44.7 della dichiarazione di esportazione. Il certificato potrà essere ritirato con la dichiarazione di esportazione presso la Dogana competente.
www.agenziadogane.it/wps/wcm/connect/Internet/ed/Operatore/E+inoltre/Certificati+P2

 
Sgravio su retribuzione secondo livello PDF Stampa E-mail

Pubblicato il Decreto sulla determinazione, per l'anno 2011, della misura massima percentuale della retribuzione di secondo livello oggetto dello sgravio contributivo previsto dall'art. 1, comma 47 della legge 220/2010: il Decreto stabilisce che le risorse per il finanziamento degli sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di secondo livello di cui all'art. 1, comma 47, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, sono ripartite nella misura del 62,5 per cento per la contrattazione aziendale e del 37,5 per cento per la contrattazione territoriale. Fermo restando il limite complessivo annuo di 650 milioni di euro, in caso di mancato utilizzo dell'intera percentuale attribuita a ciascuna delle predette tipologie di contrattazione la percentuale residua è attribuita all'altra tipologia. Con riferimento all'anno 2011, sulla retribuzione imponibile  è concesso, con effetto dal 1° gennaio dello stesso anno, ai datori di lavoro, nel rispetto dei limiti finanziari annui e secondo la procedura definita nel decreto, uno sgravio contributivo sulla quota costituita dalle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, ovvero di secondo livello, nella misura del 2,25 per cento della retribuzione contrattuale percepita.

 
Il 25 giugno, convocata l'assemblea di Confapi Milano PDF Stampa E-mail

Si svolgerà lunedì 25 giugno, presso il Quanta Sport Village di via Assietta 19 (MM3 - Affori FN / A 2 Km dall’uscita di Cormano dell’autostrada Milano - Venezia), l'assemblea annuale di Confapi Milano. "Le pmi manifatturiere sfidano la crisi" sarà il titolo dell'incontro che si svolgerà a partire dalle 16.30. Paolo Galassi, presidente di Confapi Milano, discuterà con Giulio Sapelli, professore ordinario di Storia Economica presso l’Università degli Studi di Milano, in merito alla centralità del settore produttivo per il rilancio del sistema Italia. Obiettivo del dibattito è evidenziare come la ripresa economica e sociale del nostro Paese sia possibile solo dando al settore manifatturiero l'occasione di rilanciarsi attraverso l'accesso al credito, gli incentivi agli investimenti e una seria politica industriale. Durante l’incontro verranno presentati i risultati del sondaggio sottoposto alle pmi associate in merito alla situazione dell’industria milanese e lombarda e alle previsioni degli imprenditori per i prossimi mesi.  Modererà il giornalista David Parenzo. Al termine verrà offerto ai partecipanti un aperitivo a bordo piscina. Per informazioni e iscrizioni scrivere a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
Confapi: manca una politica economica proiettata sulla crescita PDF Stampa E-mail

(da Il Vostro Quotidiano) Parla Paolo Galassi, il numero uno dell'associazione che rappresenta oltre 120mila piccole e medie imprese, con oltre 2 milioni e 300mila dipendenti: «Non si può fare molta strada se, come ricetta anticrisi, si persegue solo il risanamento dei conti». E poi aggiunge: puntare sul nostro manifatturiero. «I recenti dati sul Pil diffusi dall’Istat dimostrano che nella lotta contro la crisi ci troviamo ancora al punto di partenza. Nonostante i pesantissimi sacrifici che stanno gravando sulle spalle delle imprese e dei lavoratori si tratta dell’ennesimo segnale d’allarme di un Paese che rischia l’agonia». Paolo Galassi, presidente della Confapi – la Confederazione italiana della piccola e media industria privata, nata nel 1947 e che oggi rappresenta gli interessi di oltre 120.000 imprese manifatturiere, con 2,3 milioni di dipendenti – e di Confapi Milano, non è uno che le manda a dire e anche questa volta non scherza. Per leggere l'articolo collegarsi al seguente link  http://www.ilvostro.it/economia-e-lavoro/confapi-manca-una-politica-economica-proiettata-sulla-crescita/32534/

 
Riforma del lavoro: audizione PDF Stampa E-mail


Il 18 giugno Confapi ha aperto alla Camera (XI Commissione)  le audizioni informali delle parti sociali.  La Confederazione,   come già ribadito al Senato e ancor prima negli incontri con il Ministro Fornero e il viceministro Martone,  ha precisato che gli strumenti di ingresso  nel mercato di lavoro devono essere adeguati alle diverse esigenze che oggi il mondo del lavoro richiede e offre, con un razionalizzazione delle tipologie contrattuali (senza però  limitarne gli strumenti).  Il testo della riforma è infatti attualmente troppo rigido sui contratti di lavoro autonomo e ciò potrebbe rappresentare un freno all’occupazione.Per quanto concerne l’ apprendistato, canale privilegiato di accesso nel mondo del lavoro per i giovani,  la Confederazione ha sottolineato che questo strumento deve comunque essere considerato come  una prima fase dell’esperienza lavorativa e che pertanto gli oneri in capo alle aziende non devono essere uguali a quelli imposti per un lavoratore  già formato.
Confapi ha inoltre proposto che la deroga prevista dall’art 18 venga  portata ai livelli dimensionali aziendali dell’Unione Europea (fino ai 50 addetti).  Ciò eliminerebbe numerose problematiche di tipo ideologico, modernizzando il Paese e  aiutando le aziende a essere pronte alle sfide della globalizzazione.Sul versante degli ammortizzatori sociali invece, Confapi accoglie  positivamente la nascita di Aspi come ammortizzatore sociale unico e universale, sempre che al finanziamento concorrano tutti i comparti produttivi con un contributo di pari entità, superando così l’attuale situazione di confusione e razionalizzando la gestione dei fondi Inps. In proposito auspica anche un ulteriore intervento legislativo  per rimodulare i versamenti contributivi dei fondi in attivo.
Infine  Confapi ha dimostrato il suo apprezzamento per le intenzioni previste dalla riforma, in particolare  di garantire il dialogo istituzionale con le parti sociali, che ancora possono dare molto con l’apporto dei loro enti bilaterali, sempre che si incentivi  la decontribuzione degli interventi in tema di welfare da parte degli enti stessi.

 
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