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Riduzione dei costi energetici: prospettive concrete PDF Stampa E-mail

Come è noto la bolletta energetica delle imprese italiane è la più cara d’Europa.Da tempo CONFAPI chiede al Governo una politica energetica coerente, in grado di ridurre rapidamente tale gap competitivo. L’ultima versione della SEN (Strategia Energetica Nazionale), che a breve verrà posta in consultazione pubblica, va finalmente nella direzione chiesta e auspicata da CONFAPI prevedendo l’adozione pianificata di azioni strutturali ed il corretto utilizzo delle risorse nazionali. La più importante di queste riguarda finalmente il rilancio delle trivellazioni e il rafforzamento del ruolo dell’Italia nel settore del gas. E’ poco noto come le riserve italiane d’idrocarburi siano fra le più importanti del vecchio continente, seconde solo a quelle dei paesi nordici che non a caso hanno la bolletta energetica in assoluto meno cara. Anche il previsto ruolo dell’Italia quale Hub del gas sud europeo è strategico e creerà un mercato interno concorrenziale con prospettive di decisa riduzione dei prezzi. Gli interventi previsti consentiranno di mobilitare significativi investimenti, creando opportunità per le Imprese e  occupazione. Si stima, a regime, un risparmio annuo sulla spesa energetica nazionale di circa 5 miliardi di euro. CONFAPI sosterrà con forza il percorso di approvazione e attuazione della SEN, vitale per rilanciare con certezza e con un orizzonte temporale sostenibile la competitività delle imprese italiane.

 
«Per far ripartire l'economia bisogna ridare fiducia alle imprese» PDF Stampa E-mail

L'intervento Galassi pubblicato su Il Tempo: «Le Pmi sono le uniche che, malgrado la congiuntura, hanno rette alla crisi. Non si può solo perseguire il risanamento dei conti» «Per far ripartire l'economia bisogna ridare fiducia alle imprese» di Paolo Galassi* Riformare il mercato del lavoro, renderlo più snello, più vicino alle esigenze di un mondo in costante evoluzione è giusto e anzi, permettetemi, è doveroso. Sono convinto che semplificare, rendere meno farraginose le procedure, introdurre tempi certi e normative al passo con i tempi produca un duplice vantaggio che nello stesso tempo vada a favore di datori di lavoro e lavoratori. Al contrario, un intervento tampone sarebbe solo l'ennesima toppa su un vestito sgualcito: aumenterebbe il buco. Ecco perché davanti alla proposta di modifica del «sistema lavoro» avanzata dal Governo non posso non ricordare che le piccole e medie imprese sono state le prime a chiedere di riformare un si stema che così non funzionava. Da quello che apprendo, però, non sono così convinto che l'intervento promosso vada nella giusta direzione. Certo, prima di dare giudizi definitivi voglio approfondire e analizzare con attenzione il testo, ma sin da ora mi sento di dire che qualche cosa dovrà essere «aggiustata». Mi riferisco ad esempio agli interventi sulle partite Iva. Ma non solo a questi. Le Pmi sono le uniche che, seppur con difficoltà, hanno retto alla crisi. Questa riforma del lavoro deve guardare a loro altrimenti si rischia di dare vita ail' ennesimo intervento inutile. Bisogna cambiare passo. Non è più tollerabile che alcuni continuino a guardare al sistema industriale come a un nemico da sconfiggere. Per questo lancio una sfida al «sistema Welfare»: formare una nuova cultura d'impresa, capace di affrontare la crisi e le tante sfide dell'economia globalizzata. Partendo, ovviamente, dalle capacità delle piccole e medie imprese italiane, e puntando a potenziarle. Un traguardo, forse, ambizioso al quale puntano sia «Confapi Industria» che la neonata « Fondazione per l'impresa e gli imprenditori Confapi», importanti realtà che mi onoro di presiedere. Non possiamo pensare di gestire il lavoro oggi come si faceva 20 o addirittura 30 ani fa. Il Mondo è cambiato e con questo anche il sistema lavoro. Quello che tutti dobbiamo capire, e mi riferisco tanto agli imprenditori quanto ai nostri governanti, ma anche al sistema sindacale, è che se il sistema non riesce a darsi regole nuove e pretende di affrontare le sfide del domani con le norme dell'altro ieri, non possiamo sperare di uscirne vincitori. E in tutto questo, permettete che lo dica, un ruolo fondamentale è quello ricoperto dalla formazione. Ma la formazione, da sola, non basta. Manca ancora una politica economica proiettata sulla crescita. Non si può fare molta strada se, come ricetta anti crisi, si persegue solo il risanamento dei conti. La produzione industriale e i consumi sono ai minimi storici e gli interventi concreti latitano. Bisogna semplificare e dare fiducia alle imprese e fare in modo che ogni impresa abbia la possibilità di esprimere le sue capacità. Noi siamo pronti a fare la nostra parte.
Paolo Galassi, Presidente di Confapi Industria e della Fondazione per l'impresa e gli imprenditori Confapi

 
Galassi, la riforma del lavoro deve guardare alle pmi PDF Stampa E-mail

“Riformare il mercato del lavoro, renderlo più vicino alle esigenze di un mondo in costante evoluzione è giusto e anzi, permettetemi, è doveroso. Sono, infatti, convinto che semplificare, rendere più snelle le procedure, introdurre tempi certi e normative al passo con i tempi, sia vantaggioso sia per i datori di lavoro sia per i lavoratori. Ma, in senso più ampio, a raccogliere benefici sarebbe il Paese stesso. 
Al contrario, un intervento tampone sarebbe solo l’ennesima toppa su un vestito sgualcito: aumenterebbe il buco”.

Paolo Galassi, presidente di CONFAPI INDUSTRIA e della Fondazione per l'impresa e gli imprenditori Confapi non usa giri di parole per commentare la riforma del lavoro che il Governo vuole portare avanti. “Le pmi – spiega – sono state le prime a chiedere di riformare un sistema che così non funzionava. Da quello che apprendo, però, non sono così convinto che l’intervento promosso dal Governo Monti vada nella giusta direzione. Certo, prima di dare giudizi voglio approfondire  la proposta e analizzarla con attenzione, ma sin da ora mi sento di dire che qualche cosa dovrà essere ‘aggiustata’. Mi riferisco ad esempio agli interventi sulle partite Iva”.

“Le pmi - conclude Galassi - sono le uniche che, seppur con difficoltà, hanno retto alla crisi. Questa riforma del lavoro deve guardare a loro altrimenti sarà una riforma inutile”.

 
Monza, le imprese di CONFAPI INDUSTRIA aprono le porte alla commissione provinciale Attività Produttive PDF Stampa E-mail

Far incontrare la Provincia e le eccellenze del territorio. Questo l’obiettivo dell’iniziativa voluta dalla commissione Attività Produttive che, lasciata la “tradizionale” sede di palazzo Grossi per incontrare la realtà imprenditoriale brianzola, visiterà nei primi giorni di settembre alcune piccole e medie imprese associate a CONFAPI INDUSTRIA. “L'eccellenza abita qui, visita alle imprese di successo della Brianza ai tempi della crisi”, progetto che nasce a seguito degli attuali interventi normativi che stanno ridisegnando funzioni e competenze della Provincia, ha portato lunedì scorso la commissione all’interno della Paola Lenti Srl, pmi nota per aver rivoluzionato i mobili da esterno. Punto di riferimento nel settore del design internazionale grazie a un coerente e dinamico disegno imprenditoriale orientato alla sperimentazione e alla ricerca, l’impresa, ha saputo coniugare sedute moderne e confortevoli per l’interno e soluzioni inedite per l’esterno; eleganti superfici lavorate a mano e raffinati tappeti prodotti con filati hi-tech. Lunedì 10 settembre, la commissione incontrerà invece l’imprenditrice e i dipendenti dell’A.C.E Srl di Viale dell’Industria 25 ad Agrate Brianza, pmi che vanta grande esperienza e versatilità nella realizzazione di cablaggi elettrici e una clientela leader sia a livello nazionale che internazionale. In calendario il 24 settembre l’incontro con la B&C Electronics Srl di Carnate, che da oltre 30 anni progetta e produce strumenti elettronici e sensori per l’analisi dei liquidi. I propri clienti operano nel settore del trattamento delle acque potabili e di scarico nei principali paesi sviluppati ed in via di sviluppo. «Punto di forza della nostra economia - ha spiegato Paolo Galassi, presidente di CONFAPI INDUSTRIA – le pmi brianzole sono da sempre modello di dinamismo e creatività. Anche ora, nonostante la crisi, non mancano punte di eccellenza. Ma è necessario un dialogo continuo con le istituzioni, per cercare di risolvere insieme problemi come la difficoltà di accesso al credito e l’eccessivo carico degli adempimenti burocratici, nella consapevolezza dell’importante peso, anche in termini sociali, che le pmi rivestono nel territorio brianzolo. Per questo non possiamo che accogliere positivamente l’iniziativa della quinta Commissione consiliare». «In questa fase di transizione – ha spiegato il presidente della commissione Attività Produttive Rosario Mancino - ci è sembrato necessario incontrare le eccellenze produttive del territorio per documentare le principali esigenze di chi, nonostante il momento di crisi, riesce a eccellere nel proprio settore. Confidiamo, infatti, che l’incontro a tutto campo con chi fa impresa nel quotidiano sia strumento utile per elaborare strategie favorevoli alle aziende. Di questo sono fiducioso perché già le prime visite hanno consentito ai rappresentanti provinciali di elaborare proposte per soddisfare a livello istituzionale le esigenze delle imprese visitate». (S.V.)

 
Attesa l’IVA per cassa fino a 2 milioni di fatturato (dl 83/2012 Decreto Crescita) PDF Stampa E-mail

A seguito delle lunghe battaglie sui tavoli di contrattazione messe in atto dalla nostra Associazione, finalmente sembra avere preso forma l’idea di concedere l’applicazione dell’IVA per cassa alle imprese con fatturato fino a 2 milioni di euro, a prevederlo il decreto Crescita. Prima d’ora il suddetto regime era rivolto esclusivamente alle imprese con fatturato fino a 200.000 euro. Sulle fatture emesse l’IVA sarà esigibile da parte dell’erario al momento dell’incasso del corrispettivo, viceversa l’IVA sulle fatture di acquisto potrà essere detratta solo dopo aver pagato i fornitori.  In ogni caso, il rinvio dell’esigibilità dell’IVA non potrà superare il limite di un anno dal momento di effettuazione dell’operazione, salvo insorgenza di procedure concorsuali, in tal caso il limite sarebbe elevato a 2 anni.  I contribuenti che adottano il regime speciale dovranno farne menzione sulle fatture emesse.  Per l’applicazione di questo regime dovrà però essere emanato apposito decreto atteso entro l’11 ottobre 2012.

 
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