Home News - Newsflash
Newsflash


La parola all'impresa: perchè ho usato Tempi Moderni PDF Stampa E-mail

A.P.I. News ha intervistato Antonella Silvagni di Microingranaggi, una delle imprese associate che si è rivolta a Tempi Moderni, per raccontarci la sua esperienza.

Come è avvenuto il contatto con Tempi Moderni?
Grazie a un seminario organizzato daL servizio relazioni industriali di A.P.I. sul tema del lavoro  

Perché l'esigenza di un'agenzia per il lavoro e, in particolare, a Tempi Moderni?
Negli ultimi anni abbiamo scelto di usare le agenzie specializzate per la ricerca di persona. Sia per la comodità di avere già una prima selezione fatta da specialisti, che porta ad evitare tempi troppo lunghi e colloqui con persone non adatte alle nostre richieste. Sia perchè per i primi mesi preferiamo assumere il personale in somministrazione, così da poter avere un periodo più lungo per conoscerci.
Mi sono sempre trovata bene con i professionisti proposti da A.P.I. e per questo ho voluto provare il partner agenzia per il lavoro. 

Cosa è successo dopo il suo primo contatto con Tempi Moderni? 
Dopo il primo contatto telefonico, il responsabile dell'agenzia Alessandro Borelli e una sua collaboratrice sono venuti in azienda, per capire la nostra esigenza e per conoscere la nostra impresa. 

E’ stata soddisfatta delle risposte ottenute, delle tempistiche di riscontro e del profilo selezionato?
Si, la ricerca era per un profilo semplice, i tempi sono stati brevi e le persone con cui abbiamo fatto i colloqui erano tutte in linea con quanto richiesto. Infatti, la persona che abbiamo inserito è stata tra le prime incontrate. Nel giro di una settimana era già operativa.

Per quale servizio si è fatto fare proposta economica da Tempi Moderni e come ha valutato le soluzioni e i consigli proposti a livello contrattuale ed operativo?
Abbiamo optato per la somministrazione dopo aver valutato con Tempi Moderni le opzioni dispnonili e copreso quale fosse la migliore soluzione per Microingranaggi. 

Per concludere, consiglierebbe quindi Tempi Moderni a un suo amico imprenditore?
La mia esperienza è ancora breve, ma direi assolutamente di si.


Per informazioni è a disposizione delle imprese associate il Servizio Relazioni Industriali, tel 02.67140305 – mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Leggi l'articolo dedicato a Microingranaggi Srl cliccando qui 

Leggi l'articolo dedicato alla partnership tra A.P.I. e  Tempi Moderni cliccando qui 




Antonella Silvagni

silvagni_S



Alessandro Borelli

borelli_S

 
Privacy e fatturazione elettronica PDF Stampa E-mail

Privacy e fatturazione elettronica sono temi molto caldi per le imprese. Il Garante per la protezione dei dati personali è intervenuto sul fronte della fatturazione elettronica, segnalando che, nel progettare il nuovo adempimento, l’Agenzia delle Entrate non avrebbe tenuto in considerazione una serie di rischi.
Per conoscere nel dettaglio il provvedimento del Garante, il Servizio Legale presenta un approfondimento dell’Avv. Pamela Evola, collaboratrice dello Studio Legale SCF. 

L’intervento del Garante
A poco più di un mese dall’introduzione dell’obbligo della fatturazione elettronica, il Garante per la protezione dei dati personali ha esercitato, per la prima volta, il “potere correttivo di avvertimento riconosciuto”, in capo allo stesso, dal GDPR.
Lo ha fatto segnalando, all’Agenzia delle Entrate, che i trattamenti effettuati nell’ambito della fatturazione elettronica sono idonei a violare le disposizioni previste dal GDPR ed a tutelare i diritti degli interessati.

Nel dettaglio del provvedimento: il primo profilo di rischio
Nello specifico, nel provvedimento n. 481/2018 il Garante, partendo dalla premessa di non essere stato preventivamente consultato, ha rilevato che nel progettare il nuovo adempimento l’Agenzia delle Entrate non avrebbe tenuto conto di una serie di rischi e, quindi, avrebbe omesso di adottare “le misure tecniche ed organizzative adeguate per effettuare in modo efficace i principi di protezione dei dati”.
A parere del Garante, i citati rischi sarebbero collegati, sia alla tipologia dello stesso trattamento che, inevitabilmente, avverrà su larga scala, che alla tipologia degli stessi dati trattati che riguarderanno particolari categorie, idonee a rivelare tipologie di consumi, regolarità di pagamenti, appartenenza a particolari categorie di dati, …
Come, infatti, noto, le fatture contengono dati anche molto dettagliati, in grado di individuare i beni o servizi ceduti, con la descrizione delle prestazioni, i rapporti fra cedente e cessionario ed altri soggetti, fidelizzazioni, abitudini di consumi. ….
A tali dati, secondo il nuovo sistema di fatturazione elettronica, potrebbe, quindi, accedere direttamente l’Agenzia delle Entrate che non si limiterebbe a ricoprire il ruolo di “postino” attraverso gli strumenti elettronici messi a disposizione degli utenti per l’invio della fattura dall’emittente al ricevente, ma arriverebbe, addirittura, ad archiviare, nei propri sistemi, la vera e propria fattura in formato XML che, come correttamente ha rilevato il Garante, “contiene di per sé informazioni non necessarie ai fini fiscali”.
Tale sistema, così progettato, porterebbe, quindi, ad un trattamento obbligatorio “generalizzato e di dettaglio di dati personali, anche ulteriori rispetto a quelli necessari a fini fiscali, relativi ad ogni aspetto della vita quotidiana della totalità della popolazione”. Trattamento, quest’ultimo, che, quindi, non apparirebbe, per come realizzato, proporzionato all’obiettivo di interesse pubblico, pur legittimo, perseguito.

Nel dettaglio del provvedimento: il secondo profilo di rischio
Ulteriore profilo di rischio sarebbe, inoltre, costituito dal ruolo che verrà assunto dall’intermediario e di tutti gli altri soggetti delegabili dal contribuente per la trasmissione, consultazione o la ricezione delle fatture.
Sul punto, il Garante evidenzia che il ruolo di tali soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, anche di dettaglio, non è stato ancora ben definito e che risulta di particolare importanza stabilire, quanto prima, misure tecniche ed organizzative idonee ad assicurare il rispetto della normativa in materia di privacy anche da parte di tali figure.
A ciò si aggiunga, inoltre, che “in caso di operatore economico persona fisica (professionista o ditta individuale) vanno, comunque, assicurate garanzie per distinguere, nell’ambito della consultazione da parte del soggetto delegato, le fatture relative alla sfera professionale/imprenditoriale da quelle relative alla sfera privata”.
Rileva, infine, il Garante che criticità ulteriori sono costituite dai canali di trasmissione delle fatture elettroniche (il servizio di protocollo FTP) e dalla mobile app messa a disposizione dell’Agenzia delle Entrate.
Mentre il servizio di protocollo FTP, a parere del Garante, non potendosi considerare un canale sicuro, può comportare seri problemi in tema di sicurezza, la mobile app sembrerebbe non rappresentare correttamente agli utenti, nell’informativa, le ulteriori finalità di conservazione e di controllo perseguite dall’Agenzia con i dati raccolti attraverso la medesima applicazione. Ciò, quindi, in violazione dell’art. 13 del GDPR e del principio di correttezza e trasparenza, particolarmente cari al Garante.

Conclusioni
Giunti a questo punto, in considerazione del tenore e contenuto del sopra esposto provvedimento, sarà sicuramente interessante conoscere la risposta dell’Agenzia delle Entrate che, come dalla stessa recentemente segnalato, non tarderà ad arrivare, se non nel giro di pochi giorni.I rilievi del Garante potrebbero, infatti, comportare un’eventuale proroga dell’obbligo della fatturazione elettronica che dovrà, necessariamente, passare dal Governo o dal Parlamento.

Articolo a cura dell’Avv. Pamela Evola, SCF Studio Legale.

Per informazioni: Servizio Legale, tel. 02671401- mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
L'importanza delle PMI nel futuro economico italiano PDF Stampa E-mail

Lo scorso 30 novembre, Luca Brambilla - docente di soft skills neuroscientifiche, ideatore del Metodo O.D.I® (osserva, domanda, intervieni) e fondatore di Copia Originale - ha intervistato, presso la sede di Milano, il presidente Paolo Galassi e il direttore generale Stefano Valvason, per discutere dell’evoluzione dell'Associazione e delle necessità degli imprenditori di oggi. 

Cos’è l’A.P.I. e qual è stata la sua evoluzione, anche in termini di esigenze degli imprenditori?

Direttore Valvason - L’A.P.I. è un’Associazione di Piccole e Medie Imprese, prevalentemente manifatturiere, e nasce nel luglio del 1946 da quegli imprenditori che decidono di abbandonare Confindustria, in quanto non si sentono sostenuti da una realtà che rappresenta unicamente gli interessi della grande impresa. Desideravano sviluppare logiche e politiche proprie della piccola dimensione, ovvero per imprese con una media di 10-20 dipendenti. 

Presidente Galassi - Allora le esigenze erano legate a problemi sindacali: si usciva da una monarchia e si andava verso una Repubblica e se per un’azienda grande è più semplice gestire questo tipo di problemi, diversamente lo era per una piccola. Da qui l’idea di creare un’associazione che le tutelasse in tal senso. La grande dote dei piccoli e medi imprenditori è stata capire che in quel momento avrebbero potuto crescere unendo, al problema sindacale, le altre questioni, quali, ad esempio, esportazione, conoscenze e tutto ciò che coinvolgeva la crescita del Paese dopo la Guerra. Oggi il mondo è cambiato, o meglio, sono 20 anni che la cultura mondiale sta cambiando. L’Italia è un Paese meraviglioso, già avanti dal punto di vista innovativo, ma ci sono dei meccanismi per cui se non facciamo associazionismo, riunendo, condividendo e convincendo le altre imprese di queste nuove idee, non possiamo pensare di ottenere uno sviluppo. Siamo perciò passati dalla tutela sindacale degli anni ‘40 alla necessità odierna di formare gli imprenditori sull’importanza dell’associazionismo e dell’entità unitaria europea nel panorama mondiale. 


Parliamo di formazione: quali sono le richieste dei vostri associati e su cosa si dovrebbe formare l’imprenditore odierno?

Direttore Valvason – Le richieste sono variegate: abbiamo quelle generalizzate, di natura obbligatoria e tecnica rispetto alle tante disposizioni generate dal nostro sistema, abbiamo delle richieste nate ora, in questa fase di discontinuità ricca di opportunità, legate alle nuove tecnologie di industria 4.0 e alla digitalizzazione dei processi produttivi ed infine quelle legate alle Soft Skills. Gli imprenditori ci chiedono di farli uscire dalla quotidianità, dall’operatività di tutti i giorni per pensare in grande. L’Associazione ha il compito di creare il contesto per tradurre le opportunità, che un imprenditore avrebbe, in pillole, affinché siano facilmente assimilabili da chi vive la sua giornata risolvendo problematiche e che, quindi, difficilmente riesce a rendersi conto di tutto ciò che accade intorno a lui. 

Presidente Galassi – Ognuno dovrebbe formarsi costantemente, compreso l’imprenditore. L’errore di un piccolo imprenditore è che si specializza unicamente su ciò che concerne il proprio lavoro e all’interno delle proprie mura, dovrebbe invece essere formato sul fatto che il mondo negli ultimi 10 anni di crisi è cambiato molto e non esiste più unicamente la propria impresa, occorre pensare ad una visione più ampia, nella quale, unendo le forze, una piccola azienda viene valorizzata. Ma non siamo noi a dover convincere gli imprenditori di ciò, sono loro a doversene rendere conto e a cambiare la propria cultura interna. 

Nel contesto di questo percorso formativo, quali sono le problematiche che emergono a livello politico-istituzionale in Italia e in Europa?

Direttore Valvason – Le problematiche in Italia riguardano in prevalenza l’eccesso di burocrazia, quindi la richiesta è l’esigenza di semplificazione, ovvero rendere più semplice il fare impresa in Italia da tutti i punti di vista. C’è un atteggiamento nei confronti dell’imprenditore, dell’impresa in senso lato e dell’industria nello specifico, di pregiudizio, di contrapposizione da parte della Pubblica Amministrazione che lo deve “controllare”. Per quanto riguarda la formazione nello specifico, l’imprenditore sente il bisogno di formarsi su ciò che sta cambiando e allo stesso modo di avere collaboratori adeguati a questi cambiamenti e agli investimenti che fa in questa prospettiva. Ma questa tipologia di approccio, di investimento, di mentalità e di cambiamento culturale deve essere favorita con agevolazioni e strumenti adeguati forniti dall’Amministrazione. 

Presidente Galassi – Aggiungo a ciò che ha detto il Direttore Valvason due elementi di cui ha bisogno il piccolo imprenditore dallo Stato: la diminuzione del cuneo fiscale e la tutela delle proprie capacità. E siamo noi a dover proteggere questi aspetti, continuando a chiedere di agire in tal senso, come abbiamo sempre fatto, sicuramente ai politici ma soprattutto alle istituzioni. Le problematiche in Europa sono legate al fatto che manca ancora, a livello pratico, quell’ideale di unità con cui è nata, basti pensare alla mancanza di una lingua comune. In secondo luogo, sono necessarie le stesse regole per tutti, tutelate da un organismo unico: importazione, esportazione, costo del lavoro o dei prodotti che, invece, ora costituiscono un elemento di disomogeneità e di contrasto tra gli Stati dell’Unione Europea. Oggi in Europa non esiste ancora una libertà chiara e sincera per tutti.  


Come vedete l’A.P.I. e le PMI nel futuro?

Direttore Valvason - In A.P.I. stiamo lavorando al futuro con piani strategici triennali che riguardano il modo in cui porci all’imprenditore millennial, diverso, a livello di matrice valoriale, dagli imprenditori che hanno fondato quest’Associazione. Inoltre ,stiamo effettuando numerosi investimenti in tecnologie digitali e in una comunicazione adeguata a questo tipo di tecnologie. Occorre un cambio di paradigma nell’approccio e nella comunicazione: se in passato il senso di appartenenza e la rappresentanza di interessi erano il collante tra l’imprenditore e A.P.I., oggi i giovani imprenditori ci raccontano di essere disillusi da questo punto di vista. Tuttavia, se i piccoli imprenditori non vengono rappresentati singolarmente non riescono ad incidere sulla realtà, quindi è necessario lavorare su un approccio diverso da parte nostra. L’idea è di puntare sulla risoluzione delle specifiche problematiche di cui ci parlano: il rapporto con A.P.I. può nascere dalla risoluzione di questi problemi e dalla conseguente fiducia che ne deriva, alimentata da un costante rapporto di utilità reciproca e dalla convinzione che possiamo, insieme, incidere sulla società.

Presidente Galassi – Per le PMI non può altro che esserci una crescita. Con la globalizzazione, con la crisi degli ultimi dieci anni abbiamo già preso il colpo più duro e ho notato, tuttavia, che in questo tempo è tornata l’Italia delle PMI che si ingegna, che crea nuovi prodotti e che migliora quelli passati in tutti i campi ed è una qualità che non hanno le multinazionali. Certo è necessario supportarle, tutelarle e fornirgli una forte formazione perché se non favoriamo questi imprenditori e indirettamente anche i lavoratori, l’Italia si fermerà. 


Per visualizzare la video intervista visitare il sito Copia Originale cliccando qui

Per informazioni: Ufficio Stampa A.P.I., tel. 0267140263 - cel. 3280736266 - mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  

 
Ci siamo, al via il Philip Kotler Marketing Forum PDF Stampa E-mail

Mancano pochi giorni al Philip Kotler Marketing Forum 2018. Il 30 novembre e l’1 dicembre 2018 si terrà a Bologna nella cornice del F.I.C.O. Eataly World, il più importante evento dedicato al Marketing Strategico. Una leva, senza dubbio oggi indispensabile, per guardare oltre e far crescere le imprese sia in Italia che all’estero. 
Per questo, A.P.I. ha siglato un’importante partnership con Nexo Corporation, Main Partner del Philip Kotler Marketing Forum 2018 per consentire alle imprese associate di accreditarsi in modo privilegiato, al più grande evento di formazione dedicato al Marketing Strategico
Sarà possibile apprendere direttamente dal Prof. Philip Kotler, padre fondatore di questa disciplina, l’importanza per “l’impresa moderna” di avvicinarsi e adottare gli approcci di ultima generazione alla materia.

Per scoprire l'offerta dedicata in esclusiva alle imprese associate ad A.P.I. cliccare qui, per richiedere il codice sconto contatta il Servizio Comunicazione di A.P.I. al numero 0267140263 - mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
Chiusura uffici nel mese di dicembre 2018 e gennaio 2019 PDF Stampa E-mail

Si informa che, nei mesi di dicembre 2018 e gennaio 2019 gli uffici della sede di A.P.I., nonché quelli dei Distretti di Abbiategrasso, Bergamo, Lodi, Monza e Pavia, osserveranno le seguenti chiusure:
7 dicembre, in occasione della festività del Santo Patrono di Milano;
14 dicembre dalle ore 13:00 alle 16:30, termine della giornata lavorativa, per motivi organizzativi e attività interne;
dal 24 al 31 dicembre 2018 e dal 1 al 4 gennaio 2019, in occasione delle prossime festività natalizie.

Per informazioni: Segreteria di Direzione, tel. 0267140 - mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  

 
«InizioPrec.12345678910Succ.Fine»

Pagina 3 di 30