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Credito di imposta locazioni PDF Stampa E-mail

Il Decreto “Cura Italia”, ha introdotto un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1 ossia negozi e botteghe. Il credito di imposta non si applica alle attività considerate come essenziali per esempio farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari di prima necessità, e in generale a tutte le attività rimaste aperte. Il credito maturerà a seguito dell’avvenuto pagamento del canone di locazione e proporzionalmente a quanto effettivamente versato, in considerazione delle possibili situazioni di pagamento del canone in più tranche, a causa del periodo di contrattura economica.
Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione e ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive, ed è utilizzabile a decorrere dal 25 marzo, in compensazione in F24 tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. A tal fine, con la risoluzione n. 13/E del 20 marzo 2020 è stato istituito il codice tributo ”6914”, denominato “Credito d’imposta canoni di locazione botteghe e negozi – articolo 65 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18”.
Potrebbe essere possibile una proroga della misura per i mesi di aprile e maggio con un ampliamento dei soggetti beneficiari, nonché delle categorie immobiliari rientranti nel perimetro oggettivo del credito d’imposta, ma si attende un apposito decreto che ne definisca le caratteristiche.

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DEF approvato dal Consiglio dei Ministri PDF Stampa E-mail

L’attuale situazione di emergenza può essere di insegnamento per introdurre semplificazioni di tipo permanente e non più solo eccezionale. In quest’ottica il Governo sta predisponendo sia misure di carattere temporaneo ed eccezionale, sia misure volte a costruire una disciplina a regime che risulti semplificata rispetto al passato.
Lo scorso 24 aprile il Consiglio dei Ministri ha approvato il Documento di Economia e Finanza (DEF 2020), che introduce semplificazioni delle procedure amministrative in alcuni settori cruciali per il rilancio degli investimenti pubblici e privati (soprattutto appalti, edilizia, commercio, controlli, etc.)”.
Il documento è già in discussione presso la Commissione Bilancio del Senato. Il Governo presenterà inoltre alle Camere la relazione al parlamento per chiedere autorizzazione al ricorso all’indebitamento per l’anno 2020 di 55 miliardi di euro. 
Le risorse saranno necessarie per potenziare il sistema sanitario nazionale, delle forze dell’ordine, del sistema di protezione civile e delle altre amministrazioni pubbliche per potere gestire la situazione di emergenza. Inoltre, saranno ulteriormente potenziate: le misure a tutela della sicurezza e la salute sul lavoro; le misure a sostegno dei settori produttivi maggiormente colpiti dall’emergenza sanitaria; le risorse a sostegno della ripresa economica e produttiva e il recupero della competitività sui mercati internazionali.
Dovrebbe inoltre essere anche soppresso l’incremento delle aliquote IVA e delle accise previsto dal 2021.

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Fiscale - Scadenzario fiscale maggio PDF Stampa E-mail

Si riporta un elenco delle principali scadenze fiscali previste per il mese di maggio.
Per scaricare la circolare cliccare qui, per accedere all’area riservata del sito A.P.I. nella sezione “Notizie e circolari”.  

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Sempre possibile il ravvedimento operoso PDF Stampa E-mail

L’art. 67 del Decreto “Cura Italia” (D.L. n. 18/2020) al fine di non sollecitare spostamenti fisici da parte dei contribuenti e loro rappresentanti, nonché del personale dipendente, ha sospeso dall’8 marzo al 31 maggio 2020, i termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici degli enti impositori; i termini per fornire risposta alle istanze di interpello e regolarizzarle; i termini relativi alle procedure di accesso a istituti agevolativi o regimi fiscali di cooperazione con l’Amministrazione finanziaria; i termini per le risposte a specifiche istanze dei contribuenti, tra cui quelle relative all’accesso ad atti e documenti amministrativi, non aventi carattere di indifferibilità e urgenza.
Con riferimento al ravvedimento operoso, il MISE, nella circolare n.3723/C del 15 aprile 2020, chiarisce che le sospensioni previste nell’art. 67 non riguardano anche il ravvedimento in quanto esso è posto in essere direttamente dal contribuente e non si avvia per iniziativa degli uffici degli enti impositori.
Pertanto, a meno che non sia stato notificato un atto di liquidazione o di accertamento, i contribuenti potranno continuare a sanare gli errori, le omissioni e i versamenti carenti mediante ravvedimento, eseguendo spontaneamente il pagamento dell’imposta dovuta, degli interessi, calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito, della sanzione in misura ridotta.

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Nuovi accertamenti dal 1° giugno PDF Stampa E-mail

Il 22 aprile scorso il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini ha annunciato che dal primo giugno prossimo sono pronti per la notifica atti di accertamento del valore di circa 8,5 milioni di euro. Secondo Ruffini, l’abrogazione del prolungamento di due anni dei termini dell'accertamento contenuta nel decreto Cura Italia (D.L. 19/2), e non confermata poi da Camera e Senato aveva l’obiettivo di non concentrare nella fase immediatamente successiva al lockdown gli atti di accertamento.
Così facendo, l'Agenzia delle Entrate si troverà a procedere alle notifiche per rispettare gli attuali termini.
Inoltre, aggiunge Ruffini, gli atti notificati a ridosso del cosiddetto lockdown non sono coperti da alcun tipo di sospensione e devono dunque essere pagati nei termini di legge. 
Ruffini ritiene pertanto necessario valutare l’opportunità di una ripartizione delle attività di liquidazione, accertamento, controllo e riscossione con tempistiche modulate coerentemente con la ratio ispiratrice dei provvedimenti emanati a sostegno delle famiglie e delle imprese per fronteggiare le difficoltà economiche derivanti dall’emergenza Covid-19, evitando di concentrare nel secondo semestre del 2020 la notifica di milioni di atti e comunicazioni.
Altro aspetto poi da considerare è che fin dall’inizio della fase emergenziale, l’Agenzia delle Entrate ha sospeso anche l’invio degli avvisi bonari, ma relativamente a quelli inviati in precedenza, non vi è alcuna disposizione che sospenda il pagamento delle somme dovute in acquiescenza, salvo quanto previsto per i contribuenti della zona rossa. Pertanto, anche durante questo periodo, i contribuenti sono tenuti a effettuare, in unica soluzione o in forma rateale, i versamenti dovuti in base alle comunicazioni ricevute precedentemente, salvo prossimi interventi normativi.

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