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Studi di settore 2018 – chiarimenti dell’agenzia PDF Stampa E-mail

Con la circolare n.14/E del 6 luglio, l’agenzia delle entrate ha fornito chiarimenti in merito all’applicazione degli studi di settore e dei parametri per il periodo di imposta 2017. Per tale periodo d’imposta sono stati aggiornati i 193 studi di settore in vigore per il periodo d’imposta 2016, al fine di consentirne una corretta applicazione anche al periodo d’imposta 2017.
Si fa presente che il decreto legge n. 50 del 24 aprile 2017, aveva previsto, per il periodo d’imposta 2017, la graduale sostituzione degli studi di settore con i primi indici sintetici di affidabilità fiscale. La legge di stabilità 2018 ne ha invece ordinato la proroga di un anno, tradendo le aspettative dei contribuenti.
Tra le novità, il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 23 marzo 2018, emanato ai sensi dell’articolo 1, comma 1-bis, del DPR n. 195 del 1999, ha approvato, per il periodo d’imposta 2017, cinque specifici indicatori territoriali per tenere conto del luogo in cui viene svolta l’attività economica e dei correttivi per le imprese minori in contabilità semplificata. 
I modelli, e le relative istruzioni, utilizzabili per la comunicazione degli studi di settore per il periodo d’imposta 2017, sono stati approvati con il provvedimento dell’agenzia delle entrate n. 25090 del 31 gennaio 2018. Mentre le specifiche tecniche sono state approvate in data 15 febbraio con provvedimento n. 39252 dell’agenzia delle entrate.
È previsto un regime premiale (ex art. 10, commi da 9 a 13, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201) nei confronti dei contribuenti che risultano congrui e coerenti. Parallelamente sono stati individuati 69 criteri ai fini dell’individuazione dei soggetti anomali. Qualora un contribuente rientri in più di una tipologia di anomalia, è segnalata unicamente quella ritenuta più grave in termini di rischio.
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Per informazioni: Servizio Fiscale, Gestionale, Societario, tel. 02.67140268 – mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
Dichiarazioni IVA 2018, in partenza le comunicazioni di regolarità PDF Stampa E-mail

Con provvedimento n. 129515 del 27 giugno, l’agenzia delle entrate ha chiarito le modalità per l’adempimento spontaneo nei confronti dei soggetti per i quali risulta la mancata presentazione della dichiarazione IVA ovvero la presentazione della stessa con il solo quadro VA compilato. I primi potranno regolarizzare la loro posizione, presentando la dichiarazione entro 90 giorni con il versamento delle sanzioni in misura ridotta. Mentre coloro che hanno compilato solo il quadro VA possono sistemare gli errori e le omissioni eventualmente commessi, godendo della riduzione delle sanzioni applicabili, con ravvedimento operoso.
I contribuenti che riceveranno queste comunicazioni, tramite PEC o nel proprio cassetto fiscale, potranno verificare la propria posizione e mettersi in regola con il ravvedimento operoso.
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Le scadenze della settimana PDF Stampa E-mail

Il Servizio Fiscale Gestionale Societario, pubblica settimanalmente le scadenze fiscali. Il servizio è teso a garantire un’informativa il più possibile puntuale e offrire un quadro chiaro sugli adempimenti fiscali che gravano su impresa e privati.
Le prossime scadenze sono:

16 luglio

Contabilità - registrazione
Scade il termine per l'annotazione delle fatture attive del mese precedente e per l'annotazione nel registro dei corrispettivi degli incassi dell'intero mese precedente qualora risultino dall'emissione di scontrini e/o ricevute fiscali (in caso contrario i corrispettivi devono essere annotati entro il giorno non festivo successivo).
I soggetti in contabilità ordinaria hanno la facoltà di non tenere i registri IVA in quanto sostituiti dalle annotazioni sul libro giornale e inventari (cronologico per i professionisti).

IVA - liquidazione periodica - soggetti mensili
Versamento dell'IVA a debito presso gli istituti o le aziende di credito o gli uffici e le agenzie postali o i concessionari della riscossione con l'utilizzo del mod. F24 – codice tributo: 6006, da parte dei contribuenti IVA mensili.

Ritenute su dividendi
Versamento delle ritenute alla fonte operate nel corso del trimestre aprile-maggio-giugno, con utilizzo del mod. F24 - Codice tributo 1035 (oppure codice 1036 se dividendi distribuiti a persone fisiche non residenti o a società estere)

Ritenute alla fonte
Versamento delle ritenute alla fonte operate nel corso del mese precedente (esempio: compensi per l'esercizio di arti e professioni - provvigioni per intermediazione - retribuzioni di lavoro dipendente) con utilizzo del mod. F24.L’obbligo riguarda anche le ritenute operate da condomìni per le prestazioni derivanti da contratti di appalto e d’opera effettuate nell’esercizio di impresa, anche non abitualmente (codici tributo 1019 e 1020 quale acconto, rispettivamente, a titolo di Irpef e di Ires).

A titolo esemplificativo:

  • retribuzioni a dipendenti: 1001arretrati di lavoro dipendente: 1002
  • ritenute sui redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente: 1001
  • ritenute su indennità per cessazione di rapporto di lavoro: 1012
  • ritenute su redditi di lavoro autonomo e i compensi per l’esercizio di arti e professioni (inclusi i redditi derivanti da utilizzazione di marchi e opere dell’ingegno e i redditi erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche): 1040
  • ritenute su provvigioni per rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione e di rappresentanza: 1040


Addizionali 
Versamento addizionali regionali/comunali su redditi da lavoro dipendente del mese precedente

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Scadenzario luglio PDF Stampa E-mail

Nell’area riservata alle imprese associate è possibile visionare un elenco delle principali scadenze previste per il mese di luglio.
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Decreto Dignità: le disposizioni per la semplificazione fiscale PDF Stampa E-mail

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il “Decreto Dignità”, che attende ora la pubblicazione in Gazzetta. Il decreto introduce alcune novità per la semplificazione fiscale. Forniamo di seguito un riepilogo delle principali novità fiscali contenute nel Decreto appena emanato:

  • posticipato al 28 febbraio 2019 l’invio dei dati dello spesometro relativi al terzo trimestre 2018. Nella sostanza quindi poco cambia, la novità interessa coloro che hanno optato per l’invio trimestrale, mentre restano invariate le scadenze per gli operatori che scelgono l’invio con cadenza semestrale: 30 settembre del medesimo anno per il primo semestre e 28 febbraio dell’anno successivo per il secondo semestre;
  • split payment si prevede l’abrogazione del meccanismo per ciò che concerne le prestazioni di servizi rese alle Pubblica Amministrazione dai professionisti i cui compensi sono assoggettati a ritenute alla fonte;
  • per quanto concerne il redditometro viene abrogato il D.M. 16 settembre 2015, che non avrà più effetto per i controlli ancora da effettuare sull’anno di imposta 2016 e successivi. Inoltre, il decreto che individua gli elementi indicativi di capacità contributiva ai fini del redditometro, potrà essere emanato dal Mef, previo parere dell’Istat e delle associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori, per definire assieme gli aspetti riguardanti la metodica di ricostruzione induttiva del reddito complessivo in base alla capacità di spesa e alla propensione al risparmio dei contribuenti;
  • a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto-legge saranno ammessi al beneficio dell'iperammortamento i contribuenti che attivino il processo di trasformazione tecnologica e digitale dell’imprese, purché tale processo riguardi strutture produttive situate in Italia (comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti). Il soggetto beneficiario sarà tenuto a restituire, attraverso una variazione in aumento del reddito imponibile, i benefici fiscali applicati nei periodi d’imposta precedenti nel caso di cessione a titolo oneroso o di delocalizzazione all’estero dei beni per i quali si è fruito dell’incentivo;
  • in caso di delocalizzazione dell’attività economica o di un’attività analoga o di una loro parte per la quale siano stati concessi aiuti di Stato (sotto forma di contributo, finanziamento agevolato, garanzia, aiuti fiscali, ecc ) per l’effettuazione di investimenti produttivi, l’impresa beneficiaria decade dal beneficio concesso ed è assoggettata a sanzioni pecuniarie di importo da 2 a 4 volte quello del beneficio fruito. L'impresa è pertanto vincolata a mantenere per 5 anni le attività economiche che hanno beneficiato del sostegno pubblico;
  • analogamente a quanto sopra riportato è introdotto l'obbligo di mantenimento del personale impiegato presso l’unità produttiva per la quale l'impresa ha ottenuto aiuti di Stato per un periodo minimo di 5 anni pena la revoca, totale o parziale, dei benefici concessi.
  • a decorrere dalla data di inizio del periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto-legge i costi di acquisto da fonti esterne dei diritti di privativa industriale e degli altri intangibles previsti ai fini del credito d'imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo non saranno ammissibili se l’acquisto deriva da operazioni infragruppo.


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