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Credito d’imposta Formazione 4.0 PDF Stampa E-mail

È stato prorogato per tutto il periodo d’imposta 2019 il credito d’imposta per la formazione 4.0, utilizzabile esclusivamente in compensazione con mod. F24. Sono ammissibili al credito d’imposta le attività di formazione finalizzate all’acquisizione o al consolidamento, da parte del personale dipendente dell’impresa, delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la realizzazione del processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese previsto dal “Piano nazionale Impresa 4.0”. Il tetto massimo annuale è fisso a 300mila euro e l’agevolazione è pari al 50% per le piccole imprese, 40% per le medie imprese e 30% per le grandi imprese, per queste il limite massimo annuale scende a 200mila euro. In merito al Bonus Formazione 4.0, il Mise lo scorso 3 dicembre ha pubblicato una circolare in cui, tra le altre, specifica che la condizione di ammissibilità al beneficio è che lo svolgimento delle attività formative nelle “tecnologie 4.0” sia “…espressamente disciplinato in contratti collettivi aziendali o territoriali, depositati, nel rispetto dell’articolo 14 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n.151, presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro competente”. Al riguardo, si precisa che tale condizione, nel rispetto dell’effetto incentivante richiesto dal regolamento (UE) n. 651/2014, deve intendersi soddisfatta nel caso in cui lo svolgimento delle attività formative in questione sia previsto in contratti sottoscritti - o anche semplicemente integrati in relazione a tali attività – a partire dal 1° gennaio 2018 e cioè dalla data di entrata in vigore della disciplina agevolativa. Sempre nella circolare, si dà risposta alle molteplici richieste di chiarimento circa la possibilità di utilizzo dei corsi “on-line”, “e-learning” e “streaming”. La disciplina agevolativa non pone sul punto espresse limitazioni e che, pertanto, devono considerarsi in via di principio ammissibili anche le attività svolte attraverso corsi e lezioni “on line”. Tuttavia, le imprese avranno l’onere di adottare strumenti di controllo idonei ad assicurare, con un sufficiente grado di certezza, l’effettiva e continua partecipazione del personale impegnato nelle attività formative.

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Per informazioni: Servizio Fiscale, Gestionale, Societario, tel. 02.67140268 – mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza PDF Stampa E-mail

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in via definitiva, il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155. Il Codice, composto da circa 360 articoli, è suddiviso in nove titoli e ha l’obiettivo di riformare in modo organico la disciplina delle procedure concorsuali, col duplice obiettivo di consentire una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese e salvaguardare la capacità imprenditoriale di coloro che vanno incontro a un fallimento di impresa dovuto a particolari contingenze. 

Organi di controllo nelle srl: nuovi limiti
Una delle principali novità riguarda la nomina degli organi di controllo, l’art. 379, c.1 ha introdotto una revisione all’articolo 2477 del codice civile, il terzo e il quarto comma sono sostituiti come segue, “la nomina dell’organo di controllo o del revisore è obbligatoria se la società: 
a) è tenuta alla redazione del bilancio consolidato; 
b) controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti; 
c) ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti:
1) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 2 milioni di euro; 2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro; 3) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 10 unità.
L’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore di cui alla lettera c) del terzo comma cessa quando, per tre esercizi consecutivi, non è superato alcuno dei predetti limiti. Sono di fatto diminuiti i limiti al di sopra dei quali è obbligatoria la nomina dell’organo di controllo o del revisore legale nelle s.r.l., con la conseguenza che molte società saranno obbligate alla loro nomina.
Si fa presente che attualmente il limite previsto dall’art. 2477 è:
1) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4,4 milioni di euro; 
2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 8,8 milioni di euro; 
3) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 50 unità. 
Sempre l’art. 379, c.3, specifica inoltre che le società a responsabilità limitata e le società cooperative costituite alla data di entrata in vigore del presente articolo, quando ricorrono i requisiti di cui al comma 1, devono provvedere a nominare gli organi di controllo o il revisore e, se necessario, ad uniformare l’atto costitutivo e lo statuto alle disposizioni di cui al predetto comma entro nove mesi dalla predetta data, che sommati ai 30 giorni dalla pubblicazioni in G.U. diventano dieci mesi.

Rilevazione della crisi d’impresa
La ratio celata dietro al nuovo codice riguarda la capacità di anticipare la crisi d’impresa e la perdita di continuità aziendale. Per favorire tali obiettivi, l’imprenditore dovrà istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile idoneo alla natura e dimensione aziendale. Laddove si verifichino situazioni di difficoltà, il nuovo codice consente di poter accedere alle procedure concorsuali già in fase pre-crisi, al fine di anticipare l’intervento di risanamento e tutelare la continuità aziendale. Il nuovo codice definisce, all’art. 2, il concetto di crisi, quale “lo stato di difficoltà economico-finanziaria che rende probabile l’insolvenza del debitore, e che per le imprese si manifesta come inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte regolarmente alle obbligazioni pianificate”. Inoltre, all’art.13 vengono definiti gli indicatori della crisi “costituiscono indicatori di crisi gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell’impresa e dell’attività imprenditoriale svolta dal debitore, tenuto conto della data di costituzione e di inizio dell’attività...sono indici significativi quelli che misurano la sostenibilità degli oneri dell’indebitamento con i flussi di cassa che l’impresa è in grado di generare e l’adeguatezza dei mezzi propri rispetto a quelli di terzi”.

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Per informazioni: Servizio Fiscale, Gestionale, Societario, tel. 02.67140268 – mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
Le scadenze della settimana PDF Stampa E-mail

Il Servizio Fiscale Gestionale Societario, pubblica settimanalmente le scadenze fiscali. Il servizio è teso a garantire un’informativa il più possibile puntuale e offrire un quadro chiaro sugli adempimenti fiscali che gravano su impresa e privati.
Le prossime scadenze sono:

29 gennaio 

Presentazione tardiva Modelli REDDITI - IRAP e 770 
Termine ultimo per ravvedere l'omessa presentazione dei Modelli REDDITI – IRAP e 770 scaduta il 31/10/2018 con riduzione della sanzione ad 1/10 oppure per integrare la dichiarazione presentata nel termine ordinario con riduzione della sanzione.
 
31 gennaio 

Ravvedimento operoso 
Gli errori, le omissioni e i versamenti carenti possono essere regolarizzati eseguendo spontaneamente il pagamento: dell’imposta dovuta; degli interessi, calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito; della sanzione in misura ridotta.
 
Stampa libri 
Termine per la stampa del libro giornale, mastro e inventari, registri IVA e registro dei beni ammortizzabili (anno di imposta 2017). 

Bonus pubblicità 
I soggetti che hanno presentato la comunicazione per accedere al bonus pubblicità devono presentare una dichiarazione sostitutiva nel mese di gennaio 2019, riepilogando gli investimenti effettivamente effettuati nel periodo d’imposta 2018 trasmettendo la relativa documentazione entro il 31 gennaio 2019.

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Fiscale - Scadenzario gennaio PDF Stampa E-mail

Nell’area riservata alle imprese associate è possibile visionare un elenco delle principali scadenze previste per il mese di gennaio.
Cliccare qui per prendere visione del testo integrale del documento. 

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Bandi Marchi +3 PDF Stampa E-mail

Riaperto il bando per agevolare la registrazione di marchi comunitari e internazionali. Previsti contributi a fondo perduto per la progettazione del marchio, l’assistenza per il deposito, la ricerca di anteriorità, l’assistenza legale per azioni di tutela del marchio in risposta a opposizioni/rilievi seguenti al deposito della domanda di registrazione e le tasse di deposito presso UIBM o EUIPO e/o tasse di registrazione presso OMPI.
I contributi variano da un minimo di € 6.000 ad un massimo di € 8.000 per ciascuna domanda in relazione al deposito effettuato presso EUIPO oppure OMPI.
Ciascuna impresa può presentare più richieste di agevolazione fino al raggiungimento del valore complessivo di € 20.000 di contributo.
I contributi sono erogati in regime de minimis.

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Per informazioni: Servizio Finanziario, tel.  039.9418644 – mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
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