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Decreto Cura Italia e Decreto Liquidità: i chiarimenti dell’Agenzia PDF Stampa E-mail

L’Agenzia delle Entrate, con circolare n. 11/E del 6 maggio scorso, fornisce ulteriori chiarimenti interpretativi sull’applicazione delle misure fiscali previste dal Dl n. 18/2020 (Dl Cura Italia) e dal Dl n. 23/2020 (Dl Liquidità), a seguito dei quesiti posti dalle associazioni di categoria.
In sintesi alcuni dei principali chiarimenti.

Mascherine: le spese sostenute per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, come le mascherine, possono essere detratte nella dichiarazione dei redditi (nella misura del 19% della parte che eccede i 129,11 euro), ma occorre verificare che nello scontrino (parlante) o nella fattura sia riportato il codice AD “spese relative all’acquisto o affitto di dispositivi medici con marcatura CE".
In mancanza, è necessario conservare la documentazione dalla quale risulti la marcatura CE per i dispositivi compresi nella «Banca dati dei dispositivi medici» pubblicato sul sito del ministero della Salute, mentre, per quelli non compresi nell’elenco, dovrà essere conservata anche l’attestazione di conformità alla normativa europea.

Le sospensioni per adempimenti e procedimenti: l’Agenzia chiarisce che, per effetto della sospensione degli adempimenti con scadenza nel periodo dall’8 marzo 2020 al 31 maggio 2020 disposta dall’art. 62 del D.L. n. 18/2020, sono spostati al 30 giugno 2020 i termini per la presentazione:
- della dichiarazione annuale IVA;
- del modello TR;
- della comunicazione della liquidazione periodica IVA (LIPE) del primo trimestre 2020;
- dell’esterometro del primo trimestre 2020;
- dei modelli intrastat. 

Rientra nella sospensione anche la dichiarazione per il pagamento dell'imposta sostitutiva sui finanziamenti, di cui all’ art. 20 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601. E’ comunque consentito provvedere ai predetti adempimenti nei normali termini. Inoltre, la sospensione degli adempimenti disposta dall’ art. 62 del D.L. n. 18/2020 si applica, per espressa previsione normativa; 
- ai soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa in Italia; 
- alle stabili organizzazioni in Italia di soggetti esteri; 
- ai soggetti non residenti che operano in Italia mediante identificazione diretta o rappresentante fiscale. 
Ne deriva che anche i soggetti esteri possono presentare la dichiarazione annuale IVA entro il 30 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni.

Certificazioni uniche: è prorogato al 30 aprile il termine per la consegna agli interessati delle certificazioni uniche. Inoltre, non si applicano le sanzioni sulle trasmissioni telematiche delle certificazioni all’Agenzia delle Entrate effettuate entro il 30 aprile. Il differimento non si applica alla trasmissione telematica delle comunicazioni relative agli oneri detraibili, per le quali resta fermo il termine (fissato dall’ art. 1,comma 5, del D.L. 2 marzo 2020, n. 9) del 31 marzo.

Sospensione versamenti in caso di fusione: ai fini della sospensione di alcuni versamenti tributari e contributivi in scadenza nei mesi di aprile e maggio 2020, il calcolo della riduzione del fatturato in caso di fusione per incorporazione, de ve essere effettuato confrontando il fatturato di marzo e aprile 2020 della società incorporante, con la somma dei fatturati delle singole società (incorporante e incorporate) relativi, rispettivamente, ai mesi di marzo e aprile 2019.

Termini accertamenti: dall'8 marzo al 31 maggio 2020 restano sospesi i termini delle attività degli enti impositori, pertanto si sposta in avanti il decorso dei termini per la stessa durata della sospensione (84 giorni), anche se il termine di prescrizione o decadenza sospeso non scade entro il 2020.

Credito di imposta botteghe e negozi: anche le spese condominiali concorrono alla determinazione dell’importo sul quale calcolare il credito d’imposta, purché pattuite come voce unitaria assieme al canone all’interno contratto di locazione. Inoltre, nel caso in cui il contratto di locazione comprenda sia il negozio (C/1) che la pertinenza (C/3) con canone unitario, il credito di imposta spetta sull’intero canone, in quanto la pertinenza rappresenta un accessorio rispetto al bene principale, purché tale pertinenza sia utilizzata per lo svolgimento dell’attività.

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Prova delle cessioni intracomunitarie: validi i vecchi elementi probatori PDF Stampa E-mail

Come noto, dal 1° gennaio 2020, entrano in vigore alcune novità in tema di scambi intracomunitari. Infatti, il nuovo Regolamento di esecuzione UE 2018/1912 stabilisce che dal 01/01/2020, ai fini dell’applicazione dell’“esenzione” dall’imposta per le cessioni intracomunitarie, ci sia distinzione tra trasporto effettuato direttamente dal cedente (o da un terzo per suo conto) e trasporto eseguito dall’acquirente (o da un terzo per suo conto).
A tal fine venivano previsti due distinti gruppi di prove, accettati come elementi di prova della spedizione o del trasporto.

Elementi di prova di cui alla lettera a):
documento o una lettera CMR riportante la firma (si ritiene che si faccia riferimento alla firma del trasportatore che ha preso in carico la merce);
polizza di carico;
fattura di trasporto aereo;
fattura emessa dallo spedizioniere.

Elementi di prova di cui alla lettera b):
polizza assicurativa relativa alla spedizione o al trasporto dei beni o i documenti bancari attestanti il pagamento della spedizione o del trasporto dei beni;
documenti ufficiali rilasciati da una pubblica autorità, ad esempio un notaio, che confermano l’arrivo dei beni nello Stato membro di destinazione;
ricevuta rilasciata da un depositario nello Stato membro di destinazione che confermi il deposito dei beni in tale stato membro.

Nel caso in cui i beni siano stati trasportati dal venditore (o da un terzo per suo conto) il cedente deve essere in possesso (in alternativa):
di almeno due elementi di prova di cui al gruppo a) rilasciati da due diverse parti indipendenti l’una dall’altra, 
di una qualsiasi degli elementi di prova di cui al gruppo a) in combinazione di uno qualsiasi dei singoli elementi di prova di cui al gruppo b) che confermano la spedizione o il trasporto, rilasciati da due diverse parti indipendenti l’una dall’altra.

Nel caso in cui i beni siano stati trasportati o spediti dall’acquirente (o da un terzo per suo conto) è necessario prima di tutto che venga rilasciata dal cessionario (entro il decimo giorno del mese successivo alla cessione), una dichiarazione con la quale il cliente certifichi che la merce è giunta nel Paese di destinazione.
Tale dichiarazione deve riportare:
la data di rilascio;
il nome e l’indirizzo dell’acquirente;
la quantità e la natura dei beni;
la data e il luogo di arrivo;
nel caso di cessione di mezzi di trasporto, il numero di identificazione del mezzo di trasporto;
l’identificazione della persona che accetta i beni per conto dell’acquirente.
Il venditore inoltre dovrà essere il possesso, oltre alla dichiarazione (in alternativa):
di almeno due degli elementi di prova di cui al gruppo a), rilasciata da due diverse parti indipendenti l’una dall’altra;
di uno qualsiasi dei singoli elementi di cui al gruppo a) in combinazione con uno qualsiasi dei singoli elementi di prova di cui al gruppo b) che confermano la spedizione o il trasporto, rilasciati da due parti indipendenti l’una dall’altra.

Nell’interpello n. 117/2020 del 23 aprile sono stati chiesti chiarimenti all’Agenzia delle Entrate in merito alle nuove modalità di prova di avvenuta cessione comunitaria. In particolare, nel caso di impossibilità di reperire la documentazione richiesta dal nuovo art. 45-bis del Regolamento di esecuzione n. 2011/282/UE, in vigore dal 1° gennaio 2020, quale prova dell’avvenuto trasporto dei beni in altro Paese membro, l’istante ha chiesto all’Agenzia quali documenti alternativi possa fornire e, se siano ancora validi i documenti di prassi emanati negli anni scorsi. L’Agenzia, ha chiarito che, in caso di cessione di beni intracomunitari franco magazzino, con trasporto a cura dell’acquirente, come già precedentemente indicato nella risposta all’interpello n. 100 dell’8 aprile 2019, possano costituire valida prova dell’avvenuta cessione:
la fattura di vendita;
il documento di trasporto (Cmr) firmato dal trasportatore e dal cessionario per ricevuta (o integrato dall’avvenuta ricezione dei beni nell’altro Stato Ue);
il documento bancario di pagamento;• la dichiarazione del cessionario che i beni sono arrivati nel Paese di destinazione;
gli elenchi Intrastat.
Da quest’ultimo documento di prassi, veniva rilevato che, nell’ipotesi di cessione intracomunitaria di beni “franco magazzino”, gli ulteriori documenti utilizzati a corredo del documento di trasporto attestante la destinazione dei beni, normalmente firmato dal trasportatore per presa in carico, possano costituire prova dell’avvenuta cessione, a condizione che:
dai descritti documenti siano individuabili i soggetti coinvolti (ovvero cedente, vettore e cessionario) e tutti i dati utili a definire l’operazione a cui si riferiscono;
• si provveda a conservare le relative fatture di vendita, la documentazione bancaria attestante le somme riscosse in relazione alle precedenti cessioni, la documentazione relativa agli impegni contrattuali assunti e gli elenchi INTRASTAT.

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Fiscale - Scadenzario maggio PDF Stampa E-mail

Nell’area riservata alle imprese associate è possibile visionare un elenco delle principali scadenze previste per il mese di maggio.
Cliccare qui per prendere visione del testo integrale del documento. 

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Bando Faber PDF Stampa E-mail

Contributo a fondo perduto pari al 30% delle spese ammissibili nel limite massimo di € 35.000 (investimento minimo € 25.000) erogato in regime de minimis per spese sostenute (fatture quietanzate) a partire dal 25 febbraio 2020 e rendicontate entro il 16 dicembre 2020 per l’acquisto di: macchinari e impianti, macchine operatrici, beni immateriali, opere murarie, formazione e DPI.
Per accedere alla circolare cliccare qui nell'area riservata alle imprese associate. 

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Bando Impresa Sicura PDF Stampa E-mail

Rimborso, fino al 100% delle spese ammissibili, nel limite massimo di € 500 per ciascun addetto dell’impresa e fino a un massimo di € 150.000 (investimento minimo di € 500) per l’acquisto di DPI che rispettino tutti i requisiti di sicurezza previsti dalla vigente normativa effettuato dal 17 marzo 2020 fino alla data di presentazione di domanda di rimborso. 
Per accedere alla circolare cliccare qui nell'area riservata alle imprese associate.

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