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Riduzione dell'acconto Irpef e della cedolare secca PDF Stampa E-mail

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri firmato lunedì scorso prevede la riduzione della percentuale degli acconti IRPEF 2011 dal 99% al 82% da pagare entro il 30 novembre. Il recupero di tale riduzione sarà comunque effettuato in sede di versamento del saldo 2011. La riduzione degli acconti interessa anche i lavoratori che hanno presentato il Modello 730/2011 (es. dipendenti in possesso di redditi aggiuntivi rispetto a quelli di lavoro dipendente/assimilati).  Per i soggetti che si sono avvalsi dell'assistenza fiscale, i sostituti d'imposta devono trattenere il 2° acconto IRPEF tenendo conto della riduzione. I sostituti d'imposta che hanno già trattenuto sui cedolini paga di ottobre (pagati in novembre) il 2° acconto IRPEF, senza tener conto della riduzione, restituiscono le maggiori somme trattenute nell'ambito della retribuzione erogate nel mese di dicembre 2011 (cfr. Comunicato stampa del Ministero Economia e Finanze del 23/11/2011). Le somme restituite possono essere scomputate dal sostituto d'imposta direttamente dalle ritenute, ai sensi del DPR 445/1997. Il parziale differimento del versamento dell’acconto IRPEF è previsto anche nel 2012, nella misura di tre punti percentuali, quindi con l’acconto che si riduce dal 99% al 96%, con conguaglio a saldo nel 2013.  L’agenzia delle Entrate inoltre, con circolare del 25/11/2011 chiarisce che il differimento del versamento di 17 punti percentuali dell’acconto Irpef
dovuto per il periodo d’imposta 2011, si applica anche al versamento della seconda o unica rata dell’acconto della “cedolare secca” sugli affitti e dell’imposta sostitutiva dovuta da coloro che applicano il cosiddetto “regime dei minimi”.
Ne consegue che, entro il 30 novembre 2011:
- per i contribuenti minimi tenuti al versamento dell’imposta sostitutiva dell’Irpef, pari al 20 per cento, la misura dell’acconto si riduce dal 99% al 82% dell’imposta dovuta per il 2010;
- per i contribuenti tenuti al versamento della cedolare secca sugli affitti, la misura dell’acconto si riduce dal 85% al 68% dell’imposta dovuta per il 2011.
La differenza sarà versata a giugno del 2012.

 
Note sull’acconto Irpef PDF Stampa E-mail

Per stabilire se è dovuto o meno l’acconto per il 2011 occorre verificare l’importo risultante al rigo RN33 “differenza” del modello Unico Persone fisiche 2011. Se l’ammontare non supera i 51,65 euro, l’acconto non è dovuto. In caso contrario, se l’acconto dovuto è inferiore a 257,52 euro, il versamento va effettuato in unica soluzione entro il 30 novembre. Per importi pari o superiori, sono invece previste due rate: la prima, pari al 40% dell’ammontare complessivo, con scadenza ordinariamente fissata al 16 giugno ovvero al 16 luglio con la maggiorazione dello 0,40% (quest’anno slittata al 6 luglio ovvero al 5 agosto); la seconda (il restante 60%), con termine entro il 30 novembre.

 
Impieghi scaduti: siglato accordo banche - imprese PDF Stampa E-mail

È stato firmato il 23 novembre il Protocollo d’intesa "Comunicazione alle imprese sull’entrata in vigore dei nuovi termini per la segnalazione degli sconfinamenti bancari (past due)" per mitigare l’effetto dei più ristretti termini. Hanno aderito all’accordo Abi, Confapi e le principali associazioni datoriali. Con la sigla del Protocollo vengono messi in campo strumenti informativi e di supporto alle imprese, perché siano preparate alle nuove regole che entreranno in vigore il 1 gennaio 2012. Per le imprese saranno segnalati tra i crediti deteriorati gli sconfinamenti bancari superiori a 90 giorni sono evidenti i riflessi che possono scaturirne, di qui il lavoro comune di Confapi e banche. Le banche che aderiranno all’iniziativa si impegnano ad esaminare tempestivamente le posizioni delle imprese, ferma restando la piena autonomia nella valutazione del merito creditizio dell’impresa. L’esame mirerà a valutare le effettive necessità finanziarie delle imprese e il rapporto fra le linee accordate e gli utilizzi, nonché ad evidenziare gli sconfinamenti sopra la soglia di rilevanza, focalizzando l’attenzione sull’entità e la durata dei medesimi.  Il Protocollo stabilisce anche la possibilità di interventi ad hoc, considerando di "valutare insieme all’impresa cliente eventuali soluzioni personalizzate per il rientro dagli sconfinamenti, anche ricorrendo a forme tecniche di finanziamento sostitutive". L’impegno di tutti è diretto ad evitare che l’applicazione delle disposizioni previste da Basilea provochi penalizzazioni per le imprese già messe a dura prova dalla crisi.

 
Nuovi spread per le iniziative a sostegno dell'accesso al credito PDF Stampa E-mail

A seguito delle  istanze presentate a nome delle imprese che avevano difficoltà ad accedere al bando a causa della rigidità delle soglie di tassi , la Camera di Commercio di Milano ha disposto di aumentare ulteriormente gli spread massimi ammissibili alle iniziative a sostegno dell'accesso al credito – edizione 2011. Tale modifica agevolerà le imprese penalizzate a causa del rating di bilancio che assegnava loro spread troppo alti per poter accedere al bando. I nuovi spread massimi ammissibili sono dunque: 4% per l'intervento 1 programmi di investimenti produttivi e per l'intervento 3 riqualificazione della struttura finanziaria., 3,7% per l'intervento 2 operazioni di patrimonializzazione aziendale.
Sono applicabili ai finanziamenti stipulati a partire dal 23 novembre 2011 per la provincia di Milano e dal 28 novembre 2011 per la provincia di Monza e Brianza.

 
Dieci miliardi per le pmi PDF Stampa E-mail

Il consiglio di amministrazione della Cassa Depositi e Prestiti ha istituito un fondo a disposizione delle piccole e medie imprese italiane da 10 miliardi di Euro, da utilizzare con l’ausilio del canale bancario, che metterà a disposizione finanziamenti a breve, media e lunga scadenza a tassi calmierati rispetto a quelli che normalmente sono presenti sul mercato. Il fondo destinerà queste disponibilità per due scopi:
- 8 miliardi saranno destinati a investimenti e circolante nelle piccole e medie imprese per fronteggiare  l’aumento del rischio "Credit Crunch";
- 2 miliardi serviranno a fronteggiare i ritardi dei pagamenti dei crediti vantati dalle aziende verso la Pubblica Amministrazione.
Nei prossimi giorni verranno definiti dalla Cdp e Abi, le linee guida per l’utilizzo delle risorse messe a disposizione

 
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