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Legge di Bilancio: le novità in vigore dal 1° gennaio 2020 PDF Stampa E-mail

Il 1° gennaio scorso è entrata in vigore la legge di Bilancio 2020 (L. 160 del 27/12/2019), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 45/L n. 304 del 30.12.2019. Tantissime le novità tra le quali il credito d’imposta relativo agli investimenti in ricerca e sviluppo, transizione ecologica, innovazione tecnologica 4.0 e attività innovative, lo sgravio contributi apprendisti, la tassazione dei veicoli aziendali concessi in uso promiscuo ai dipendenti.
Di seguito le principali modifiche che saranno approfondite in seguito anche attraverso i prossimi seminari.

Iper ammortamento e super ammortamento
In sostituzione del super ammortamento viene introdotto un credito d’imposta pari al 6% del costo di acquisizione del bene a favore delle imprese che dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020, effettuino investimenti in beni strumentali nuovi. Il termine è differito al 30 giugno 2021 a patto che entro il 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.
Il credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni, in 5 quote annuali.
In sostituzione dell’iper ammortamento viene introdotto un credito d’imposta pari al:
- 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro; 
- 20% per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite massimo di 10 milioni di euro per gli investimenti aventi a oggetto beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0” (ricompresi nell’allegato A annesso alla L. 232/2016).
Per gli investimenti aventi a oggetto beni immateriali connessi a investimenti in beni materiali “Industria 4.0” (ricompresi nell'allegato B della Legge 232/2016), il credito d'imposta è riconosciuto nella misura del 15% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 700.000 euro. Il credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dall’anno successivo all’interconnessione in 5 quote annuali di pari importo o 3 nel caso di investimenti in beni immateriali. 
Il credito d'imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano a oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile IRAP, non porti al superamento del costo sostenuto.

Credito d’imposta ricerca e sviluppo e innovazione tecnologica
Introdotto per il 2020 un credito d’imposta relativo agli investimenti in: ricerca e sviluppo; transizione ecologica; innovazione tecnologica 4.0 e attività innovative. L’agevolazione riguarda in particolare le seguenti attività: 
- ricerca fondamentale; 
- ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico; 
- attività, finalizzate alla realizzazione di prodotti/processi nuovi o migliorati; 
- attività di design e ideazione estetica svolte dalle imprese operanti nei settori tessile e moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobile e arredo e della ceramica per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari. 
Ai fini della determinazione della base di calcolo, sono ammissibili:
a) le spese del personale (ricercatori, tecnici giovani laureati in discipline di ambito tecnico o scientifico) impiegato nel progetto;
b) le quote di ammortamento, i canoni di locazione e le altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software utilizzati nei progetti di ricerca;
c) le spese per contratti di ricerca extra muros;
d) le quote di ammortamento relative all’acquisto di privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale;
e) le spese per servizi di consulenza e/ o equivalenti;
f) le spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nel progetto.

Il Mise, con apposito decreto da pubblicare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, definirà i criteri attuativi. Il credito d'imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano a oggetto i medesimi costi. Per poter usufruire del credito d'imposta l’impresa dovrà farsi rilasciare apposita certificazione da un revisore legale che attesti l'effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile. Ai fini dei successivi controlli, le imprese beneficiarie del credito d'imposta dovranno redigere e conservare una relazione tecnica che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte in ciascun periodo d'imposta.

Bonus formazione Industria 4.0
Viene prorogato il credito d’imposta per le spese di formazione del personale dipendente, finalizzate all'acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale previste dal «Piano Nazionale Impresa 4.0».
La misura del credito è differenziata in base alle dimensioni dell’impresa: 
- per le piccole imprese 50% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di € 300.000; 
- per le medie imprese 40% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di € 250.000; 
- per le grandi imprese 30% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di € 250.000. 
La misura del credito d'imposta è pari al 60% nel caso in cui i destinatari delle attività di formazione rientrino nelle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati.
Il credito d'imposta è utilizzabile in compensazione, a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello di sostenimento delle spese ammissibili.

IVA: blocco degli aumenti delle aliquote per il 2020. 
Per gli anni successivi si prevede: 
- a decorrere dal 2021 aumento IVA ridotta dal 10% al 12%;
- a decorrere dal 2021 aumento IVA ordinaria dal 22% al 25%:
- a decorrere dal 2022 aumento IVA ordinaria dal 25% al 26,5%.

Taglio cuneo fiscale
E' istituito un fondo per la riduzione del carico fiscale sulle persone fisiche denominato «Fondo per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti», con una dotazione pari a 3.000 milioni di euro per l’anno 2020 e a 5.000 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021. Appositi decreti attuativi definiranno le modalità di realizzazione dell’obiettivo.

Sgravio contributi apprendisti
Le aziende che occupano fino a 9 dipendenti, possono fruire di uno sgravio contributivo del 100%, per i primi tre anni, per l'assunzione di giovani con contratto di apprendistato di primo livello (per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istituto superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore). Per gli anni successivi resta invece confermata l'aliquota al 10%.

Bonus laureati eccellenti
L’agevolazione già introdotta dall’articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145 ma mai attuata per mancanza del provvedimento ministeriale e dell'Inps, prevede l’esonero totale (100%) per un anno, per le assunzioni a tempo indeterminato realizzate dal 1° gennaio 2020, di neolaureati e dottorandi di ricerca, usciti con il massimo dei voti e un percorso di studi regolare. L’Inps provvederà a fornire i dettagli attuativi.

Veicoli aziendali in uso promiscuo
Per i contratti stipulati a decorrere dal 1° luglio 2020, la tassazione dei veicoli aziendali concessi in uso promiscuo ai dipendenti, sarà differenziata sulla base dei valori di emissione di anidride carbonica: all’aumentare di questi, aumenterà il reddito figurativo.

ACE e IRES
Con decorrenza dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018, viene ripristinata la disciplina ACE. Il rendimento da dedurre sarà pari all’1,3%, degli incrementi di capitale effettuati mediante conferimenti in denaro e accantonamenti di utili a riserva. Le misure di riduzione dell’IRES, che erano state introdotte al posto dell’ACE vengono pertanto abrogate.

IRPEF e IRES
Di seguito le novità:
- abrogato lo sconto in fattura per gli interventi di riqualificazione energetica e antisismica e per l’installazione di impianti fotovoltaici. Lo sconto in fattura sarà ora applicabile soltanto agli interventi di ristrutturazione importante di primo livello, per le parti comuni degli edifici condominiali, con un importo dei lavori pari almeno a € 200.000.
- prorogate per il 2020 le detrazioni per le spese relative a lavori di recupero edilizio, a interventi di efficienza energetica e all’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici destinati all’arredo di immobili ristrutturati;
- introdotto il cd. “bonus facciate”, detrazione Irpef del 90% delle spese documentate, sostenute nell'anno 2020, relative agli interventi edilizi, compresi quelli di manutenzione ordinaria, finalizzati al recupero o restauro della facciata degli edifici;
- introdotti limiti reddituali per fruire di detrazioni Irpef relative a alcune tipologie di spesa, dal 2020, le detrazioni per spese ai fini IRPEF spettano: per l’intero importo qualora il reddito complessivo non ecceda € 120.000; per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di € 240.000, diminuito del reddito complessivo, e € 120.000, qualora il reddito complessivo sia superiore a € 120.000.
Tali limitazioni non riguardano le spese relative agli interessi passivi su mutui all’acquisto di medicinali e dispositivi medici e alle prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

Cedolare secca
Stabilizzazione aliquota al 10% della cedolare secca sui canoni delle locazioni abitative a canone concordato nei comuni ad alta densità abitativa.

IMU
Cambia la deducibilità sugli immobili strumentali. Per l’anno 2019 la deducibilità è pari al 50% dell’imposta pagata; per gli anni 2020 e 2021 la deducibilità sarà pari al 60%, dal 2022 la deducibilità sarà pari al 100%.

Plastic tax
Dal 2020 entrerà in vigore la “Plastic Tax” imposta sul consumo di manufatti in plastica con singolo impiego (Macsi) utilizzati per il contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci o prodotti alimentari pari a € 0,45 per Kg di materia plastica. L’imposta non trova applicazione sui manufatti compostabili, sui dispositivi medici e sui Macsi adibiti a contenere medicinali. Le imprese produttrici di Macsi potranno fruire di un credito d’imposta del 10% sulle spese sostenute per l’adeguamento tecnologico finalizzato alla produzione di manufatti compostabili. Entro maggio è atteso il provvedimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che, dovrà definire le modalità attuative della norma che sarà applicata dal primo giorno del secondo mese successivo alla pubblicazione del provvedimento stesso.

Sugar tax
Introdotta la sugar tax, imposta sul consumo di bevande analcoliche edulcorate. L’imposta sarà pari a € 10 per ettolitro, nel caso di prodotti finiti, e di € 0,25 per chilogrammo, nel caso di prodotti da diluire.  Si applicherà dal primo giorno del secondo mese successivo alla pubblicazione del decreto attuativo che il Mef emanerà entro il prossimo agosto.

Regime agevolato forfetario
Si segnala che:
è stata soppressa l’imposta sostitutiva al 20% per le partite IVA con ricavi o compensi tra € 65.001 e € 100.000;
è stato introdotto il limite di € 20.000 di spese sostenute per il personale ai fini dell’applicazione del regime di vantaggio;
applicazione del regime escluso per i soggetti con redditi di lavoro dipendente superiore a € 30.000
è prevista la riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’accertamento, per i contribuenti forfetari che, benché non obbligati, hanno un fatturato annuo costituito esclusivamente da fatture elettroniche.

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Le scadenze della settimana PDF Stampa E-mail

Il Servizio Fiscale Gestionale Societario, pubblica settimanalmente le scadenze fiscali.
Il servizio è teso a garantire un’informativa il più possibile puntuale e offrire un quadro chiaro sugli adempimenti fiscali che gravano su impresa e privati.
Le prossime scadenze sono:

12 gennaio

Nota: Principio di cassa allargato
Le somme corrisposte entro questa data dai datori di lavoro si considerano percepite nell'anno precedente (2019). 

15 gennaio

Modello 730 assistenza fiscale 
Il sostituto d'imposta comunica ai propri dipendenti l'intenzione di prestare assistenza fiscale diretta. 

Contabilità - registrazione 
Emissione e registrazione delle fatture differite relative a beni consegnati o spediti nel mese solare precedente e risultanti da documento di trasporto o da altro documento idoneo a identificare i soggetti tra i quali è effettuata l'operazione nonché le fatture riferite alle prestazioni di servizi individuabili attraverso idonea documentazione effettuate nel mese solare precedente.

16 gennaio 

Ritenute alla fonte
Versamento delle ritenute alla fonte operate nel corso del mese precedente (esempio: compensi per l'esercizio di arti e professioni - provvigioni per intermediazione – retribuzioni di lavoro dipendente) con utilizzo del mod. F24. L’obbligo riguarda anche le ritenute operate da condomini per le prestazioni derivanti da contratti di appalto e d’opera effettuate nell’esercizio di impresa, anche non abitualmente (codici tributo 1019 e 1020 quale acconto, rispettivamente, a titolo di Irpef e di IRES). 

Liquidazione IVA - soggetti mensili
Versamento dell'IVA a debito presso gli istituti o le aziende di credito o gli uffici e le agenzie postali o i concessionari della riscossione con l'utilizzo del mod. F24 – codice tributo: 6012 - Versamento IVA mensile dicembre.

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Fiscale - Scadenzario gennaio PDF Stampa E-mail

Nell’area riservata alle imprese associate è possibile visionare un elenco delle principali scadenze previste per il mese di gennaio.
Cliccare qui per prendere visione del testo integrale del documento.

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Acconto IVA 2019 PDF Stampa E-mail

Entro il prossimo 27 dicembre, i soggetti passivi IVA mensili o trimestrali dovranno procedere al calcolo e al versamento dell’acconto IVA per il 2019, potendo scegliere tra tre metodi di calcolo:

- Metodo previsionale: l’acconto è pari all’88% di quanto si prevede di dovere versare con l’ultima liquidazione periodica dell’anno 2019. Con l’utilizzo di tale metodo vi è il rischio di applicazione delle sanzioni per versamento insufficiente, qualora la liquidazione definitiva evidenzi un saldo a debito eccedente rispetto alla previsione.
- Metodo storico: l’acconto è pari 88% di quanto versato in base all’ultima liquidazione periodica dell’anno precedente. 
- Metodo analitico: l’acconto dovuto è pari all’intero importo risultante dalla liquidazione dell’imposta al 20 dicembre 2019 tra le quali rientrano le operazioni attive e passive registrate nel periodo 1° dicembre 2019 - 20 dicembre 2019 per i soggetti mensili; le operazioni attive e passive registrate nel periodo 1° ottobre 2019 - 20 dicembre 2019 per i soggetti trimestrali.

L’acconto IVA deve essere versato solo se di importo maggiore o uguale a 103,29 euro e non può mai essere rateizzato. Sono esclusi dal versamento dell’acconto IVA alcuni soggetti tra cui coloro che hanno iniziato l’attività nel corso del 2019, o che la cesseranno nello stesso anno, i contribuenti con un credito d’imposta nel periodo precedente, a prescindere dalla presentazione della richiesta di rimborso, i contribuenti in regime dei minimi o forfettari. A differenza di quanto previsto per le liquidazioni periodiche, i contribuenti trimestrali ordinari non devono applicare la maggiorazione degli interessi dell’1%. L’acconto versato deve essere, inoltre, sottratto all’IVA da versare per il mese di dicembre (per i contribuenti mensili), in sede di dichiarazione annuale IVA (per i contribuenti trimestrali) o da quanto dovuto per la liquidazione del 4° trimestre (per i contribuenti trimestrali speciali).

L’acconto, che potrà essere compensato con eventuali imposte o contributi a credito, deve essere fatto telematicamente con il Modello F24, periodo di riferimento anno 2019, codice tributo:
6013, in caso di contribuente mensile;
6035, in caso di contribuente trimestrale. 

Si ricorda che in caso di saldo a zero, il modello F24 dovrà essere ugualmente presentato.
In caso di mancante o errato versamento dell’acconto IVA, vige il ravvedimento operoso che consente di regolarizzare la posizione adempiendo all’obbligo e versando sanzione ridotta (cod F24 - 8904) e interessi (cod. F24 – 1991). Il mancato versamento dell’acconto IVA, oltre il termine di versamento dell’acconto relativo all’anno successivo, ha valenza penale, la normativa infatti prevede la reclusione da 6 mesi a 2 anni in caso di omesso versamento IVA per un importo uguale o superiore a 250.000 euro, risultante da dichiarazione annuale. 

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Regalie natalizie - aspetti fiscali PDF Stampa E-mail

L’omaggio è un bene ceduto a un soggetto terzo a titolo gratuito, senza alcuno scopo se non quello di arricchire chi lo riceve. Ai fini fiscali gli omaggi sono intesi come spese di rappresentanza, tranne nel caso di omaggi ai dipendenti. 
Le spese di rappresentanza sono oggetto di approfondita analisi della circolare n. 34/2009 dell’Agenzia delle Entrate, in cui si chiarisce che devono rispettare alcuni requisiti, quali avere finalità promozionali, avere criteri di ragionevolezza e rispettare i limiti di inerenza e congruità. 
Rispetto alla congruità e ai fini della deducibilità delle imposte sui redditi, (art. 108 del TUIR) i beni di valore unitario superiore ad euro 50 (al lordo dell’IVA), sono deducibili in percentuale rispetto ai ricavi della gestione caratteristica:
nel limite dell’1,5%: fino a 10 milioni di euro di ricavi/proventi della gestione caratteristica;
nel limite dello 0,6%: per la parte eccedente i 10 milioni di euro fino a 50 milioni di euro di ricavi/proventi della gestione caratteristica;
nel limite dello 0,4%: per la parte eccedente i 50 milioni di euro di ricavi/proventi della gestione caratteristica.

La quota di costo che eccede tali limiti percentuali resta indeducibile. Esulano dalla disciplina delle spese di rappresentanza, le spese per omaggi. Gli omaggi di beni di valore non superiore a 50 euro sono sempre deducibili dal reddito di impresa, a prescindere dal destinatario. Diverso è il caso degli omaggi ai professionisti, la cui deducibilità, indipendentemente dal valore dell’omaggio, è pari all’1% dei compensi percepiti nel periodo di imposta. In merito alla detraibilità dell’IVA, la  Circolare Ministeriale del 16 luglio 1998, n. 188, fa un distinguo: “… Gli acquisti di beni destinati ad essere ceduti gratuitamente, la cui produzione o il cui commercio, non rientrano nell’attività propria dell’impresa, costituiscono sempre spese di rappresentanza con conseguente indetraibilità dell’imposta sul valore aggiunto ai sensi dell’art. 19-bis1 del D.P.R. n. 633/1972, a prescindere dal loro valore unitario e dal loro costo. Ne consegue che la successiva cessione gratuita costituisce operazione non rilevante ai fini dell’IVA ai sensi dell’art. 2, secondo comma, n. 4. Viceversa, gli acquisti di beni destinati ad essere ceduti gratuitamente, la cui produzione o il cui commercio rientra nell’attività propria dell’impresa, non costituiscono spese di rappresentanza e le relative cessioni gratuite devono essere assoggettate ad imposta ai sensi dell’art. 2, secondo comma, n. 4, del D.P.R. n. 633/1972….”. 

Riepilogando gli omaggi di beni che non rientrano nell’attività d’impresa avranno: 
IVA acquisto indetraibile, per carenza presupposto inerenza se il valore unitario del bene è superiore ai 50 euro;
IVA acquisto detraibile, se il valore unitario del bene è non superiore ad euro 50;
Cessione fuori campo IVA (art.2, c.2, n4, DPR 633/1972), operazione non rilevante, a prescindere dal valore unitario del bene.

Omaggi di beni che rientrano nell’attività d’impresa avranno:
IVA acquisto detraibile, a prescindere dal valore unitario del bene;
Cessione imponibile ai fini ad IVA, operazione rilevante ai fini IVA, a prescindere dal valore unitario del bene.

Si applica quindi l’imponibilità della cessione gratuita. Occorre ricordare che l’art. 18, comma 4 DPR 633/72 stabilisce che per i casi di cessioni gratuite dei beni la rivalsa non è obbligatoria, quindi l’impresa potrà evitare di chiedere il pagamento dell’IVA al destinatario dell’omaggio facendosene carico con emissione di autofattura per omaggi o in alternativa, annotando nell’apposito registro degli omaggi, le cessioni gratuite effettuate ciascun giorno. L’autofattura andrà emessa in formato elettronico e trasmessa al Sistema di Interscambio (cd. SdI). In tale ipotesi, il documento, con la dicitura “autofattura per omaggi”, deve contenere indicazione: del valore normale dei beni ceduti; delle aliquote IVA applicabili; delle relative imposte.Il documento segue la numerazione delle fatture di vendita e viene annotato nel registro delle fatture emesse. L’imponibile fa parte del volume d’affari IVA. Si evidenzia che la circolare n. 14/E del 2019 in merito alle autofatture elettroniche per omaggi ha chiarito che i dati del cedente/prestatore vanno inseriti sia nella sezione “Dati del cedente/prestatore”, sia nella sezione “Dati del cessionario/committente”. In questi casi, la fattura e quindi la relativa imposta vanno annotate solo nel registro IVA vendite.
Si specifica che la disciplina relativa agli omaggi di valore unitario non superiore a 50,00 euro è applicabile unicamente ai “beni” di modico valore distribuiti gratuitamente mentre sono escluse le spese relative a “servizi”, inoltre si fa presente che bisogna tener conto del valore dell’omaggio nella sua unitarietà, ovvero sommando i valori dei singoli beni che compongono l’omaggio. Dal punto di vista documentale, al fine di superare le presunzioni di cessione, per le cessioni gratuite di beni che rientrano nell’attività dell’impresa è necessaria l’emissione del documento di trasporto. In ogni caso sarebbe preferibile emettere il documento di trasporto anche per gli omaggi di beni che non rientrano nell’ambito dell’attività propria dell’impresa, al fine di dimostrare l’inerenza dell’acquisto.

Omaggi ai dipendenti
Gli omaggi ai dipendenti hanno disciplina a parte, poiché mancando la finalità promozionale e in assenza dei criteri di ragionevolezza non possono essere considerate spese di rappresentanza. Ai sensi dell’art. 95, c. 1 del TUIR, le spese sostenute in denaro o in natura a titolo di liberalità in favore dei dipendenti, sono deducibili dal reddito di impresa. Si fa presente che in merito all’imponibilità in capo al dipendente, l’art. 51, c. 3 del TUIR dispone l’esenzione per i beni ceduti e i servizi prestati gratuitamente in favore dei dipendenti nei limiti di 258,23 euro per periodo di imposta. Qualora la soglia venisse superata, l’intera somma diventa imponibile concorrendo a formare reddito in capo al lavoratore rientrando nella disciplina dei fringe benefit. Per quanto concerne le cene o buffet per i soli dipendenti si ritiene che le stesse rientrino nella fattispecie delle liberalità a favore dei dipendenti, pertanto il costo è deducibile ai fini IRPEF/IRES nel limite del 75% della spesa sostenuta per le spese di albergo e ristorante, così come previsto dal D.L. 25 giugno 2008, n. 112, nel limite del 5% dell’ammontare delle spese per prestazioni di lavoro dipendente risultante dalla dichiarazione dei redditi, fissato dall’art. 100, comma 1, del TUIR; l’IVA è indetraibile.
Le spese per feste e ricevimenti organizzati in occasione di ricorrenze aziendali o festività religiose o nazionali rientrano tra le spese di rappresentanza purché alle stesse non partecipino esclusivamente dipendenti, il trattamento fiscale pertanto sarà il seguente:
- IVA indetraibile;
- costo deducibile al 75% nel limite dell’ammontare massimo deducibile nell’anno, previsto dal D.M. 19 novembre 2008, in proporzione ai ricavi/proventi della gestione caratteristica.

Ai fini IRAP si possono verificare due casi a seconda che l’azienda utilizzi il “metodo di bilancio” oppure il “metodo fiscale”:
- per i soggetti IRES e le ditte individuali o società di persone in contabilità ordinaria che hanno optato per il metodo di Bilancio le spese in esame rientrano nella voce B.14 del conto economico e sono, quindi, interamente deducibili ai fini IRAP;
- per i soggetti IRPEF che hanno optato per il metodo fiscale le spese in esame non rientrano tra i componenti rilevanti espressamente previsti e quindi le stesse risultano indeducibili ai fini IRAP.
Cliccare qui per prendere visione della circolare.

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