Home Relazioni Industriali & Sindacale - Relazioni Industriali & Sindacale
Relazioni Industriali & Sindacale


Trasferte dipendenti: rimborso spese parcheggio PDF Stampa E-mail

Secondo l’agenzia delle Entrate, il rimborso delle spese di parcheggio è escluso dalla formazione del reddito di lavoro dipendente fino all'importo massimo di 15,49 euro giornalieri (25,82 euro per le trasferte all'estero), nei casi di rimborso analitico (a piè di lista). Qualora, come previsto da alcuni CCNL, l’azienda abbia optato, in caso di trasferta, per un sistema di rimborso forfettario (indennità) o misto (indennità e rimborsi), le spese sostenute dal dipendente per il parcheggio sono assoggettabili interamente a tassazione.

A.P.I. è a disposizione delle imprese associate per individuare il sistema di gestione delle trasferte più idoneo alla specifica organizzazione del lavoro, nel rispetto della disciplina del CCNL applicato.

Per informazioni: Servizio Relazioni Industriali, tel 02.67140305 – mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Per informazioni: Servizio Fiscale, Gestionale, Societario, tel. 02.67140268 – mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
Appalto: durata del contratto di solidarietà PDF Stampa E-mail

Il contratto di solidarietà può avere una durata massima di 36 mesi in un quinquennio mobile, riferito alla singola unità produttiva dell’azienda. In caso di cambio appalto, il suddetto periodo massimo a disposizione comincia a decorrere ex novo per l’azienda subentrante.

Per visualizzare il testo dell’interpello dell’8 febbraio 2019 n. 1 cliccare qui.

Per informazioni: Servizio Relazioni Industriali, tel 02.67140305 – mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
Nuovo applicativo per il calcolo delle aliquote PDF Stampa E-mail

È attiva una nuova applicazione dell’Inps che, sulla base delle caratteristiche contributive dell’azienda e del profilo contributivo del lavoratore, permette di simulare il calcolo dell’aliquota per i lavoratori del settore privato. È possibile visualizzare l’aliquota contributiva associata ad un lavoratore sulla base del periodo di competenza, la tipologia di azienda e le caratteristiche del dipendente nonché il dettaglio delle singole voci che concorrono alla formazione dell’aliquota contributiva complessiva.
L’Inps precisa che le elaborazioni dell’applicazione non hanno natura certificativa ai fini della quantificazione dei contributi dovuti all’Istituto, ma rappresentano soltanto uno strumento di supporto per l’azienda e gli intermediari. 

Per visualizzare il messaggio n. 356 del 25 gennaio 2019 cliccare qui.

Per informazioni: Servizio Relazioni Industriali, tel 02.67140305 – mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
Importi dei trattamenti di integrazione salariale PDF Stampa E-mail

Sono disponibili gli importi massimi dei trattamenti di integrazione salariale, in vigore dal 1° gennaio 2019. Per retribuzione inferiore o uguale a € 2.148,74 il massimale è pari ad € 993,21 lordi, per retribuzione superiore ad € 2.148,74, il massimale è pari ad € 1.193,75.
L’Inps sottolinea inoltre che, anche per le integrazioni salariali relative a contratti di solidarietà il trattamento ammonterà all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate con il limite dei suddetti massimali.
Detti importi devono essere incrementati del 20% per i trattamenti di integrazione salariale concessi in favore delle imprese del settore edile e lapideo per intemperie stagionali.
Si specifica che i suddetti importi sono da intendersi al lordo della riduzione prevista dalla legge, pari al 5,84%.

Per visualizzare la circolare Inps n. 5 del 28/01/2019 cliccare qui.

Per informazioni: Servizio Relazioni Industriali, tel 02.67140305 – mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
Patto di prova: le conseguenze del recesso PDF Stampa E-mail

Come noto, il patto di prova applicato al contratto di lavoro, dà la facoltà al datore di recedere liberamente dal rapporto qualora ritenga il dipendente non idoneo a svolgere le mansioni affidate.
Cosa succede nel caso in cui il patto risulti illegittimamente apposto ovvero il dipendente ritenga di non aver svolto le mansioni oggetto del patto di prova?
La Corte di Cassazione, con la recentissima sentenza n. 31159 del 03.12.2018, afferma che, qualora il patto di prova sia stato violato per non aver adibito il lavoratore alle mansioni indicate nel patto stesso, il recesso intimato dal datore di lavoro durante il periodo di prova non comporta la reintegra del lavoratore. Il lavoratore, in particolare, non avendo potuto dimostrare di essere in grado di svolgere le mansioni indicate nel patto, potrà denunciare l’inadempimento del datore e domandare – se ancora possibile - di svolgere la prova nel periodo di tempo mancante al termine prefissato ovvero il risarcimento del danno, ma non anche la reintegra nel posto di lavoro. Nel caso in cui l’apposizione del patto di prova risulti illegittimo (si pensi al caso in cui il datore abbia già “provato” il lavoratore in un precedente rapporto), invece, il lavoratore potrà chiedere la “conversione” in rapporto ordinario; in tale ipotesi, infatti, la nullità del patto non inciderà sulla validità del contratto ed il rapporto proseguirà come se il patto non fosse mai stato apposto.
E’ importante, quindi, per le aziende, prestare particolare attenzione nella determinazione del patto di prova, per scongiurare i suddetti rischi di illegittimità e nullità dello stesso.

Il Servizio Relazioni Industriali propone il presente approfondimento, in collaborazione con l’avv. Paolo Santoro.

Per informazioni: Servizio Relazioni Industriali, tel 02.67140305 – mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
«InizioPrec.12345678910Succ.Fine»

Pagina 5 di 57