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Relazioni Industriali & Sindacale


Sanzioni per retribuzioni pagate senza strumenti tracciabili PDF Stampa E-mail

Da luglio 2018 è prevista l’applicazione della sanzione pecuniaria (da €1.000 a €5.000) nei confronti dei datori di lavoro o dei committenti che corrispondono ai lavoratori la retribuzione, ovvero ogni anticipo di essa, in contanti, senza avvalersi degli strumenti di pagamento espressamente previsti. 

L’ispettorato del Lavoro, con la nota prot. n. 9294 del 9 novembre 2018, ha chiarito che l’applicazione di tale sanzione non va esclusa nelle ipotesi in cui gli organi ispettivi rilevino l’impiego di lavoratori “in nero” e remunerati in contanti: di conseguenza, in ipotesi di lavoro nero, accertata la periodicità giornaliera dell’erogazione della retribuzione, si potrebbero configurare tanti illeciti per quante sono le giornate di lavoro nero effettuate.

 

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Apprendistato: regime contributivo PDF Stampa E-mail

Quali sono i costi contributivi per un dipendente assunto con un rapporto di apprendistato?
L’Inps ha pubblicato la circolare n. 108 del 14/11/2018, con la quale riepiloga il regime contributivo previsto per i diversi rapporti di apprendistato e fornisce le istruzioni operative per la compilazione dei flussi Uniemens.
L’attuale impianto normativo, regolato dal D.Lgs 81/2015, consente la stipula delle seguenti tipologie: apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore (c.d. apprendistato di primo livello), l’apprendistato professionalizzante (c.d. apprendistato di secondo livello), utilizzabile anche con i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità ordinaria e o di un trattamento di disoccupazione (senza limiti di età), e l’apprendistato di alta formazione e di ricerca.
L’ente ha rettificato le precedenti disposizioni emanate, chiarendo che per le aziende che occupano alle dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove sono riconosciute riduzioni contributive nella misura delle seguenti aliquote: 1,5% per i primi 12 mesi, 3% per il secondo anno e 5% a partire dal secondo anno. Infine, per le assunzioni effettuate dall’ 1 gennaio 2017 di lavoratori con apprendistato professionalizzante senza limiti di età, i datori di lavoro sono tenuti a versare i contributi sulla base del regime ordinario.

Per visualizzare il testo della circolare Inps n.108 del 14/11/2018 cliccare qui  

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Congedo straordinario per assistenza a familiari disabili PDF Stampa E-mail

Ci sono in azienda lavoratrici gestanti con familiari disabili? Sai che esistono dei congedi straordinari a loro favore? 
L’Inps, a seguito della dichiarazione di illegittimità della disposizione normativa che non esclude dal computo dei sessanta giorni antecedenti all’inizio del periodo di astensione obbligatoria dal lavoro, il periodo di congedo straordinario per il quale la lavoratrice gestante abbia fruito al fine di assistere il familiare disabile, ha fornito le indicazioni operative mirate alla fruizione di tale tipologia di congedi straordinari.
In particolare, la Corte Costituzionale, non esclude dal computo tutti i periodi di congedo straordinario, bensì soltanto quelli fruiti per l’assistenza al coniuge convivente o ad un figlio con disabilità in situazione di gravità, i quali, pertanto, dovranno ritenersi esclusi dal computo dei sessanta giorni di cui all’articolo 24, comma 2, del d.lgs. n. 151/2001.

Per visualizzare il testo del messaggio n. 4074/2018 Inps cliccare qui

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Agevolazioni per imprese in crisi PDF Stampa E-mail

La tua azienda nel biennio 2019-2020 è già stata ammessa al trattamento straordinario di integrazione salariale (Cigs) per cessazione di attività, ed attualmente è sottoposta in procedura fallimentare o in amministrazione straordinaria?
Se si, il decreto legge 109/2018, ora in fase di esame al Senato, potrebbe essere utile per un ulteriore aiuto economico in tuo favore.
Infatti, l'articolo 43-bis del predetto decreto, nel testo già approvato alla Camera, prevede, per le suddette aziende, uno sgravio relativo alle quote di trattamento di fine rapporto (TFR) maturato dai lavoratori sulla retribuzione persa durante la Cigs e, inoltre, le stesse aziende non saranno tenute al versamento del “ticket sui licenziamenti” per le interruzioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Il finanziamento delle due misure, pari ad un tetto di 16 milioni per ciascuno dei due anni interessati, è previsto a carico del fondo sociale per l'occupazione e la formazione a seguito dell’autorizzazione dell’esonero da parte dell'Inps su cui, inoltre, grava il monitoraggio della spesa.
Esaurite le risorse, i costi graveranno sulle imprese. 
Pertanto, al fine di aver più chiare le nuove disposizioni, si dovrà attendere l’esito dell’esame del decreto da parte del Senato.

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Le indicazioni operative ministeriali sul Decreto Dignità PDF Stampa E-mail

Una recente circolare del ministero del Lavoro chiarisce i profili applicativi delle regole introdotte dal Decreto Dignità in materia di rapporto di lavoro a tempo determinato. In particolare, si precisano le modalità di calcolo del contributo addizionale, specificando che la maggiorazione dell’aliquota base va effettuata in modo incrementale.
Le novità riguardano anche i contratti di somministrazione a termine. Il ministero del Lavoro, inoltre, ricorda che è possibile prorogare, senza causale, un contratto a tempo determinato entro i 12 mesi, mentre per il rinnovo è sempre richiesta l’indicazione della causale. Al riguardo è necessario tenere presente che condizione di base per la sussistenza della proroga è che permangano invariate le ragioni che avevano giustificato inizialmente l’assunzione a termine. Si tratta sempre di un rinnovo ogni volta che al contratto sia apposto un nuovo termine modificandone la causale, qualora si stata indicata una nuova causale o se il precedente contratto è scaduto. 
E’ confermata la facoltà, per i contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, di derogare alla durata massima del contratto a termine (24 mesi). 

Per visualizzare la circolare del ministero del Lavoro n. 17 pubblicata in data 31 ottobre 2018 cliccare qui.

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