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Relazioni Industriali & Sindacale


Linee guida Anpal per i Cpi PDF Stampa E-mail

In virtù delle nuove linee guida deliberate dall’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro, i compiti degli operatori dei centri per l’impiego, che ricevono i disoccupati, prevedono una profilazione non solo quantitativa, ma anche qualitativa degli utenti. In particolare, attraverso colloqui mirati, che prevedono una batteria di domande specifiche, l’operatore deve valutare il livello di autonomia e l’utilizzo di un metodo da parte dell’utente nella ricerca dell’impiego, la conoscenza del mercato del lavoro e se ha competenze per elaborare un curriculum e affrontare un colloquio di lavoro. Nel caso in cui, gli esiti dell’indagine configurino “un profilo di particolare fragilità della persona” l’operatore del Cpi dovrà proseguire l’analisi dell’utente, per individuare i fattori che potrebbero ostacolare l’inserimento lavorativo. 

Per visualizzare le linee guida cliccare qui
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Al via il primo versamento a EBM salute PDF Stampa E-mail

L’Inps, con messaggio n. 2183 del 31/05/2018, comunica che è stata sottoscritta la convenzione per la riscossione dei contributi destinati all’E.B.M., con decorrenza dal 01/01/2018, per le prestazioni di assistenza sanitaria integrativa. In particolare, le aziende, dal mese di competenza di giugno 2018, dovranno inserire nel flusso Uniemens il nuovo codice “EBMQ” avente il significato di “Ente Bilaterale Metalmeccanici (E.B.M.) quota prestazioni sanitarie integrative”. 
Inoltre, in corrispondenza dell’elemento andrà evidenziata la sola quota parte del contributo, relativo ad ogni singolo lavoratore, volta a finanziare le prestazioni sanitarie; la restante quota di finanziamento delle altre attività di E.B.M. continua ad essere indicata con il codice “EBMC” attualmente in uso.
Le prestazioni fornite a fronte del versamento, verranno successivamente rese note. 

Per visualizzare il messaggio Inps cliccare qui

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Distacco di lavoratori in Paese UE PDF Stampa E-mail

Il Parlamento Europeo ha approvato la nuova disciplina dei lavoratori distaccati temporaneamente in un altro paese dell’unione europea, sulla base del principio della parità del salario corrisposto da ciascuno dei due stati membri. Il fine è di garantire una migliore protezione dei lavoratori distaccati e una concorrenza leale tra imprese. Le regole approvate dal Parlamento in data 29 maggio stabiliscono che, a tutti i lavoratori distaccati, si applicheranno le norme del paese ospitante in materia di retribuzione, nonché i contratti collettivi.
La durata temporanea del distacco è stata fissata in 12 mesi, con la possibilità di proroga per altri sei mesi: oltre tale termine, l’ulteriore permanenza del lavoratore nel paese ospitante comporterà l’obbligo per il datore di lavoro di applicare l’intera normativa sul lavoro vigente in quello stato. 
Per visualizzare la direttiva UE sul distacco cliccare qui
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Incentivi all’assunzione: chiarimento requisiti PDF Stampa E-mail

Il ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha emanato un interpello in cui chiarisce che, ai sensi del decreto legislativo n. 150/2015, la condizione dell’incremento occupazionale netto della forza lavoro mediamente occupata, in caso di assunzione di lavoratori in somministrazione, debba essere riferita all’agenzia per il lavoro (e non all’impresa utilizzatrice).
Tale condizione, per ottenere i benefici economici legati all’assunzione, si deve verificare unitamente agli altri requisiti stabiliti dalle singole disposizioni previste per la fruibilità degli incentivi di legge.Per visualizzare l’interpello n. 3 del 29 maggio 2018 cliccare qui .

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Il welfare aziendale di A.P.I.: a misura di PMI! PDF Stampa E-mail

Il panorama normativo ed economico ha dato il via a forme di incentivazione e sostegno a favore delle imprese che introducono servizi in welfare per il proprio personale dipendente, come si evince, in primis, dalle agevolazioni introdotte con le leggi di Stabilità 2016 e 2017.In particolare, nel caso di premi di risultato, sottoscritti attraverso accordi con le OO.SS, è stata introdotta la possibilità, su opzione di ciascun lavoratore, di convertire tutto o parte del premio monetario in benefit welfare. In questa ipotesi, le somme riconosciute in servizi welfare possono godere di totale detassazione e decontribuzione.
Oltre a ciò, le imprese possono autonomamente adottare, tramite regolamenti aziendali, dei piani di welfare per i propri lavoratori o per categorie di essi, differenziati e personalizzati, rispetto alle singole esigenze. Questi strumenti rappresentano un’opportunità anche per le MPMI, asse portante del tessuto produttivo italiano.Infatti, da un lato l’imprescindibile esigenza di preservare e sviluppare competitività sul mercato e, dall’altro, di costruire squadre di lavoro composte da persone motivate a ottenere il risultato sono essenziali per la crescita e il benessere dell’impresa. In particolare, il benessere dell’impresa, grazie all’opportunità del welfare, è strettamente legato e in sintonia con le aspettative e le esigenze di lavoratori.Infatti, introdurre delle misure che permettano di migliorare il benessere individuale del dipendente, oltre ai benefici fiscali e contributivi connessi a questi benefits, genera un significativo effetto positivo anche sull’assetto organizzativo dell’impresa. 
E’ dimostrato che queste misure generino maggior motivazione e coinvolgimento nei dipendenti, i quali si sentono così supportati dalla propria azienda anche nelle incombenze che riguardano la loro vita privata e le esigenze di conciliazione vita-lavoro (es. salute, sanità integrativa e sostegno previdenziale…).
In sintonia con questo contesto, anche i CCNL stanno gradualmente inserendo espresse previsioni in tema di welfare; ad esempio, il recente rinnovo dei CCNL del settore metalmeccanico, sia Industria che Piccola e Media Industria, prevede l'erogazione di beni e servizi di welfare aziendale con cadenza annuale per tutto il personale dipendente.Finalmente l’esigenza di contenere il costo del lavoro delle imprese, da una parte, e di consolidare il potere d’acquisto dei lavoratori, dall’altra, possono trovare una forma di conciliazione costruttiva ed efficace.
La diffusione della domanda di welfare, da parte delle aziende, ha incrementato conseguentemente, l’offerta di strumenti, tra cui principalmente le piattaforme, per erogare servizi di welfare, spesso caratterizzata da mere logiche di mercato.
A seguito di un’attenta e approfondita analisi del contesto, delle aspettative delle imprese associate e di benchmarking sulle offerte a mercato, A.P.I. ha individuato una soluzione di welfare aziendale adatta a soddisfare le esigenze delle PMI, stipulando un accordo per l’utilizzo della piattaforma Tre Cuori (Società Benefit No Profit). 
Tramite la piattaforma TreCuori e l’assistenza di A.P.I. è possibile generare più valore nell’impresa anche con ricadute sulla comunità territoriale, attraverso un approccio di sussidiarietà circolare.
Per A.P.I. adottare questa soluzione consente di raggiungere, al contempo, molteplici ed essenziali obiettivi a tutela delle imprese associate, tra cui:

  • Economie di scala di livello nazionale;
  • Funzionalità, semplicità d’uso e economicità dello strumento, considerato che non sono previsti costi fissi di implementazione della piattaforma;
  • Estrema flessibilità nel soddisfare le esigenze degli imprenditori e dei lavoratori (libertà di spesa);
  • Ricaduta positiva sul territorio: ai fornitori inseriti dai dipendenti non vengono chieste commissioni. 


Attraverso la proposta A.P.I. è possibile quindi adempiere anche all’obbligo imposto dai CCNL e i dipendenti avranno la massima libertà di utilizzo del credito welfare presso qualsiasi fornitore di servizi.

Il Servizio Relazioni Industriali di A.P.I. è a disposizione delle imprese per maggiori informazioni sulla soluzione, per rispondere ai dubbi e approfondire i vantaggi del Welfare o per le esigenze previste dal CCNL applicato in azienda.

Scarica la nota informativa cliccando qui 

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