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Relazioni Industriali & Sindacale


Aziende in crisi: ticket NASPI e fondo TFR PDF Stampa E-mail

Il decreto Genova esonera le imprese in fallimento o in amministrazione straordinaria dal pagamento del ticket previsto in caso di licenziamento (NASPI). In particolare, sono interessate le imprese in procedura fallimentare o in amministrazione straordinaria, che fruiranno della Cigs per crisi aziendale negli anni 2019 e 2020. 
Oltre all’esonero dal pagamento del ticket di licenziamento, le aziende con i suddetti requisiti non sono tenute a versare anche le quote di accantonamento del trattamento di fine rapporto relative alla retribuzione persa a seguito della riduzione oraria o sospensione dal lavoro per il periodo di Cigs autorizzato. 

Per visualizzare la circolare del Ministero n. 19 del 2018 cliccare qui.

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Privacy e diritti degli iscritti ai sindacati PDF Stampa E-mail

Il Garante della privacy, nella news-letter del 7 dicembre 2018, n.447, chiarisce che il datore di lavoro non possa comunicare ad una organizzazione sindacale la nuova sigla alla quale ha aderito un suo ex iscritto. In particolare, il datore di lavoro deve limitarsi a comunicare la sola scelta del lavoratore di non aderire più all’originaria sigla di appartenenza. Le informazioni sull’adesione sindacale rientrano, infatti, nella categoria dei dati sensibili, per i quali sono riconosciute particolari forme di tutela. Il datore di lavoro può lecitamente trattarli in base alla legge per adempiere agli obblighi derivanti dal rapporto di lavoro, ad esempio per effettuare il versamento delle quote di iscrizione ad associazioni o organizzazioni sindacali su delega e per conto del dipendente.

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Malattia durante il soggiorno temporaneo all’estero PDF Stampa E-mail

Ad integrazione della nostra news N. 4-11-2018, segnaliamo che l’Inps ha pubblicato una guida informativa sulla certificazione di malattia per i lavoratori aventi diritto che soggiornano temporaneamente in un paese estero.
L’Istituto ha ribadito che la prestazione economica è subordinata all’adeguata certificazione medica contenente tutti i dati ritenuti essenziali ai sensi della normativa italiana (intestazione, dati anagrafici del lavoratore, prognosi, diagnosi di incapacità al lavoro, indirizzo di reperibilità, data di redazione, timbro e firma del medico) e deve essere rilasciata nel rispetto della legislazione del paese in cui si trova il lavoratore. Anche se all’estero, il lavoratore è tenuto a rispettare le fasce orarie di reperibilità per le visite mediche di controllo, necessarie per verificare il suo effettivo stato di incapacità lavorativa.

Per visualizzare la guida INPS cliccare qui.

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Incentivi alle assunzioni in settori con disparità uomo-donna PDF Stampa E-mail

Sono stati individuati, per l’anno 2019, i settori e le professioni caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% il valore medio annuo e che, pertanto, potranno fruire degli incentivi all’assunzione previsti dall’art. 4, commi 8-11, della Legge 92/2012; nelle tabelle A e B del D.I. del 09 novembre 2018 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sono elencati i potenziali settori beneficiari. 
L’incentivo consiste in una riduzione del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro per la durata di 12 o 18 mesi, a seconda della tipologia contrattuale, legata alle assunzioni dei soggetti socialmente deboli, rientranti nella categoria di soggetti svantaggiati, ossia a favore di lavoratori over 50 e delle donne con particolari caratteristiche. 
Per visualizzare il testo del decreto interministeriale cliccare qui

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Licenziamenti: cosa cambia in concreto per le imprese? PDF Stampa E-mail

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima l'indennità spettante al lavoratore, assunto dopo il Jobs act (7/03/2015) e ingiustificatamente licenziato, perché calcolata solo in base all'anzianità di servizio (Sentenza n. 190/2018).
Nello specifico, la Corte ha ritenuto che il Giudice, nel rispetto dei limiti di minimo e massimo (da 6 a 36 mensilità), dovrà quantificare l’indennità spettante al lavoratore illegittimamente licenziato tenendo conto non solo dell’anzianità di servizio, ma altresì di altri criteri quali il numero dei dipendenti occupati, la dimensione dell’attività economica, il comportamento e le condizioni delle parti.
D'ora in poi, vista la discrezionalità (ri)attribuita al Giudice, non sarà più possibile quantificare a priori il risarcimento e, quindi, aumentano, per l’azienda, le possibilità di subire un contenzioso, nella speranza (da parte del lavoratore) di ottenere somme più alte rispetto a quelle quantificabili con il mero criterio temporale. 

Le motivazioni della Corte Costituzionale
La Corte ha ritenuto violato il principio di uguaglianza poiché il mero dato temporale uniforma non correttamente tutti i lavoratori, proprio nella determinazione risultano, infatti, importanti anche gli altri fattori sopra enunciati.
Non risulta, invece, violato il principio di uguaglianza rispetto al trattamento differenziato tra lavoratori assunti prima e dopo il Jobs act, in quanto il fluire del tempo può costituire un valido elemento di diversificazione delle situazioni giuridiche.
Anche per i dirigenti resta tutelato il concetto di uguaglianza, poiché questa categoria è sempre stata differenziata rispetto a quella degli altri lavoratori. 

Il Servizio Relazioni Industriali, in collaborazione con l’avv. Paolo Santoro, ha proposto l’articolo per aggiornare e informare le imprese sulle novità in tema di lavoro.
Per leggere il precedente articolo a firma dell’avv. Paolo Santoro “Tutte le novità del Decreto Dignità” pubblicato su A.P.I. News 2018-10-N2, cliccare qui 

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