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Relazioni Industriali & Sindacale


Stop obbligo quota TFR in busta paga PDF Stampa E-mail

La legge di stabilità 2015 (L. 190/2014) prevedeva che i lavoratori dipendenti del settore privato, in relazione ai periodi di paga dal 1 marzo 2015 al 30 giugno 2018, avrebbero potuto richiedere ai rispettivi datori di lavoro, in via sperimentale, di percepire in busta paga la quota maturanda del TFR come Qu.I.R..
Con il messaggio n. 2791/2018, l’Inps informa che, a decorrere dal mese corrente, luglio 2018, i datori di lavoro non saranno più tenuti a erogare in busta paga la quota maturanda del TFR per i dipendenti che ne abbiano fatto richiesta.
Decadono, pertanto, gli obblighi informativi e contributivi della circolare Inps n.82/2015, fatte salve specifiche indicazioni, contenute nel messaggio, relative alle aziende che abbiano avuto accesso al finanziamento della quota integrativa della retribuzione (Qu.I.R.).

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Novità sul lavoro: Pubblicato in G.U. il “Decreto Dignità” PDF Stampa E-mail

Lo scorso 13 luglio, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 161 il decreto legge n. 87 del 10 luglio 2018, c.d. “Decreto Dignità”, contenente le disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese che, pertanto, entra in vigore dal 14 luglio 2018.Si ricorda che tale provvedimento ha una validità di 60 giorni, decorsi i quali decadrà automaticamente - con efficacia ex tunc − se nel frattempo non verrà convertito in legge dal Parlamento.  
Le nuove disposizioni normative produrranno i loro effetti nei confronti: dei nuovi contratti a termine; dei rinnovi e delle proroghe dei contratti di lavoro a tempo determinato in corso alla data di entrata in vigore del decreto legge.

Per visualizzare il testo del decreto legge n. 87/2018 cliccare qui

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INL: sanzione pagamento retribuzioni in contanti PDF Stampa E-mail

Con nota prot. 5828/2018, l’ispettorato nazionale del lavoro (INL) fornisce, ai propri ispettori, precisazioni aggiuntive rispetto al calcolo della sanzione amministrativa in caso di violazione al divieto di pagamento delle retribuzioni in contanti, in vigore dal 01/07 u.s..In particolare, viene evidenziato come la formulazione del precetto intenda rivolgere il regime sanzionatorio alla totalità dei lavoratori in forza presso il singolo datore di lavoro e, pertanto, la determinazione della sanzione non deve tener conto del numero dei lavoratori coinvolti quanto piuttosto, in presenza di pagamenti mensili, del numero dei mesi per i quali si è protratto l’illecito.
Si ricorda che la violazione di tale precetto prevede una sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da 1.000 euro a 5.000 euro.Viene precisato che rientra tra gli strumenti di pagamento elettronico la carta di credito prepagata intestata al lavoratore, anche qualora la stessa non sia collegata ad un IBAN. 
Infatti, in tale ultimo caso, per consentire l’effettiva tracciabilità dell’operazione, il datore di lavoro dovrà conservare le ricevute di versamento, anche ai fini della loro esibizione in caso di controlli. 

Per visualizzare la nota dell’INL cliccare qui

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Decreto dignità: le novità sul lavoro PDF Stampa E-mail

Il mercato del lavoro: quali sono i cambiamenti normativi all'orizzonte? Uno dei primi provvedimenti del nuovo Governo è il “Decreto dignità”, decreto legge contenete degli interventi di riforma riguardanti anche la materia giuslavoristica, ancora al vaglio di approvazione definitiva.
Si ricorda, infatti, che il decreto legge, è un provvedimento a carattere provvisorio, che viene deliberato dal Governo (ed emanato dal Presidente della Repubblica) in casi straordinari di necessità ed urgenza. 
Tale provvedimento entra in vigore, appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (senza attendere i 15 giorni di vacatio) e ha una validità di 60 giorni, decorsi i quali decade automaticamente - con efficacia ex tunc − se nel frattempo non è convertito in legge dal Parlamento. 

In caso di definitiva approvazione del testo, le misure previste sono le seguenti: 

  • Contratto a termine 

Riduzione a 4 proroghe, con limite massimo di durata del contratto pari a 24 mesi complessivi. Le causali del contratto scattano dal primo rinnovo, o, anche per primi contratti di durata superiore ai 12 mesi. Infatti, con l’indicazione delle causali, già dal primo contratto sarà possibile apporre un termine superiore ai 12 mesi, per esigenze temporanee e oggettive, nonché sostitutive e incrementi non programmabili dell’attività ordinaria. Inoltre, per ogni rinnovo, sarà previsto un costo contributivo crescente pari allo 0,5% in più rispetto all’1,4% attualmente a carico del datore di lavoro per il finanziamento della Naspi. Infine, il termine per impugnare un contratto a termine passa dagli attuali 120 giorni a 180 giorni.

  • Contratti in somministrazione

Per i contratti in somministrazione a termine, è previsto per ogni rinnovo, il suddetto incremento del costo contributivo, oltreché l’applicazione di tutte le nuove previsioni. Inoltre, tali contratti, verranno conteggiati ai fini del raggiungimento del limite del 20% che si applica alle assunzioni con contratti a tempo determinato.

  • Licenziamenti per contratti a tutele crescenti

Le indennità previste in caso di riconoscimento dell’illegittimità del licenziamento verranno innalzate. Infatti, si passerà dalle 24 attuali alle 36 previste dal decreto. Non viene invece modificata la normativa sull’offerta conciliativa, contenuta sempre nel Dlgs 23 del 2015.


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INPS: Dichiarazione Preventiva di Agevolazione PDF Stampa E-mail

Nell’intento di favorire il processo di semplificazione voluto dal legislatore in materia di Durc On Line, l’Inps, con messaggio n. 246/2018, comunica che a partire dal giorno 09 luglio 2018, sul sito internet dell’Istituto, verrà messo a disposizione dei datori di lavoro il modulo telematico denominato “DPA – Dichiarazione preventiva di agevolazione” per la fruizione dei benefici normativi e contributivi. 
Attraverso tale sistema, è possibile anticipare l’attivazione della verifica di regolarità contributiva ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e legislazione sociale, ed acquisire l’esito del Durc a partire dal mese in cui l’agevolazione o il beneficio vengono fruiti.

Per visualizzare il messaggio Inps cliccare qui

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