Home Appalti - Appalti
Appalti


Appalti - On line la mappa georeferenziata della spesa della P.A. PDF Stampa E-mail

Sul portale Acquisti in Rete - all’interno della sezione Programma > Numeri – è disponibile GeoData, un sistema di georeferenziazione per consultare, attraverso mappe interattive, i principali dati sugli acquisti effettuati con gli strumenti del Programma per la razionalizzazione degli acquisti: convenzioni, accordi quadro, mercato elettronico e sistema dinamico di acquisizione. Attraverso le mappe interattive, è possibile ottenere informazioni sull’andamento degli acquisti della P.A. con dettaglio a livello geografico, per strumento d’acquisto e per settore merceologico.
Per saperne di più, cliccare qui.

Per informazioni: Servizio Appalti, tel. 02/671401 – mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
Pubblicata la legge sulla riduzione dei termini di pagamento nei lavori pubblici PDF Stampa E-mail

È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 109 dello scorso 11 maggio la legge n. 37 del 3 maggio 2019 (entrata in vigore del provvedimento 26 maggio) recante "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2018". In particolare, l’articolo 5 della Legge europea, che sostituisce l’articolo 113-bis del Codice dei contratti pubblici, stabilisce, tra le altre cose, che i pagamenti relativi agli acconti del corrispettivo di appalto siano effettuati nel termine di trenta giorni decorrenti dall’adozione di ogni stato di avanzamento dei lavori, salvo che sia espressamente concordato nel contratto un diverso termine, comunque non superiore a 60 giorni e purché ciò sia oggettivamente giustificato dalla natura particolare del contratto o da talune sue caratteristiche.
La norma stabilisce inoltre che i certificati di pagamento relativi agli acconti del corrispettivo di appalto saranno emessi entro un termine massimo di 7 giorni dall'adozione di ogni stato di avanzamento dei lavori.
Per accedere alla Legge n. 37/19, cliccare qui.  

Per informazioni: Servizio Appalti, tel. 02/671401 – mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
Decreto legge Sblocca cantieri (32/19) e Codice Appalti PDF Stampa E-mail

A.P.I. presenta un approfondimento dell’avvocato Anna Ranzani, esperta in diritto amministrativo, su alcune delle novità apportate al Codice dei contratti pubblici dal decreto Sblocca cantieri, con un focus dedicato alle gare sotto soglia. 
Per prendere visione della circolare informativa e da questa accedere all’approfondimento, cliccare qui. 

Per informazioni: Servizio Appalti, tel. 02/671401 – mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
Costi della manodopera, la pronuncia della CGUE PDF Stampa E-mail

Si tratta di una delle questioni più discusse del Codice Appalti e riguarda l’indicazione separata, in sede di offerta economica, dei costi della manodopera. Al riguardo, si segnala la sentenza dello scorso 2 maggio della Corte di Giustizia Europea (nella causa C-309/18) su una domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal TAR Lazio con ordinanza del 20.3.18. Ebbene, per la Corte di Giustizia UE, secondo quanto si legge nel provvedimento, “I principi della certezza del diritto, della parità di trattamento e di trasparenza, quali contemplati nella direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE, devono essere interpretati nel senso che essi non ostano a una normativa nazionale, come quella oggetto del procedimento principale, secondo la quale la mancata indicazione separata dei costi della manodopera, in un’offerta economica presentata nell’ambito di una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico, comporta l’esclusione della medesima offerta senza possibilità di soccorso istruttorio, anche nell’ipotesi in cui l’obbligo di indicare i suddetti costi separatamente non fosse specificato nella documentazione della gara d’appalto, sempreché tale condizione e tale possibilità di esclusione siano chiaramente previste dalla normativa nazionale relativa alle procedure di appalti pubblici espressamente richiamata in detta documentazione”; ma con una postilla, ovverosia “se le disposizioni della gara d’appalto non consentono agli offerenti di indicare i costi in questione nelle loro offerte economiche, i principi di trasparenza e di proporzionalità devono essere interpretati nel senso che essi non ostano alla possibilità di consentire agli offerenti di sanare la loro situazione e di ottemperare agli obblighi previsti dalla normativa nazionale in materia entro un termine stabilito dall’amministrazione aggiudicatrice”.
In altre parole, se la documentazione di gara genera confusione in capo agli offerenti, l’amministrazione aggiudicatrice può concedere di sanare la situazione.
Per leggere la sentenza della Corte di Giustizia UE, cliccare qui
La sentenza è rilevante, poiché la questione su cui si è pronunciata la CGUE è la medesima di recente sollevata dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (con le ordinanze gemelle n. 1, 2 e 3 del 2019). 

Per informazioni: Servizio Appalti, tel. 02.671401- mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
Sull’omessa indicazione dei costi di manodopera PDF Stampa E-mail

Si segnala una recente sentenza (n. 829 dello scorso 22 marzo) del TAR Sicilia Palermo, in tema di mancata indicazione dei costi della manodopera nell’offerta economica e di soccorso istruttorio. Nel caso di specie, all’esito della procedura pubblica, la seconda classificata ricorreva al TAR Sicilia per chiedere l’annullamento degli atti di gara e in particolare dell’aggiudicazione nei confronti della prima classificata, in quanto quest’ultima aveva omesso di indicare nella propria offerta economica un requisito fondamentale come i costi della manodopera. Sul punto il TAR Sicilia ha osservato che, ai sensi dell’art. 95 comma 10 del codice appalti, i costi della manodopera e della sicurezza dei lavoratori sono qualificabili come elementi costitutivi dell’offerta economica, la cui mancanza, oltre a comportare l’esclusione dalla gara, non può essere colmata dal soccorso istruttorio.
Per leggere la sentenza 829/19 del TAR Sicilia, cliccare qui.
Si ricorda, peraltro, che si attende ancora la pronuncia della Corte di Giustizia Europea, a cui l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (con le ordinanze gemelle n. 1, 2 e 3 del 2019) ha posto la questione se il diritto dell’Unione europea (e segnatamente i principi di legittimo affidamento, di certezza del diritto, di libera circolazione, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi) ostino a una disciplina nazionale (quale quella di cui agli artt. 83, comma 9, 95, comma 10 e 97, comma 5 del ‘Codice dei contratti pubblici’ italiano) in base alla quale la mancata indicazione da parte di un concorrente a una pubblica gara di appalto dei costi della manodopera e degli oneri per la sicurezza dei lavoratori comporta comunque l’esclusione dalla gara senza che il concorrente stesso possa essere ammesso in un secondo momento al beneficio del ‘soccorso istruttorio’, pur nell’ipotesi in cui la sussistenza di tale obbligo dichiarativo derivi da disposizioni sufficientemente chiare e conoscibili e indipendentemente dal fatto che il bando di gara non richiami in modo espresso il richiamato obbligo legale di puntuale indicazione.

Per informazioni: Servizio Appalti, tel. 02671401 – mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
«InizioPrec.12345678910Succ.Fine»

Pagina 1 di 15