Iperammortamento: pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DL 38/2026

Il Decreto Fiscale 38/2026 del 27 Marzo conferma l’apertura dell’Iperammortamento ai beni acquistati anche da fornitori extraeuropei. Con decorrenza dal 1/1/2026, cade infatti il requisito di produzione all’interno dell’Unione Europea, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 e ora abrogato.

L’eliminazione del vincolo vale anche per gli investimenti effettuati dopo il 1/1/2026 ma prima dell’entrata in vigore del nuovo Decreto, purché i beni siano destinati a strutture produttive situate in Italia. Rimane invece invariata la disciplina sugli impianti fotovoltaici dedicati all’autoproduzione, che continuano a richiedere moduli e celle conformi ai requisiti tecnici previsto dal Decreto 181/2023, con specifiche prestazionali e provenienza europea per le tecnologie più avanzate.

La finestra temporale per rientrare nell’agevolazione resta dal 1/1/2026 al 30/9/2028 e, come in passato, la data di riferimento è quella di consegna o spedizione, oppure di ultimazione della prestazione nei casi in appalto. Particolare attenzione va posta sui contratti che prevedono il passaggio di proprietà solo dopo il collaudo, perché in tali situazioni è quest’ultimo momento a determinare la rilevanza fiscale.

Per i beni acquistati nel primo semestre 2026, occorre inoltre evitare sovrapposizioni con il credito d’imposta 4.0 previsto dalla Legge 207/2024, poiché la normativa esclude dall’Iperammortamento gli investimenti che hanno già beneficiato di tale disposizione.

L’intervento del Governo sull’Iperammortamento si inserisce in un intervento fiscale più ampio. Tra le misure collegate agli investimenti in tecnologie produttive, il Decreto introduce anche una novità per le imprese rimaste escluse dal beneficio pieno della Transizione 5.0. È previsto un credito d’imposta “ridotto”, pari al 35% dell’importo originariamente richiesto e riconosciuto dal GSE, destinato a chi aveva già avviato il percorso e ottenuto la validazione tecnica degli interventi.

Lo stanziamento complessivo per il 2026 è di 537 milioni, con utilizzo ammesso solo in compensazione entro il 31/12/2026. Il GSE deve comunicare alle imprese l’importo fruibile entro il 30/4/2026.

Si tratta di una misura che, pur non essendo direttamente collegata all’Iperammortamento, contribuisce a completare il quadro degli interventi dedicati agli investimenti innovativi. Da un lato c’è l’eliminazione dei vincoli geografici per l’acquisto dei beni 4.0, dall’altro una forma di compensazione per le imprese rimaste escluse dal bonus 5.0. Insieme, questi interventi rappresentano un tentativo di rivedere il sistema degli incentivi, correggendo alcune rigidità accumulate negli ultimi anni. Nel complesso, il provvedimento amplia concretamente il margine di manovra delle imprese negli investimenti produttivi, permettendo loro di rivolgersi senza limitazioni ai mercati internazionali e rimuovendo un vincolo che rischiava di frenare l’adozione di tecnologie avanzate.

Per informazioni: Servizio Fiscale Gestionale Societario A.P.I., tel. 02/671401 – mail: fiscale@apmi.it

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