Dal 1864, il mondo dello spettacolo passa da qui: registi, scenografi e costumisti tra i più importanti a livello internazionale hanno scelto E. Rancati per il noleggio e l’acquisto di attrezzeria scenica destinata a cinema, teatro e televisione.
Un percorso che oggi si inserisce nel racconto delle eccellenze imprenditoriali italiane: in occasione degli 80 anni di A.P.I., Raccontare l’industria, A.P.I. News ha raccolto voci autorevoli per interpretare l’evoluzione del fare impresa.
Tra queste, appunto, quella di Romolo e Cristina Sormani, quarta generazione, oggi alla guida di E. Rancati, storica realtà associata con sede a Cornaredo, alle porte di Milano.
I Sormani sono, custodi di una tradizione che continua a rinnovarsi, mantenendo saldo il legame tra eccellenza artigianale, industria creativa e visione internazionale.
Recentemente è entrato in azienda anche Lorenzo Sormani, figlio di Romolo, la quinta generazione.
Agli impreditori, insieme nella foto di apertura, A.P.I. News ha chiesto di condividere la loro visione sul percorso delle PMI, tra continuità, innovazione e nuove sfide.
In base alla vostra esperienza, come spiegherebbe a un giovane cosa significa oggi “fare l’imprenditore”? Quale aspetto considera davvero fondamentale per iniziare?
«La nostra è un’azienda di famiglia dalle origini molto antiche: questo fa la differenza. Nel nostro caso, io e mia sorella Cristina, siamo imprenditori di quarta generazione, mio figlio Lorenzo la quinta. Ancora oggi, sentiamo in modo molto forte, la responsabilità e il valore di chi ci ha preceduto, con grande competenza.
A un giovane che desidera fare impresa oggi direi che servono, prima di tutto, coraggio e lucidità. Viviamo in un periodo di grande incertezza: per questo è fondamentale avere ben chiara la peculiarità dell’azienda che si intende avviare, collocandola in un ambito preciso, così da renderla il più possibile unica.
L’elemento essenziale per iniziare è una profonda passione per il proprio lavoro e la capacità di credere davvero nel progetto. Occorre saper “osare in modo responsabile”».
Qual è l’elemento che rende unica la vostra azienda — un’idea, un prodotto, unmetodo, una storia — e che ritenete rappresenti un carattere distintivo della vostra PMI?
«Ciò che rende unica la nostra azienda è, innanzitutto, la sua lunga storia: radici solide nel centro di Milano fin dal 1864. Un percorso costruito nel tempo, fatto di passione, profonda conoscenza del mestiere e continuità, che ha definito un’identità forte e riconoscibile.
Ma non è solo la tradizione a distinguerci: è la capacità di rinnovarla e renderla attuale. Un’eccellenza artigianale costante, una cura meticolosa dei dettagli e la realizzazione di prodotti unici, autentica espressione di qualità e competenza.
A questo si affianca un’offerta ampia e articolata, capace di rispondere alle esigenze di mercati diversi e di una clientela nazionale e internazionale sempre più attenta, qualificata, esigente – e con sempre meno tempo.
È proprio questo equilibrio tra storia, innovazione e versatilità produttiva a permetterci di mantenere una posizione di leadership nel panorama internazionale, continuando a evolverci senza mai perdere le nostre radici».
Le PMI vivono di persone e territorio. Per la vostra azienda, perché questi due aspetti sono così centrali e come influenzano le vostre scelte quotidiane?
«Nelle PMI, la professionalità di ogni singolo collaboratore, unita allo spirito di squadra, rappresenta la principale risorsa dell’azienda.
Ciò significa essere professionisti dotati di competenze specifiche e avere l’opportunità di metterle in pratica per generare valore per l’impresa, traendone al contempo una profonda soddisfazione personale.
La nostra azienda si articola su due sedi, Milano e Roma. Milano è indiscutibilmente strategica, perché si trova nel cuore dell’imprenditorialità italiana: una posizione che ci consente di collaborare con i migliori fornitori nazionali e di rivolgerci ad una clientela altamente qualificata.
Roma riveste, invece, un ruolo altrettanto centrale per la clientela del settore audiovisivo. La Capitale resta infatti un punto di riferimento per l’industria cinematografica internazionale, attirando clienti e produzioni da tutto il mondo».
A.P.I. copie 80 anni. Guardiano al futuro della narrazione industriale e delle PMI manifatturiere. Se doveste riscrivere oggi il racconto delle PMI italiane per le nuove generazioni, quale tema non potrebbe più mancare o quale parola dovrebbe essere usata per descriverle?
«Se oggi dovessimo riscrivere il racconto delle PMI italiane,la parola imprescindibile sarebbe “tradizione”. Non come qualcosa di superato, ma come patrimonio vivo di competenze, valori e conoscenze, che ha permesso a molte imprese italiane di distinguersi nel tempo.
La tradizione è il punto di partenza di un modello imprenditoriale fondato sulla qualità, sull’attenzione al dettaglio e sul rapporto diretto con il prodotto e con il cliente.
È questa base solida che ha consentito a numerose PMI di affrontare i cambiamenti del mercato, innovare processi e linguaggi, adattarsi a contesti sempre più complessi.
In questa prospettiva, la tradizione non è un freno all’evoluzione, ma il motore della crescita: ciò che ha permesso di arrivare fino a oggi e di proiettarsi verso il futuro con identità, consapevolezza e continuità».
Secondo voi, cosa può rendere oggi una PMI interessante e attrattiva per i giovaniche devono ereditarla o entrarci a lavorare?
«Oggi una PMI è davvero attrattiva per i giovani quando offre uno spazio concreto per esprimere idee e iniziative. Le nuove generazioni cercano ambienti dinamici, in cui poter contribuire attivamente e sentirsi valorizzati, andando oltre la continuità formale e ordinaria.
Per questo è fondamentale dare loro la possibilità di incidere sulle scelte operative, strategiche e di sviluppo. Il coinvolgimento diretto rafforza motivazione, senso di responsabilità e crescita professionale, rendendo l’azienda più innovativa e competitiva.
In sintesi, una PMI diventa attrattiva quando propone ai giovani un progetto da costruire, non solo un’azienda da ereditare o mantenere».








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