C’è un filo che unisce la storia delle imprese italiane alla loro capacità di guardare al futuro: la volontà di innovare senza perdere il legame con i valori che ne hanno guidato la crescita. Un percorso che oggi trova spazio nel racconto delle eccellenze imprenditoriali italiane attraverso “Raccontare l’industria”, la rubrica promossa da A.P.I. News nell’ambito delle celebrazioni per gli 80 anni di A.P.I.
Uno spazio di confronto e riflessione che mette in dialogo imprenditori, istituzioni, università e opinion leader per approfondire le trasformazioni che stanno ridefinendo il mondo dell’impresa e il ruolo delle PMI nello sviluppo economico e sociale del Paese.
Tra le voci raccolte in questo percorso figura quella di Roberto Fossati, co founder di A.M. Instruments Srl, azienda che dal 1990 opera con successo nel settore delle Life Sciences, affermandosi come punto di riferimento nella strumentazione scientifica e nelle soluzioni per il controllo della contaminazione. Una realtà che ha costruito la propria crescita sull’innovazione continua, sulla qualità e sulla capacità di interpretare l’evoluzione di un mercato sempre più esigente e competitivo.
Nel corso dell’intervista abbiamo approfondito alcuni temi cruciali per il presente e il futuro delle PMI italiane: la capacità di affrontare il cambiamento, il ruolo strategico dell’innovazione, il valore delle persone e l’importanza di una crescita sostenibile.
In base alla sua esperienza, come spiegherebbe a un giovane cosa significa oggi “fare l’imprenditore”? Quale aspetto considera davvero fondamentale per iniziare?
«Fare l’imprenditore oggi significa trasformare un’idea in un progetto concreto che crei valore per stakeholder e territorio. Non si tratta solo di gestire un’azienda, ma di prendere decisioni ogni giorno in un contesto in continua evoluzione.
Fare impresa richiede passione, determinazione, capacità di apprendere e il coraggio di affrontare l’incertezza. Per iniziare è fondamentale saper individuare un bisogno reale e rispondervi con costanza, visione e creatività. Le idee sono importanti, ma ciò che fa la differenza è la capacità di realizzarle con disciplina, creatività, visione costruendo nel tempo competenze, credibilità e relazioni di fiducia.
Un imprenditore deve inoltre saper valorizzare le persone, perché il successo di un’azienda dipende dalla qualità del team che la sostiene.
L’imprenditore non è chi evita i problemi, ma chi sa trasformarli ogni giorno in opportunità di crescita; una azienda che non fa proprio il concetto di “evoluzione continua” ha minori possibilità di successo».
A.P.I. compie 80 anni. Guardiamo al futuro della narrazione industriale e delle PMI manifatturiere. Se dovesse riscrivere oggi il racconto delle PMI italiane per le nuove generazioni, quale tema non potrebbe più mancare o quale parola dovrebbe essere usata per descriverle?
«Credo che un tema che oggi non possa più mancare nel racconto delle PMI italiane sia la sostenibilità. Non può più essere considerata un costo, ma un investimento strategico per il futuro delle imprese e delle nuove generazioni. In AM, pur non essendo soggetti a obblighi normativi, pubblichiamo ogni anno un Report Integrato che affianca al bilancio d’esercizio il bilancio di sostenibilità. Per noi crescita economica e responsabilità ESG sono due facce della stessa medaglia.
Se dovessi scegliere una parola per descrivere le PMI del futuro, direi innovazione. Un’innovazione che non sia fine a sé stessa, ma orientata alla soluzione di problemi concreti. In AM innovare significa semplificare ciò che è complesso, sviluppando soluzioni non convenzionali e talvolta gettare il cuore ed il cervello oltre l’ostacolo. L’Intelligenza Artificiale sarà uno dei principali fattori abilitanti di questa trasformazione, ma il vero vantaggio competitivo continuerà a risiedere nella capacità delle persone di interpretare i dati, prendere decisioni e immaginare soluzioni nuove. Innovare vuol dire unire tecnologia, competenze e visione per creare valore duraturo per clienti, persone e territorio».
Qual è l’elemento che rende unica la Sua azienda — un’idea, un prodotto, un metodo, una storia — e che ritieni rappresenti un carattere distintivo della sua PMI?
«La capacità di pensare fuori dagli schemi consolidati e la visione sono due elementi distintivi di AM e delle persone che la compongono. Non ci limitiamo a seguire le prassi del settore: mettiamo in discussione ciò che viene dato per scontato, perché crediamo che l’innovazione nasca dalla capacità di osservare i problemi da prospettive diverse. È questo approccio che ci ha permesso di sviluppare soluzioni originali per il mondo Life Science, anticipando le esigenze del mercato e trasformando la complessità in opportunità. È un approccio che guida ogni nostra scelta: dallo sviluppo di prodotti proprietari alla ricerca di aziende e tecnologie innovative da rappresentare in Italia e in Europa, selezionando partner che condividano la nostra visione e siano in grado di offrire un reale valore aggiunto ai clienti».
Secondo Lei, cosa può rendere oggi una PMI interessante e attrattiva per i giovani che devono ereditarla o entrarci a lavorare?
«Credo che oggi i giovani non scelgano solo un’azienda: scelgano un progetto in cui riconoscersi. Una PMI è attrattiva quando ha una visione chiara, investe nell’innovazione e dà fiducia alle persone, valorizzando il merito e le idee, indipendentemente dall’età o dall’esperienza. Le nuove generazioni vogliono imparare, sperimentare e contribuire. Il compito degli imprenditori è creare un ambiente in cui questo sia possibile, accompagnando la crescita delle persone e accettando anche che possano proporre modi nuovi di fare le cose. È proprio da questo dialogo tra esperienza e nuove competenze che nasce il vantaggio competitivo di una azienda come AM».
Qual è il valore umano che sente di trasmettere attraverso il suo lavoro?
«Il valore che io e la mia socia cerchiamo di trasmettere è la responsabilità di lasciare qualcosa di migliore di come lo si è trovato. Vale per i prodotti che sviluppiamo, per i rapporti con clienti e partner, ma soprattutto per le persone. Se, grazie al lavoro in AM, qualcuno acquisisce nuove competenze, maggiore fiducia nelle proprie capacità e la voglia di continuare a innovare, allora crediamo di aver raggiunto il risultato più importante. Le tecnologie evolvono, ma sono le persone a fare davvero la differenza».
Qual è l’emozione che vorrebbe far provare a chi scopre il suo lavoro?
«Direi due: entusiasmo e passione. Sono il filo conduttore della nostra storia. Lo stesso entusiasmo con cui, insieme alla mia socia Cinzia Pagani, abbiamo iniziato questa avventura imprenditoriale 36 anni fa è ancora oggi il motore delle nostre scelte.
Credo che senza passione il lavoro diventi un insieme di procedure, numeri e calcoli. Le competenze sono indispensabili, ma i risultati più ambiziosi si raggiungono quando sono guidati da valori autentici e da un obiettivo condiviso.
Vorrei che chi scopre AM percepisse proprio questo: dietro ogni prodotto, ogni progetto e ogni innovazione ci sono persone che mettono intelligenza, competenza e cuore in ciò che fanno. Perché l’entusiasmo e la passione sono contagiosi: generano fiducia, coinvolgono le persone e trasformano le idee in risultati concreti. Ed è questa, credo, la vera forza di un’impresa».
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