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Gare pubbliche: offerta sottoscritta da amministratore cessato PDF Stampa E-mail

Il Servizio Appalti di A.P.I. presenta un approfondimento dell’Avv. Giancarlo Turri, a commento della recente pronuncia del TAR Brescia, I, 30.10.2020 n. 749, sull’ipotesi di esclusione da una gara pubblica del concorrente che abbia presentato l’offerta sottoscritta da un amministratore cessato.

Con la sentenza che si segnala il TAR Brescia ha ritenuto legittima l’esclusione dalla gara del concorrente che abbia presentato l’offerta sottoscritta da un amministratore cessato. In tale ipotesi, infatti, la spendita di falsi poteri rappresentativi da parte dell’amministratore cessato fa sì che l’offerta presenti oggettivamente profili di non veridicità e, pertanto, rende giustificabile l’applicazione dell’art. 80, comma 5, lett. f-bis D. lgs. 50/2016 (esclusione dalla gara per presentazione di documentazione o dichiarazioni non veritiere). 
Come noto, l’ipotesi della <<cessazione degli amministratori>> è regolata dall’art. 2385 cc secondo cui gli amministratori di una società di capitali conservano la rappresentanza legale della stessa fino alla nomina e all’accettazione formalizzata dell’incarico da parte dei nuovi amministratori. Al fine di comprendere se l’amministratore cessato possa sottoscrivere efficacemente l’offerta, pertanto, è indispensabile porre attenzione al momento in cui si sia perfezionata la nomina del nuovo amministratore, ovvero il momento dell’accettazione formale dell’incarico. Ai fini che qui interessano, viceversa, la circostanza che l’avvicendamento societario non sia ancora stato iscritto nel Registro delle Imprese non ha alcun rilievo.
È bene ricordare, poi, come l’offerta sottoscritta da amministratore cessato non sia passibile di ratifica. Il vizio della domanda, infatti, non risulta sanabile neanche tramite successiva ratifica da parte dei nuovi amministratori, che attribuisca ex post legittimazione alla sottoscrizione operata dall’amministratore uscente. Sul punto la giurisprudenza amministrativa è costante. La valenza sanante della ratifica, infatti, mal si concilierebbe con le regole di diritto pubblico sui contratti della PA e, in particolare, coi principi della par condicio tra i concorrenti. La possibilità di integrazioni della documentazione, inoltre, confliggerebbe anche con il principio di affidamento della stazione appaltante, che deve essere in grado di accertare la serietà e la validità delle offerte sin dal momento della loro presentazione: in caso di integrazione documentale posteriore alla presentazione, ciò non sarebbe possibile. 

Articolo a cura dell’Avv. Giancarlo Turri.

Per informazioni: Servizio Appalti, tel. 02/671401 – mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.