Il Disegno di Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023, in fase di esame parlamentare (presentato il 9 agosto 2024), introduce una serie di modifiche rilevanti per le start-up innovative e gli incubatori certificati. Queste novità, mirate a rafforzare l’ecosistema imprenditoriale italiano, offrono un quadro normativo più rigoroso e un sistema di incentivi per attrarre capitali nazionali e internazionali.
L’articolo 24 del Disegno di Legge modifica l’art. 25 del D.L. n. 179/2012, ampliando i requisiti per essere considerate start-up innovative:
- Tipologia d’impresa: Solo micro, piccole o medie imprese possono accedere a questo status.
- Capitale minimo e dipendenti: Entro due anni dall’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese, è richiesto un capitale sociale di almeno 20.000 euro e l’impiego di almeno un dipendente.
- Privative industriali: Brevetti, marchi, modelli e altre privative devono essere non solo collegati all’oggetto sociale, ma anche effettivamente utilizzati dall’azienda.
Le start-up già registrate nel Registro delle Imprese hanno un periodo di transizione di due anni dall’entrata in vigore della legge per adeguarsi ai nuovi requisiti (art. 25). In mancanza di conformità, perderanno lo status di start-up innovativa e i relativi benefici.
L’articolo 26 ridefinisce i criteri per ottenere la qualifica di incubatore certificato:
- Estensione delle attività: Include il supporto e l’accelerazione per start-up innovative tra le attività qualificanti.
- Esclusione dalle agevolazioni: Tuttavia, queste attività non rientrano nelle agevolazioni previste dal D.L. n. 179/2012 e dal Disegno di Legge attuale.
Il Disegno di Legge introduce strumenti di incentivo per sostenere lo sviluppo delle start-up innovative e attrarre investimenti:
Credito d’imposta per incubatori certificati (Art. 27):
- L’8% dell’investimento diretto (fino a 500.000 euro all’anno).
- Vincolo di mantenimento dell’investimento per almeno 3 anni.
- Budget complessivo annuo: 1,8 milioni di euro (a partire dal 2025).
Incentivi per investimenti istituzionali (Art. 28):
- Riduzione della quota di attivo patrimoniale destinabile agli investimenti qualificati dal 10% all’8%.
- Un ulteriore 2% riservato a investimenti in venture capital.
Facilitazioni per investitori stranieri (Art. 29):
- Modifiche al Testo Unico sull’Immigrazione per favorire l’ingresso e il soggiorno di investitori stranieri che partecipano al capitale di fondi di venture capital.
Queste disposizioni mirano a:
- Rafforzare il ruolo delle start-up innovative come motore di crescita economica e tecnologica.
- Semplificare l’accesso al capitale per nuove imprese ad alto potenziale.
- Migliorare il posizionamento competitivo dell’Italia nel panorama internazionale delle start-up.
Per informazioni: Servizio Fiscale Gestionale Societario A.P.I., tel. 02/671401 – mail: fiscale@apmi.it

