Privacy e lavoro: licenziato il dipendente che accede al sistema informatico aziendale per fini personali

L’accesso del lavoratore al sistema informatico aziendale, quando realizzato per ragioni estranee al servizio, non può considerarsi un’infrazione di lieve entità!

Il datore di lavoro non può riporre fiducia in un dipendente che approfitta della sua posizione e delle sue credenziali per acquisire dati sensibili di terzi a fini personali.

Questo, in sintesi, il principio affermato nella recente sentenza n. 28887/25 della Cassazione Civile, con cui la Suprema Corte ha respinto il ricorso di un’operatrice di un’Azienda Ospedaliera Universitaria, licenziata per aver effettuato trenta accessi illeciti nel Dossier Sanitario Elettronico per ragioni personali (gli accessi avevano riguardato i fascicoli dei suoi vicini di casa, con i quali la donna aveva in corso controversie).

Il licenziamento è stato giudicato legittimo.


Per informazioni: Servizio Legale Appalti, tel. 02671401 – mail: legale@apmi.it

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