Dal 2026 cambia il quadro delle assemblee societarie, dopo anni di deroghe emergenziali che avevano semplificato le riunioni a distanza. La Massima n. 216 del Consiglio Notarile di Milano impone alle imprese un aggiornamento immediato delle procedure interne.
Per le S.p.A. l’intervento da remoto sarà possibile solo se previsto dallo Statuto, coerentemente con l’art. 2370 c.c. . Diversa, invece, la posizione sulle S.r.l., dove prevale una logica di flessibilità. La partecipazione a distanza è sempre considerata valida, salvo divieti espressi.
Per molte PMI questa impostazione evita revisioni statutarie immediate, ma rende comunque necessaria una verifica delle clausole esistenti per evitare interpretazioni discordanti.
L’assemblea totalitaria potrà svolgersi interamente in modalità telematica anche senza specifiche clausole statutarie. È sufficiente che siano presenti tutti i soci e la maggioranza degli organi sociali, condizioni che rendono valida la riunione anche in assenza delle formalità di convocazione. Si tratta di una soluzione utile soprattutto per le realtà con pochi soci, che permette di assumere decisioni regolari e pienamente efficaci senza limitazioni legate alla presenza fisica.
Relativamente alla sede fisica e la verbalizzazione, se la convocazione indica un luogo fisico, sarà sufficiente la presenza del soggetto verbalizzante, che può essere il Segretario o il Notaio. Tutti gli altri partecipanti potranno connettersi da remoto.
A.P.I. ritiene fondamentale ricordare alle aziende una verifica puntuale degli Statuti, l’aggiornamento delle prassi interne e l’adozione di procedure affidabili per la gestione delle assemblee da remoto. Una modernizzazione che però richiede massima attenzione nel definire le piattaforme, le modalità di identificazione e le procedure di voto garantendo la piena validità delle delibere.
Per informazioni: Servizio Fiscale Gestionale Societario A.P.I., tel. 02/671401 – mail: fiscale@apmi.it

