L’Agenzia delle Entrate ha recentemente pubblicato una serie di chiarimenti relativi al Concordato Preventivo Biennale (CPB), strumento introdotto per agevolare i contribuenti nella gestione dei propri debiti fiscali. Questi chiarimenti, suddivisi in più sezioni, affrontano le principali tematiche che riguardano l’adesione al concordato e le relative modalità operative.
Tra i punti trattati, spiccano le condizioni di accesso per i contribuenti con debiti tributari, le opzioni per il ravvedimento, e le regole per i contribuenti in regime forfettario.
Di seguito i dettagli principali.
- Secondo l’articolo 10 del decreto sul CPB, i contribuenti possono aderire al concordato se l’ammontare complessivo dei debiti tributari, inclusi interessi e sanzioni, non supera i 5.000 euro. Questo limite include sia i debiti amministrati dall’Agenzia delle Entrate che i debiti contributivi. Tuttavia, non sono considerati nel calcolo i debiti che risultano soggetti a provvedimenti di sospensione o a piani di rateizzazione ancora attivi. Pertanto, per poter aderire, è fondamentale che il contribuente abbia estinto o ridotto tali debiti entro i termini stabiliti, garantendo che la somma residua sia inferiore alla soglia prevista.
- L’Agenzia ha confermato che i contribuenti che aderiscono al CPB possono scegliere di applicare l’imposta sostitutiva su una sola delle due annualità oggetto del concordato. Il meccanismo del CPB prevede infatti che per i periodi d’imposta inclusi nell’accordo, il reddito eccedente rispetto a quello dichiarato nel periodo antecedente può essere assoggettato a un’imposta sostitutiva delle imposte sul reddito e relative addizionali. Tuttavia, l’opzione può essere esercitata anche solo per uno dei due periodi d’imposta, lasciando l’altro soggetto alle regole ordinarie.
- Un altro punto cruciale chiarito riguarda i contribuenti in regime forfettario che superano la soglia di 100.000 euro di ricavi o compensi. L’Agenzia ha confermato che anche chi ha superato tale soglia nel 2023, ma applica gli ISA, può accedere al CPB. Inoltre, per chi nel corso del 2024 percepisce ricavi superiori a 100.000 euro ma inferiori a 150.000 euro, è possibile optare per il regime di imposizione sostitutiva sul reddito eccedente concordato, secondo quanto previsto dall’articolo 31-bis del decreto CPB. La parte restante del reddito sarà invece soggetta alle aliquote ordinarie dell’IRPEF.
Questi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sono fondamentali per aiutare i contribuenti a navigare il complesso panorama fiscale e ad aderire al CPB in modo consapevole, evitando potenziali esclusioni o errori di calcolo.
Il concordato biennale rappresenta uno strumento importante per la gestione delle posizioni debitorie, in particolare per i contribuenti forfettari e coloro che hanno superato determinate soglie di ricavi.
Rimangono quindi essenziali una corretta pianificazione e il rispetto dei termini per l’adesione.
Per maggiori dettagli si invita a consultare tutte le FAQ dell’Agenzia delle Entrate.
Per informazioni: Servizio Fiscale Gestionale Societario A.P.I., tel. 02/671401 – mail: fiscale@apmi.it

