Simona Tironi, Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, è la protagonista del nuovo capitolo di “Raccontare l’industria“, il ciclo di interviste che esplora le trasformazioni in atto nella manifattura italiana e accompagna A.P.I. nel percorso di celebrazione dei suoi 80 anni.
Al centro del dialogo con l’Assessore: persone, competenze e visione di sviluppo. Emerge che, una delle sfide strategiche per il futuro del sistema produttivo è quella ridurre la distanza tra il mondo dell’istruzione e quello del lavoro e, in un territorio come la Lombardia, rafforzare questo collegamento significa creare opportunità concrete per i giovani e sostenere la competitività.
Il mestiere dell’imprenditore e i lavori dell’industria soffrono di una narrazione superata o parziale. Quali elementi ritiene fondamentali, anche attraverso il ruolo delle istituzioni, per costruire un immaginario più attrattivo e vicino alla realtà delle PMI del territorio?
«Il lavoro manifatturiero e il mestiere dell’imprenditore sono spesso raccontati attraverso categorie del passato, che non restituiscono la complessità e l’innovazione che caratterizzano oggi le nostre imprese, in particolare le piccole e medie realtà che costituiscono la spina dorsale del tessuto produttivo lombardo.
Costruire un nuovo immaginario significa prima di tutto raccontare la realtà contemporanea dell’impresa: luoghi di lavoro in cui convivono tecnologia, creatività, competenze tecniche e capacità imprenditoriale. Le PMI lombarde non sono soltanto centri di produzione, ma veri laboratori di innovazione, formazione e crescita professionale.
Il ruolo delle istituzioni è fondamentale in questo percorso. Come Regione Lombardia, lavoriamo per rafforzare il dialogo tra scuola, formazione e impresa, valorizzando percorsi come l’istruzione e formazione professionale, gli ITS Academy e i programmi di formazione continua, che permettono ai giovani di conoscere da vicino il mondo produttivo e alle imprese di trovare competenze adeguate ai nuovi scenari economici.
Accanto alle politiche formative, è importante anche promuovere una narrazione più autentica dell’impresa, capace di mettere al centro le persone, il sapere tecnico, la capacità di fare e di innovare. Solo così possiamo restituire alla manifattura e all’imprenditorialità l’immagine dinamica e contemporanea che meritano».
Quanto conta il linguaggio nel definire la percezione del lavoro industriale e dell’imprenditore? In che modo un uso più consapevole delle parole, sostenuto anche da politiche pubbliche e iniziative territoriali, può contribuire a valorizzare la professione imprenditoriale e la varietà delle competenze presenti nelle PMI?
«Il linguaggio ha un ruolo decisivo nel modo in cui percepiamo il lavoro e le professioni. Per questo è importante superare alcune narrazioni riduttive che, nel tempo, hanno separato in modo artificiale il lavoro “manuale” da quello “intellettuale”.
Oggi l’industria e le PMI richiedono competenze sempre più integrate: conoscenze tecniche, capacità digitali, creatività, problem solving. Raccontare il lavoro industriale con parole nuove significa riconoscere proprio questa ricchezza di competenze e di professionalità.
Le istituzioni possono contribuire a questo cambiamento culturale sostenendo iniziative di orientamento, progetti educativi e momenti di incontro tra scuola, università e imprese.
Quando i giovani entrano in contatto diretto con le aziende del territorio scoprono un mondo fatto di innovazione, tecnologia e opportunità di crescita. Oggi promuovere un linguaggio più consapevole significa quindi dare valore alle professioni dell’impresa, riconoscere il contributo degli imprenditori allo sviluppo dei territori e raccontare la manifattura come uno spazio in cui talento, competenze e responsabilità sociale si incontrano».
Dal suo punto di osservazione istituzionale, quali cambiamenti culturali, formazioni e di orientamento ritiene necessari per avvicinare i giovani al mondo della manifattura e colmare la distanza tra scuola, università e PMI del territorio?
«Una delle sfide più importanti che abbiamo di fronte è ridurre la distanza tra il sistema educativo e il mondo produttivo. In un territorio come la Lombardia, caratterizzato da un tessuto imprenditoriale diffuso e dinamico, questo collegamento è decisivo sia per il futuro dei giovani sia per la competitività delle imprese.
Il cambiamento deve essere innanzitutto culturale: è necessario riconoscere pienamente il valore dei percorsi tecnico-professionali e della manifattura avanzata, che oggi rappresentano ambiti ricchi di opportunità, innovazione e crescita professionale. In questa direzione, Regione Lombardia sta investendo con decisione nel rafforzamento dei percorsi di istruzione e formazione professionale e nello sviluppo degli ITS Academy, che rappresentano uno dei modelli più efficaci di integrazione tra formazione e impresa e consentono ai giovani di acquisire competenze altamente specialistiche, immediatamente spendibili nel mondo del lavoro.
Allo stesso tempo, è fondamentale rafforzare l’orientamento già durante il percorso scolastico, offrendo ai ragazzi occasioni concrete per conoscere da vicino il mondo delle imprese e delle professioni tecniche. In questo senso iniziative come LABLAB hanno l’obiettivo di avvicinare i giovani alla cultura del fare e alle opportunità del sistema produttivo. Attraverso questo progetto, gli studenti hanno la possibilità di entrare in contatto diretto con le imprese del territorio, partecipare ad attività laboratoriali, visitare aziende e confrontarsi con imprenditori e professionisti. Sono i ragazzi a scegliere l’azienda che desiderano conoscere e vivere un’esperienza di incontro diretto e personalizzato, che permette loro di comprendere concretamente come funzionano i processi produttivi, quali competenze sono richieste e quali prospettive professionali offre il settore.
Avvicinare i giovani alla manifattura significa far emergere un messaggio semplice ma essenziale: il lavoro produttivo è uno spazio di realizzazione personale, innovazione e crescita per l’intera comunità. Ed è proprio nella collaborazione tra istituzioni, sistema educativo e imprese che possiamo costruire opportunità concrete e durature per il futuro delle nuove generazioni».
Per rileggere le interviste della rubrica “Raccontare l’industria”, cliccare sui link seguenti.
- Raccontare l’industria: al via le interviste di A.P.I. News con Vera Gheno
- A.P.I. News: il percorso di interviste che racconta il futuro delle PMI lombarde. Parola ad Alessandro Fermi
- Milano del fare: identità e alleanze per una crescita condivisa. Parola ad Alessia Cappello
- Narrativa industriale e competenze: intervista alla Rettrice Garavaglia (IULM)
- Le competenze per le nuove sfide: l’industria secondo Donatella Sciuto, rettrice del Politecnico di Milano
- Risorse umane e alleanze: la visione del Rettore Orlandi (Bicocca) per la manifattura italiana
Per informazioni sul Progetto “A.P.I. 80” e sul ciclo di interviste, contattare il Servizio Comunicazione di A.P.I. alla mail: comunicazione@apmi.it

