Legge di Bilancio 2026: anticipazioni

La Legge di Bilancio 2026 si prepara a entrare nel vivo con il primo passaggio in Consiglio dei Ministri, le anticipazioni fornite dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo delineano una manovra fortemente orientata alla riduzione della pressione fiscale e alla razionalizzazione del sistema tributario.

Di seguito le novità in discussione:

Taglio IRPEF

Il cuore della manovra sarà ancora una volta la riforma dell’IRPEF, con un intervento mirato al secondo scaglione di reddito (28.000–50.000 euro). Il Governo intende ridurre l’aliquota dal 35% al 33% ed estendere lo scaglione fino a 60.000 euro.

L’obiettivo è alleggerire il carico fiscale sul cosiddetto “ceto medio”, già al centro della riforma del 2024 che aveva accorpato i primi due scaglioni. Tuttavia, la misura è subordinata alla disponibilità di risorse, in attesa dei dati Istat sui conti economici nazionali.

Rottamazione Quinquies

Un altro pilastro della manovra sarà la “rottamazione quinquies”, ovvero la quinta edizione della sanatoria delle cartelle esattoriali. L’obiettivo è duplice ovvero, alleggerire il magazzino debiti (oramai ha superato i 1.300 miliardi di euro) e distinguere tra crediti esigibili e inesigibili.

La misura non sarà generalizzata, ma riservata a specifiche categorie di contribuenti, limitata per importo e affiancata da un saldo e stralcio parziale.

Il Governo punta a ridurre il contenzioso e a fare cassa, ma con attenzione a non premiare i debitori seriali. Le Regioni, intanto, chiedono di escludere i tributi locali dalla misura.

Regime forfettario

Torna in discussione l’innalzamento della soglia del regime forfettario da 85.000 a 100.000 euro. Già proposto nella Legge di Bilancio 2025, l’emendamento era stato respinto. Ora il Governo ripropone la misura, ma resta il nodo del nulla osta dell’Unione Europea, che impone limiti agli Stati membri per l’adozione di regimi agevolati.

IRES premiale

La manovra prevede il rafforzamento dell’IRES premiale, introdotto con la legge di Bilancio 2025 e attuato con il DM dell’8 agosto 2025. La misura prevede riduzione dell’IRES dal 24% al 20% con condizione che almeno il 30% degli utili non distribuiti deve essere reinvestito in beni o nuove assunzioni.

Il viceministro Leo ha sottolineato che si tratta di un incentivo concreto alla crescita e all’occupazione, pur riconoscendo una certa asimmetria tra la disciplina fiscale e la tipologia degli investimenti richiesti.

La Legge di Bilancio 2026 si preannuncia come una manovra ambiziosa, con interventi mirati a sostenere famiglie, professionisti e imprese. Tuttavia, molte delle misure restano legate alla disponibilità di risorse e al confronto con l’Unione Europea. Il dibattito politico e tecnico è appena iniziato.

Per informazioni: Servizio Fiscale Gestionale Societario A.P.I., tel. 02/671401 – mail: fiscale@apmi.it

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