La conservazione digitale dei documenti fiscali rappresenta un obbligo normativo rilevante per i contribuenti, con precise scadenze e implicazioni sanzionatorie in caso di inadempimento. Entro il prossimo 31 gennaio 2025, è necessario completare la conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche emesse e ricevute, nonché di altri documenti fiscalmente rilevanti relativi all’anno 2023.
La base normativa per questa scadenza trova fondamento nella risoluzione n. 46/E del 2017 dell’Agenzia delle Entrate, che chiarisce il termine per la conservazione digitale dei documenti fiscali. Tale termine coincide con il terzo mese successivo alla scadenza per la presentazione delle dichiarazioni annuali dei redditi, uniformando il sistema in un’ottica di semplificazione. Nello specifico, si fa riferimento al termine ultimo di presentazione del modello REDDITI, fissato per il 31 ottobre 2024.
Per i documenti relativi al periodo d’imposta 2023, la scadenza per la conservazione digitale deriva dal termine di presentazione del modello REDDITI 2024 (31 ottobre 2024). Di conseguenza, il terzo mese successivo a questa data, ossia 31 gennaio 2025, rappresenta la data ultima per completare gli adempimenti di conservazione.
La mancata conservazione sostitutiva non solo espone a sanzioni amministrative, ma comporta anche l’impossibilità di esibire i documenti in caso di accertamento fiscale. In tal caso, l’Amministrazione Finanziaria considererà tali documenti inesistenti ai fini probatori.
Per informazioni: Servizio Fiscale Gestionale Societario A.P.I., tel. 02/671401 – mail: fiscale@apmi.it

