Limiti di compensazione in F24

Nel contesto delle normative fiscali italiane, l’utilizzo dei crediti in compensazione tramite il modello F24 ha subito variazioni significative negli ultimi anni, mirate a facilitare le operazioni di compensazione fiscale per le imprese e i contribuenti.

Queste variazioni hanno portato a un incremento progressivo del limite massimo dei crediti compensabili o rimborsabili attraverso il conto fiscale, con l’obiettivo di sostenere la liquidità delle aziende:

  • nel 2020, il decreto “Rilancio” ha elevato il tetto annuale da 700.000 euro a 1 milione di euro;
  • nel 2021, il decreto “Sostegni-bis” ha ulteriormente incrementato questo limite, portandolo a 2 milioni di euro.

A partire dal 2023, la legge di Bilancio 2022 (legge n. 234 del 30 dicembre 2021) ha confermato il limite annuo a 2 milioni di euro, stabilendo una continuità nell’applicazione di questo parametro.

Il calcolo del limite si basa su un “principio di cassa” legato all’anno solare in cui i modelli F24 vengono presentati, indipendentemente dall’anno di maturazione del credito utilizzato in compensazione. Per quanto riguarda il pagamento dei modelli F24 che includono compensazioni, sia a saldo zero che a saldo positivo, è richiesto l’utilizzo dei canali telematici predisposti dall’Agenzia delle Entrate (Entratel/F24 online).

Una novità rilevante verrà introdotta a partire dal 1° luglio 2024, come previsto dalla legge di Bilancio 2024 (legge n. 213/2023, art. 1, comma 94). Questa disposizione stabilisce un divieto assoluto di compensazione in F24 per i contribuenti che presentano ruoli esattoriali o accertamenti esecutivi per debiti erariali superiori a 100.000 euro. Il divieto riguarderà coloro che hanno debiti erariali, comprensivi di accessori, o accertamenti esecutivi in carico agli agenti della riscossione, nei casi in cui i termini di pagamento siano scaduti senza che siano stati effettuati i pagamenti dovuti o in assenza di provvedimenti di sospensione.

Questo divieto sarà applicato anche all’eventuale credito eccedente il debito. Ad esempio, se un contribuente avesse un debito esattoriale di 110.000 euro e un credito di 800.000 euro, non potrebbe utilizzare in compensazione nemmeno la parte eccedente di 690.000 euro.

Per informazioni: Servizio Fiscale Gestionale Societario A.P.I., tel. 02.671401 – mail: fiscale@apmi.it

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