Concordato Preventivo Biennale

Pubblicato in Gazzetta ufficiale, n. 43 il Decreto Legislativo 13/2024 sulle modifiche all’accertamento e concordato preventivo biennale, introducendo novità significative sia all’accertamento fiscale sia al concordato preventivo biennale, con l’obiettivo di rendere più efficiente e trasparente il rapporto tra l’amministrazione fiscale e i contribuenti.

Il decreto stabilisce che le nuove disposizioni relative al concordato preventivo biennale si applicheranno a partire dal periodo di imposta successivo al 31 dicembre 2023, mentre le modifiche all’accertamento fiscale, in particolare quelle riguardanti il contraddittorio preventivo, entreranno in vigore per gli atti emessi a partire dal 30 aprile 2024.

Si tratta di una mossa strategica volta a migliorare l’efficacia della riscossione delle imposte, riducendo al contempo il contenzioso tra contribuenti e amministrazione.

Al centro di questa riforma vi è l’incarico affidato all’Agenzia delle Entrate, che è chiamata a definire, tramite un apposito provvedimento, i dati e i parametri necessari per formulare la proposta di reddito nei concordati preventivi biennali.

Questo compito richiede un’attenta valutazione delle informazioni già disponibili presso l’amministrazione fiscale, nonché l’introduzione di eventuali nuovi dati necessari per una stima accurata del reddito.

La metodologia per la formulazione di tali proposte verrà elaborata in collaborazione con Sogei, l’azienda informatica dello Stato, che supporterà l’Agenzia delle Entrate nello sviluppo delle procedure necessarie. Una volta definita, questa metodologia sarà implementata attraverso l’applicazione “il tuo ISA”, che consentirà ai contribuenti di calcolare autonomamente la propria proposta di reddito, integrando dati reddituali aggiuntivi non precedentemente richiesti.

Il decreto legislativo introduce anche un meccanismo di sicurezza per i contribuenti che aderiscono al concordato preventivo biennale, prevedendo la possibilità di disapplicazione del patto con il fisco in “circostanze eccezionali”, come una contrazione del reddito superiore al 50% rispetto a quello proposto. Queste circostanze eccezionali saranno definite da un ulteriore decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), che stabilirà i criteri specifici per la loro identificazione.

L’approccio adottato mira a garantire equità e flessibilità, riconoscendo le possibili fluttuazioni economiche che possono influenzare la capacità contributiva dei contribuenti. Inoltre, il decreto prevede che l’ultima parola sulla metodologia proposta dall’Agenzia delle Entrate spetterà al Ministro dell’Economia e delle Finanze, che dovrà ottenere il parere del Garante per la protezione dei dati personali prima di approvare definitivamente il provvedimento.

Per informazioni: Servizio Fiscale Gestionale Societario A.P.I., tel. 02.671401 – mail: fiscale@apmi.it

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